Una presa di posizione istituzionale chiara, che va letta nel contesto del dibattito nazionale in corso e del lavoro di interlocuzione con Regioni, Ministero e Agenas.
Si tratta di un passaggio rilevante, perché riconosce implicitamente che il rischio di una deriva sostitutiva esiste e deve essere governato. Tuttavia, come NurseNews ha già evidenziato, la vera partita non si gioca sul piano delle dichiarazioni, ma su quello dell’organizzazione concreta del lavoro sanitario.
Cosa dice FNOPI
Secondo la Federazione:
l’Assistente Infermiere non nasce per sostituire l’infermiere;
la figura va collocata all’interno di un modello integrato;
la tutela del ruolo infermieristico resta un obiettivo centrale;
l’introduzione deve avvenire in modo coordinato e regolato a livello nazionale.
È una posizione coerente con il ruolo istituzionale della FNOPI, orientata a garantire equilibrio, dialogo e uniformità di sistema.
Cosa osserva NurseNews
Il punto critico, però, non è l’intenzione dichiarata, ma la traduzione organizzativa.
Nella sanità reale, soprattutto in contesti segnati da carenze strutturali di personale infermieristico, la distinzione tra figura integrativa e figura sostitutiva non dipende dalle delibere, ma da:
dotazioni organiche reali;
separazione effettiva delle attività;
rapporti numerici sostenibili;
possibilità concreta di esercitare una supervisione clinica reale;
sistemi di controllo del rischio clinico funzionanti.
Quando questi elementi mancano, anche una figura formalmente integrativa può diventare sostitutiva nei fatti, con effetti diretti sulla sicurezza delle cure e sulla responsabilità professionale dell’infermiere.
Il rischio clinico come discriminante
Nelle dichiarazioni istituzionali, il rischio clinico resta spesso sullo sfondo. Eppure è proprio questo l’elemento discriminante.
La frammentazione dei processi assistenziali, la moltiplicazione dei passaggi e la riduzione della presenza clinica infermieristica al letto del paziente non riducono il rischio: lo redistribuiscono, spesso aggravandolo.
La supervisione, se solo formale o resa impraticabile dall’organizzazione del lavoro, non rappresenta una garanzia, ma un fattore di esposizione ulteriore per il professionista che mantiene una posizione di garanzia nel processo assistenziale.
Tra istituzione e realtà operativa
La posizione FNOPI rappresenta un passaggio necessario sul piano politico-istituzionale. NurseNews ritiene però che non sia sufficiente se non accompagnata da:
modelli organizzativi chiari;
sistemi di risk management coerenti;
delimitazione rigorosa delle attività;
responsabilità simmetriche tra organizzazione e professionisti.
È su questo crinale che si misura la differenza tra integrazione dichiarata e sostituzione di fatto.
Le parole della FNOPI confermano che il tema non è la figura in sé, ma le condizioni che ne determinano l’uso reale.
Un sistema sanitario si rafforza quando investe sulle competenze e le protegge, non quando le diluisce. Funziona meglio quando governa il rischio clinico a monte, non quando lo scarica a valle sui professionisti.
Se utilizzato bene, l’Assistente Infermiere richiederà comunque un rafforzamento reale del ruolo infermieristico, non la sua marginalizzazione.
Ed è su questo crinale che NurseNews continuerà a vigilare.
Dott.Alfio Stiro
Infermiere

