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OGGETTO: concorso pubblico, per titoli cd esami, per l’assunzione di 110 vice ispettori tecnici del ruolo degli ispettori tecnici della Polizia di Stato del settore di
Impiego servizio sanitario, indetto con decreto del Capo della Polizia –
Direttore generale della pubblica sicurezza del 15 febbraio 2022.

Trattamento economico di missione.

 

Fonte Polizia di Stato.

 

Il sindacato FSI-USAE della provincia di Agrigento ha vissuto un momento di unione e divertimento prima dell’inizio delle festività natalizie con una iniziativa voluta fortemente dalla segreteria sindacale, con una cena presso un bellissimo locale di Butera.

I segretari Provinciali, Salvatore Ballacchino e Salvo Di Natale e il responsabile sanità agrigentina Angelo Amato nel corso dell’assemblea annuale hanno ringraziato i dirigenti sindacali e tutti gli iscritti per i risultati raggiunti ai vari livelli nelle 2 provincie Agrigento e Caltanissetta.

Amato Angelo

 

 

 

 

 

 

 

 

Dopo la Balanzoni anche un altro medico chirurgo detta regole  agli infermieri, senza nessuna remore e addirittura per iscritto (con tanto di timbro aziendale).

Emanando ordini di servizio e stravolgendo anni di legislazione professionale in ambito infermieristico decidendo cosa e come debbano svolgere il lavoro gli Infermieri.

Così scrive il coraggioso medico bizzarro  « Si aggiunge la seguente postilla: l’infermiere deve collaborare con l’OSS, in modo particolare quando su un piano sono presente due infermieri, uno dei due deve aiuta a fare il giro».

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Mamma e dottoressa nello stesso giorno. I meravigliosi “scherzi” del destino di una vita che sembra aver subìto un’accelerazione improvvisa, con un doppio traguardo raggiunto e un duplice lieto fine. In poche ore Martina Cuomo, 30enne di Napoli, è riuscita a laurearsi e a dare alla luce una bambina. Il 18 novembre 2022 è un giorno che Martina e il suo compagno Antonio Sannino non dimenticheranno mai. La ragazza, infermiera all’ospedale Cotugno di Napoli e impegnata in prima linea in un reparto covid nel periodo più acuto della pandemia, ha raccontato la sua storia a Today.

Ha avvertito le contrazioni del parto la mattina della discussione della tesi, che ha portato a termine durante il travaglio. Poi è nata Nunzia. Tutto in poche ore. Martina Cuomo, 30 anni, racconta a Today.it un giorno indimenticabile, con un doppio traguardo raggiunto

destino di una vita che sembra aver subìto un’accelerazione improvvisa, con un doppio traguardo raggiunto e un duplice lieto fine. In poche ore Martina Cuomo, 30enne di Napoli, è riuscita a laurearsi e a dare alla luce una bambina. Il 18 novembre 2022 è un giorno che Martina e il suo compagno Antonio Sannino non dimenticheranno mai. La ragazza, infermiera all’ospedale Cotugno di Napoli e impegnata in prima linea in un reparto covid nel periodo più acuto della pandemia.

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Ritorniamo, nostro malgrado, a parlare di Barbara Balanzoni, non più medico perché radiata, autrice dell’ennesimo commento di basso profilo. Nulla di nuovo. I suoi soliti messaggi sul web contro gli infermieri, che passano ormai inosservati.

 

 

 

 

 

 

 

 

Quando però questi vengono condivisi da uno dei sindacati medici più rappresentativi, Anaao Assomed Taranto, qualche domanda nasce spontanea.

 

 

 

 

 

 

 

 

Pronta la reazione dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Taranto.

A segnalare il caso alla Fnomceo è il presidente Pierpaolo Volpe.
“Con la presente si segnala per le determinazioni che la FNOMCeO intenderà assumere ai sensi e per gli effetti del Capo IV DPR 221/1950 e Legge 3/2018, che il Dott. Giancarlo Donnola componente del Consiglio direttivo OMCeO Taranto ha condiviso sulla pagina facebook dell’Anaao Assomed Taranto, da lui direttamente gestita e di cui ne è Segretario aziendale, un post offensivo che lede l’immagine e la dignità della Professione Medica ed Infermieristica della Sig.ra Barbara Balanzoni ex Medico radiato dall’Ordine professionale.
Tale fattispecie viola il Codice di Deontologia Medica nella parte che regola i rapporti con i colleghi, con il cittadino e le altre Professioni sanitarie nonché per la comunicazioni tramite mezzi informatici e social network”.

Fonte Nurse Times

Redazione NurseNews.eu

 

 

 

 

 

 

Il 21 giugno di quest’anno è stata pubblicata una sentenza della Cassazione (di riforma della Corte d’Appello di Campobasso) che rimedia ad un evidente errore di individuazione del diritto, oggetto del giudizio da parte dei giudici di merito, la cui lettura ci permette di verificare come spesso si debba attendere un giudizio di Cassazione per individuare l’interesse giuridicamente protetto in relazione ad un danno da lavoro.
Il caso esaminato dall’Alta Corte (Cass. Civ. n. 17605/2021) investe un lavoratore che, dopo aver subito un infortunio nel lontano 1991, subisce un intervento chirurgico, accompagnato da una necessaria trasfusione di sangue, a seguito della quale scopre soltanto nel 2008 di aver contratto una grave forma di epatopatia da Hcv, che lo avrebbe poi portato al decesso nel 2011.
Poiché l’infezione e quindi la morte del lavoratore, erano collegate all’infortunio subìto nel 1991, la vedova del lavoratore aveva presentato all’INAIL istanza di rendita ai superstiti ma, dopo un primo riconoscimento in fase giudiziaria, la Corte di Appello di Campobasso aveva ribaltato la pronuncia, affermando che l’epatopatia era stata accertata oltre il termine decennale per avanzare pretese, fissato dall’art. 83 del Testo Unico sulla sicurezza n. 1124/65 e che nell’infortunio del 1991 non c’era stata esposizione a tale rischio patogeno.

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La ricetta infermieristica non è solo appannaggio dei paesi anglosassoni e della Scandinavia. Nell’Unione Europea è diffusa e prevista da precise direttive. Che in Italia non si applicano. Il dibattito lo apre un comunicato del sindacato infermieristico Nursing Up guidato da Antonio De Palma. Per farmaci o dispositivi, la ricetta dell’infermiere in Europa è oggi diffusa in Danimarca, Norvegia, Svezia, Estonia, Finlandia, Regno Unito, Irlanda ma anche Olanda, Francia, Cipro; da qualche giorno la ammette la comunità di Madrid, prima autonomia in Spagna. In Gran Bretagna l’infermiere prescrive da 30 anni e in Svezia da 28. Metà dei paesi UE affronta l’aumento delle cronicità e delle incombenze d’équipe estendendo la ricetta all’infermiere. Alcuni paesi abilitano solo l’infermiere specialista nella sua branca, altre chi ha la laurea magistrale, in altre si prescrive anche con la laurea triennale. Più ancora del medicinale è diffusa la prescrizione di dispositivi sanitari. Per armonizzare le diverse situazioni nel 2011 è arrivata la direttiva europea 83; l’Italia avrebbe dovuto conformarsi entro il 25 ottobre 2013 ma non lo ha mai fatto. De Palma sottolinea come per rimediare si dovrebbe prevedere la prescrizione diretta sia di presidi per l’assistenza infermieristica, della quale l’infermiere è titolare e responsabile, sia di farmaci sulla base di protocolli condivisi con i medici. Doctor33 ha chiesto un commento a Maurizio Zega Presidente dell’Ordine degli Infermieri di Roma e coordinatore del gruppo di lavoro sulla prescrizione infermieristica della Federazione FNOPI che effettuò qualche anno fa il primo sondaggio in materia a livello europeo. «Il quadro normativo italiano è anacronistico. Tra i retropensieri in Italia c’è un po’ la diffidenza sul “nuovo”, ma ricordo che in Europa tra i pur diversi criteri che regolano la prescrizione infermieristica, il comune denominatore è che all’infermiere si chiedono capacità professionali certificate e acquisite in corsi di specializzazione approfonditi. Altro timore, di chi poco conosce i meccanismi della spesa: allargando il novero dei prescrittori il SSN potrebbe finire in passivo. Invece avviene il contrario: dove prescrive l’infermiere si risparmia».

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La Corte di Cassazione, con Sentenza n. 5547 del 2021, ha stabilito che il buono pasto sostitutivo spetta anche al lavoratore (Medici, Infermieri, Oss, Professioni Sanitarie e altre categorie) che effettua un orario di lavoro giornaliero eccedente le 6 ore.

La Corte ha chiarito che il lavoratore deve essere risarcito se non può usufruire del servizio mensa o se, per ragioni di servizio, non riesce a fare la pausa.

Questi i fatti di causa.

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per i sindacati medici dell’Anaao & Cimo Fesmed, bisogna cancellare in ogni dove del glossario della disciplina infermieristica i vocaboli che direttamente o indirettamente possono evocare faziose interpretazioni riguardo ad atti o processi di assistenza sanitaria che, per loro dire, possono determinare equivoci sulla specificità della professione medica
A finire in una sorta di disputa “ epopeica” il lessico utilizzato dall’Aran e i contraenti sindacali nel testo della pre intesa sul rinnovo del CCNL del comparto sanità. Infatti, è contestata la descrizione del ruolo e delle le funzioni attribuibili ai professionisti dei ruoli sanitari assegnatari dell’istituto contrattuale dell’incarico di funzione organizzativa e professionale.

Nella nota congiunta delle illuminate due sigle sindacali mediche (18 ottobre c.a.) le frasi riportata nella pre intesa da cambiare per la loro “ambiguità” interpretativa sono all’interno di due articoli specifici ed esattamente:

art. 28 (Contenuto e requisiti degli incarichi di funzione organizzativa)

29 (Contenuto e requisiti degli incarichi di funzione professionale)

Inutile sottolineare alla classe Infermieristica, ma anche a tutte le professioni sanitarie, considerando che l’istituto contrattuale degli incarichi previsti dal “nuovo” CCNL si riferisce a tutte le professioni sanitarie, che si tratta di un ennesimo sciocco tentativo finalizzato ad utilizzare ogni utile strumento (in questo caso il CCNL del personale di comparto) per esaltare e ritenere che la classe medica (in verità una parte residuale) è padre padrone di qualsiasi atto sanitario, anche di quelli di pertinenza delle professioni sanitarie ed in particolare degli infermieri.
Una maggiore attenzione e lettura integrale del CCNL a partire dal nuovo sistema di classificazione professionale corredata dagli allegati sulla declaratoria delle funzioni e attività delle professioni, avrebbe indotto gli “illuminati” della contestazione, a migliori riflessioni
Mi preoccupa la tardiva ed effimera interpretazione dei sindacati medici dell’Anaao & Cimo Fesmed sulla ipotesi di accordo e la loro richiesta di esame e modifica dell’articolato contestato, poiché giunge nel momento in cui l’ipotesi di accordo è nella fase conclusiva avendo già ricevuto l’OK si firma da parte del Consiglio dei Ministri.
Ritengo sia intollerabile un eventuale accoglimento da parte della Corte dei Conti (ultimo Ente, con la sola funzione di certificazione dei contenuti economici del CCNL) cui la contestazione dei medici è rivolta.

Saverio Andreula
Presidente Ordine degli Infermieri di Bari

Fonte Quotidiano Sanità

Redazione NurseNew.eu

 

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Lettera alla redazione