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Diffida alla all’azienda ospedaliera regionale San Carlo e all’Ordine delle Professioni Infermieristiche (Potenza)

ISTIGAZIONE ALL’ESERCIZIO ABUSIVO DELLA PROFESSIONE INFERMIERISTICA – ISTIGAZIONE AL REATO DI FALSO DOCUMENTALE.
La scrivente Associazione Avvocatura Degli Infermieri, valutato il piano di lavoro dell’operatrice socio-assistenziale che si allega, redatto su carta intestata dell’azienda sopra destinataria e, precisamente, dell’unità operativa complessa Ostetricia e Ginecologia con direttore il dott. xxxxxx, lamenta e denuncia i seguenti passaggi di evidente matrice penale:

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COVID-19: STOP AL VINCOLO DI ESCLUSIVITÀ’ PER GLI INFERMIERI DEGLI OSPEDALI PUBBLICI.

UNA GRANDE OPPORTUNITÀ’ PER LA CATEGORIA.

E stato accolto nel corso della discussione per la conversione in legge del decreto Milleproroghe il mio ordine del giorno dove impegno il Governo a riconoscere agli infermieri e alle altre professioni sanitarie il diritto ad esercitare attività libero-professionale, intramuraria ed extramuraria, al di fuori dell’orario di servizio.

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In rete su youtube sono apparsi dei video realizzati nel 2017 da alcuni studenti del corso di laurea in infermieristica che, coordinati da un tutor clinico dell’Università degli studi di Brescia, sede di Esine, hanno creato un fortissimo imbarazzo e disagio fra la nostra comunità. (Video che evitiamo di pubblicare)

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ASINTOMATICI COVID-19 DANNI
Dopo la bufala dei pazienti morti “per” e di quelli morti “con” il coronavirus, smentita dall’analisi delle cartelle cliniche effettuate dall’Istituto Superiore di Sanità, c’è ora una nuova, fuorviante arma semantica che certi irriducibili negazionisti continuano a utilizzare: quella della distinzione fra malattia e infezione, a significare che chi ha il virus, ma non mostra sintomi, non è malato, così che l’aumento del numero dei soggetti infettati evidente da settimane non dovrebbe preoccupare nessuno, perché si tratterebbe non di malati, ma quasi di “portatori sani” del virus.

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CORTE DI APPELLO DI SALERNO SEZIONE LAVORO – 15/02/2021

Una sentenza  storica, che svincola la nostra professione dai limiti dell’esclusività.

La Corte d’appello nell’emettere la sentenza, scrive:

” Come eccepito dall’Azienda, il vincolo di esclusività per gli infermieri è temperato dalla possibilità – prevista dal CCNL di settore – di svolgere prestazioni a favore di soggetti pubblici e privati, prestazioni aggiuntive e in equipe, fuori dell’orario di lavoro e con ripartizione del compenso” , opportunità questa che non può essere privata unilateralmente dal datore di lavoro pubblico imponendo l’esclusività e/o l’incompatibilità, assegnando il Giudice – in sentenza – all’ambito delle “facoltà” (Possibilità propria o riconosciuta nell’ambito di condizioni naturali o convenzionalmente determinate) del singolo professionista la possibilità di espletare attività aggiuntive e conclude:

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Bisogna fare un salto a ritroso negli anni sessanta per trovare, con i primi lanci di esseri viventi nello spazio, la nascita della medicina aerospaziale. Fu Yuri Gagarin, cosmonauta sovietico, il primo uomo a volare nello spazio. A bordo della Vostok 1 raggiunse l’orbita terrestre nel 1961. Da allora le missioni nello spazio si sono intensificate sia per numero che per durata: nelle stazioni spaziali gli astronauti rimangono in orbita per settimane e anche mesi.
Ma la permanenza nello spazio, ovvero la vita e il lavoro lì non sono scevri da problemi di differente natura: l’assenza di peso, le difficoltà nelle funzioni fisiologiche, le modalità di nutrizione, le radiazioni, l’irraggiamento solare sono solo alcune di quelli che gli astronauti incontrano e che si riflettono in modo e misura diversa sull’organismo.

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Gli infermieri militari delle Forze Armate e della Polizia di Stato sono caratterizzati da un forte livello di competenze specialistiche sia per quanto riguarda la difesa della salute, sia anche per quel che attiene la difesa del territorio.
Quelle competenze specialistiche che, spesso, si sta tentando di inserire tra le funzioni dell’infermiere del Servizio sanitario nazionale e che per i militari sono già riconosciute nei codici, soprattutto per quanto riguarda le emergenze e le urgenze che gli infermieri militari e della Polizia possono, anzi devono, gestire da soli secondo un principio di multidisciplinarietà con le altre professioni – medici in testa – molto forte e radicato a tutti i livelli.
Ma per gli aspetti legati alla conicità, alla lungodegenza e all’assistenza delle patologie che spesso si presentano sia per quanto riguarda gli stessi militari, sia per le popolazioni soccorse, la sinergia con il servizio sanitario pubblico dà la possibilità di interconnettere un meccanismo, un’organizzazione ed esperienze che invece non sono proprie del mondo della sanità militare, ma che in quello della sanità civile sono invece affermate, consolidate e in modo massiccio e sempre più spesso affidate proprio agli infermieri.

Tanto che proprio dal ministero della Salute è stata sottolineata l’importanza di apprendere la possibilità di nuovi sviluppi per alcuni lati dell’organizzazione e programmazione sanitaria ed è stata manifestata la piena disponibilità a una sinergia tra ministeri per mettere a disposizione delle Forze armate e della Polizia di Stato esperienze e modelli per quagli aspetti dell’assistenza emergenti anche nel loro ambito, ma ancora poco frequentati.
Attualmente gli infermieri delle Forze armate e quelli della Polizia di Stato sono discriminati rispetto ai colleghi dipendenti del Servizio sanitario nazionale per la non applicazione alle loro situazioni occupazionali delle leggi più favorevoli approvate negli ultimi quindici anni per gli infermieri dipendenti della pubblica amministrazione. Per questo sono penalizzati sia rispetto al valore del loro titolo di laurea che nelle amministrazioni attuali di appartenenza non consente progressioni di carriera come quelle dei colleghi del Ssn (né come quelle dei medici militari), sia per quanto riguarda diritti e dei doveri, tra cui non ultimo quello dell’aggiornamento continuo, che derivano dall’iscrizione, prevista per legge, per l’esercizio della professione, all’albo nazionale.
Inoltre, anche il diverso inquadramento funzionale degli infermieri militari nei differenti ruoli (vice revisore tecnico nella Polizia di Stato e sottufficiale nell’Esercito) richiederebbe una necessaria armonizzazione.
Nell’ultimo incontro sull’infermieristica militare organizzato dalla Federazione nazionale degli Ordini delle professioni sanitarie (FNOPI), sono state esaminate e approfondite le competenze istituzionali con riguardo alle innovazioni legislative in tema di rischio professionale e le valutazioni orientative per l’esercizio delle professioni sanitarie. In particolare, sono stati affrontati due temi di grande rilevanza per la Sanità Militare. Il primo è relativo all’organizzazione, alla formazione e alle prospettive della componente infermieristica militare e di come questa possa contribuire al processo di rinnovamento necessario per un supporto sanitario sempre più aderente alle esigenze operative e ad una realtà di riferimento in costante evoluzione.
Dai lavori è emersa la necessità di collegare meglio la formazione post base (Master/Laurea Magistrale/Dottorato) per l’assolvimento di funzioni infermieristiche di livello crescente e i relativi gradi e definire ove possibile  una filiera organizzativa e gerarchica differenziata tra personale medico e personale delle professioni sanitarie per garantire l’autonomia nell’assolvimento delle funzioni assistenziali, anche nell’esercizio delle competenze avanzate.
Allo stesso tempo è necessario che l’assistenza infermieristica sia centrata sulla persona/soldato e sulle funzioni dell’organizzazione militare.

Sono necessari, sulla base delle indicazioni legislative nazionali e della NATO maggiori standard, linee guida, protocolli e per far questo è necessario il lavoro di tutti.

Redazione

Fnopi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In organico nella Polizia di stato vi sono 216 Infermieri, tutti con compiti tecnici. Si tratta del più basso livello contrattuale per il poliziotto.

Il personale della polizia di stato è organizzato secondo tre ruoli ben distinti (in base al Decreto del Presidente della Repubblica Italiana n. 337/1982):

  1. ordinario;
  2. tecnico scientifico e tecnico;
  3. professionale.

Il massimo della carriera che un Infermiere di Polizia può raggiungere è quello del “perito tecnico”, che in ambito civile può identificarsi con il vecchio “caposala” o con il nuovo “coordinatore infermieristico”. Si noti che non è previsto nessun ruolo dirigenziale.

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Governo liberi il potenziale inespresso di 450 mila infermieri   attraverso l’eliminazione del vincolo di esclusività per permettere la vaccinazione di massa.

 

Non si trovano professionisti infermieri vaccinatori, ma basterebbe davvero poco per risolvere il problema, lo spiega Diego Roviti,  fondatore del Movimento Nazionale Infermieri.

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E’ scaturita dalla fusione di due varianti, potrebbe aumentare l’infettività e la diffusione. Nessuna indicazione sull’efficacia dei vaccini

Due varianti di SARS-CoV-2 si sono fuse e dalla combinazione dei loro genomi hanno formato una versione ibrida del virus fortemente mutata. L’evento di «ricombinazione» è stato scoperto in un campione di virus in California e suggerisce che potremmo essere sul punto di entrare in una nuova fase della pandemia. In particolare, il virus ibrido è il risultato della ricombinazione della variante B.1.1.7 altamente trasmissibile scoperta nel Regno Unito e della variante B.1.429 che ha avuto origine in California e che può essere responsabile di una recente ondata di casi a Los Angeles perché porta un mutazione che la rende resistente ad alcuni anticorpi. La nuova versione di Sars-CoV-2 è stata scoperta da Bette Korber del Los Alamos National Laboratory nel New Mexico ed è stata riferita in occasione dell’incontro organizzato dall’Accademia delle scienze di New York.

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PRIMARIO TRASFORMA GLI OSS IN INFERMIERI: DENUNCIATO ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI POTENZA PER ISTIGAZIONE ALL’ABUSO 348 C.P..

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MAMMI', COVID-19: STOP AL VINCOLO DI ESCLUSIVITÀ' PER GLI INFERMIE

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Università di Brescia:studenti di scienze infermieristiche ballano imbracciando padelle e pappagalli.Infermieri indignati.

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Occhio alle bufale: sia i polmoni che il cuore dei soggetti asintomatici possono subire danni. E la durata si estende ben oltre quella dell’infezione. Cosa dicono gli studi.

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Per la Corte D’appello di Salerno  non sussiste nessun vincolo di esclusività per gli infermieri. L’ultima parola alla Corte di Cassazione.

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INFERMIERISTICA AEROSPAZIALE, UN NUOVO ORIZZONTE

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INFERMIERI MILITARI E DELLA POLIZIA DI STATO DISCRIMINATI NELLE GERARCHIE. SI RICONSCA RUOLO DIRETTIVO.

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Infermieri in polizia e il sistema delle “gerarchie inverse”.

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Questura di Catania, medici e Infermieri in forza alla Polizia di stato iniziano le vaccinazioni per il personale

            Sono iniziate cosi le vaccinazioni anche per i poliziotti della questura di Catania. Il vaccino anti Covid-19 sarà eseguite nell’ufficio ...

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Vaccinazioni anti covid di massa:governo elimini il vincolo di esclusività degli infermieri, potenziale inespresso.

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Lettera alla redazione