Le elezioni dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Catania hanno riacceso un dibattito che, in realtà, attraversa tutta Italia: che ruolo deve avere l’Ordine?
Un Ordine non è un sindacato
L’Ordine nasce per garantire autonomia, indipendenza e prestigio alla professione. È un’istituzione che deve rappresentare tutti gli infermieri, senza distinzioni di appartenenza politica o sindacale.
Confondere l’Ordine con un sindacato significa snaturarne la funzione: non è il luogo dove si trattano contratti o si difendono i diritti dei lavoratori, ma quello in cui si tutelano i valori e la dignità della professione.
Il rischio della commistione
Se i sindacati hanno il compito – e il dovere – di contrattare, scioperare e negoziare sul piano lavorativo, l’Ordine deve restare super partes. Mischiare i due piani crea conflitti di interesse, perdita di neutralità e sfiducia da parte degli iscritti.
Un Ordine ridotto a strumento di battaglia sindacale smette di essere garanzia per i cittadini e diventa terreno di scontro interno, indebolendo sia la professione che le istituzioni.
Pluralismo della rappresentanza: fondamento costituzionale e normativo
Il nostro ordinamento riconosce la pluralità dei soggetti rappresentativi, ognuno con funzioni proprie:
L’art. 39 della Costituzione tutela la libertà sindacale, garantendo ai lavoratori il diritto di organizzarsi per difendere interessi contrattuali, economici e di categoria.
La Legge 3/2018 (che ha riordinato gli Ordini professionali in sanità) attribuisce invece agli Ordini compiti pubblici: mantenere l’albo, vigilare sull’esercizio professionale, tutelare la deontologia e rappresentare la professione verso le istituzioni.
Siamo quindi di fronte a due piani distinti e complementari:
I sindacati negoziano contratti e condizioni di lavoro;
L’Ordine garantisce autonomia e qualità della professione, difendendo i cittadini e valorizzando il ruolo degli infermieri.
Questo pluralismo è una ricchezza, ma funziona solo se restano chiari i confini. Quando i due piani si sovrappongono, la rappresentanza perde forza, e la professione rischia di essere strumentalizzata.
Il vero compito dell’Ordine
Gli infermieri chiedono rappresentanza, tutela della professionalità, lotta al demansionamento, organici adeguati e sicurezza sul lavoro. Sono temi che richiedono un’azione forte, ma soprattutto autonoma.
Solo un Ordine libero da logiche di potere e indipendente dalle sigle può essere credibile quando si presenta davanti a Governo, Regioni e cittadini.
La posta in gioco
La vera partita non è una poltrona, né la vittoria di una lista sull’altra. La posta in gioco è il futuro della professione infermieristica.
Un Ordine debole, infiltrato da logiche sindacali o di partito, non difende nessuno.
Un Ordine autorevole, indipendente e rispettato può invece diventare il motore di un cambiamento reale per la sanità italiana.
