alfio stiro

Alfio Alfredo Stiro nasce in Sicilia a Catania il 22/01/1970, consegue la laurea in infermieristica presso la facoltà di Medicina e Chirurgia di Catania e successivamente il Master in Management delle Professioni Sanitarie. Master in osteopatia posturale presso l'universita di Pisa dipartimento di endocrinologia e metabolismo,ortopedia e traumatologia,medicina del lavoro. E scuola di osteopatia belga, Belso.ha frequentato numerosi corsi sull'emergenza, in servizio presso l’U.O. di Pronto soccorso e Ps pediatrico. Azienda Cannizzaro per l'emergenza di catania.

 

 

 

 

 

 

 

❤️ Nella Giornata Mondiale del Cuore #WorldHeartDay2022 oltre 200 studenti hanno:
✅ascoltato i consigli su prevenzione e terapie delle malattie cardio-cerebro vascolari dagli specialisti del Cannizzaro
✅praticato prove di primo soccorso
✅familiarizzato con i defibrillatori
grazie alla presenza di personale della Centrale Operativa 118, della Marina Militare, dei Carabinieri e dell’associazione Il Cuore di Raffaele, che ha organizzato l’evento promosso dall’Associazione Italiana Cuore Rianimazione “Lorenzo Greco” Onlus con la collaborazione dell’Azienda Ospedaliera (che ha ospitato l’evento) e tante altre realtà.

#UseHeart Usa il ❤️

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

#UseHeart Usa il ❤️

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giuseppe Papagni, presidente dell’Ordine di Barletta-Andria-Trani: “Il nostro messaggio è rivolto non solo alla popolazione, ma anche ai nostri amministratori, affinché avviino al più presto tutti i progetti previsti dal Pnrr”.

Una delle problematiche che balza troppo spesso agli onori della cronaca e affligge gli ospedali, soprattutto in estate, è il sovraffollamento dei pronto soccorso. Negli ultimi quarant’anni, infatti, si è rilevato un progressivo aumento dell’utilizzo dei servizi sanitari d’emergenza.
Ancora oggi lo scopo e le funzioni del pronto soccorso non sono ben chiare alla popolazione. Il Ps si può definire come una struttura ospedaliera che garantisce l’esecuzione dell’attività diagnostica e terapeutica ai pazienti che accedono in ospedale in situazione di emergenza o urgenza e che richiedono interventi immediati.

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Sono stanca morta, scriveva al fidanzato l’infermiera appena smontata dal secondo turno di notte consecutivo (dieci ore e dieci pazienti da accudire) prima di appisolarsi al volante e interrompere la sua giovane vita all’alba contro un palo della luce. Non è morta sul lavoro, è morta di lavoro.

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“Abbiamo assistito a scene da far west – raccontano i medici e gli infermieri – Hanno distrutto tutto quello che trovavano, provocando danni per migliaia di euro”

Una donna  ieri sera è arrivata in codice rosso in gravissime condizioni di salute per un grave infarto. I medici  e gli infermieri del pronto soccorso dell’ospedale Civico di Palermo hanno fatto di tutto per salvarla, ma la sessantenne già in gravissime condizioni è morta. Nel momento in cui  i sanitari hanno comunicato la notizia del decesso, i familiari della donna hanno messo a ferro e fuoco il pronto soccorso.

Sono intervenute diverse volanti della polizia che hanno bloccato i familiari e li hanno identificati e denunciati per una serie di reati.

Interviene anche l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza: “Devastare un pronto soccorso, presidiato da guardie giurate, e’ un atto violento, sconsiderato, insopportabile. Non si puo’ giustificare con il dolore per la scomparsa di un proprio congiunto, arrivato in gravissime e disperate condizioni. Il pronto soccorso, come l’ospedale in genere, e’ un luogo di sofferenza e di speranza, di vita e di morte. Non possiamo inneggiare agli eroi in camice e poi farci sopraffare dalla emotivita’ che diventa violenza. Ai medici e operatori del Civico di Palermo va il mio sentimento di solidarieta’”.

l’Ordine dei medici: “Ancora violenza. Gli ospedali sono ormai campi di battaglia dove malati e familiari possono tranquillamente dare sfogo a tutta la loro rabbia incontrollabile, salvo poi essere fermati dalle forze di pubblica sicurezza e contare i danni”. E’ il commento del presidente dei medici Toti Amato sulla devastazione del pronto soccorso dell’ospedale Civico. Gli Omceo siciliani e la Fnomceo, guidata dal presidente Filippo Anelli, esprimono coralmente tutta la solidarietà ai colleghi e ai sanitari del Civico, rinnovando il loro impegno “forte e ad alta voce” nella sensibilizzazione di tutte le autorità preposte al controllo della sicurezza e alla tutela della dignità professionale di tutti i sanitari.

Il Coordinamento delle professioni sanitarie Cisl Catania è vicino a medici e infermieri e al resto dei professionisti sanitari che durante il loro delicatissimo servizio hanno subito il vile attacco che dimostra ancora una volta quanto pericoloso sia lavorare  nei Pronto Soccorsi.

NurseNews

 

 

 

 

 

 

 

 

“No alla svendita contrattuale a danno di tutti i professionisti della salute del nostro Paese!”. Così, in una nota, il coordinamento nazionale delle professioni sanitarie della Cisl Fp.

“Nell’ultimo anno e mezzo – si legge – sono stato chiesti sacrifici enormi a tutti gli operatori in servizio che hanno pagato un prezzo enorme, quando non direttamente la vita. Non possiamo accettare pertanto l’impostazione della controparte che, in contrasto con quanto espresso sia nelle nostre piattaforme sindacali sia nel ‘Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale’, stanno mostrando un approccio orientato ad ostacolare il necessario percorso di piena valorizzazione professionale e di rinnovamento normo-economico che la pandemia ha reso inevitabile”.

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La pausa in cui il prestatore resta a disposizione del datore di lavoro, che può richiedere il suo pronto intervento, costituisce orario di lavoro ai sensi della Direttiva 2003/88/CE

Corte di Giustizia UE 9 settembre 2021, C-107/19

 

“L’articolo 2 della Direttiva 2003/88/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 novembre 2003, concernente taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro, deve essere interpretato nel senso che la pausa concessa a un lavoratore durante il suo orario di lavoro giornaliero, durante la quale egli, se necessario, deve essere pronto a partire per un intervento entro due minuti, costituisce «orario di lavoro», ai sensi di tale disposizione, quando da una valutazione globale di tutte le circostanze pertinenti risulta che i vincoli imposti a detto lavoratore durante la pausa di cui trattasi sono di natura tale da pregiudicare in modo oggettivo e assai significativo la facoltà, per quest’ultimo, di gestire liberamente il tempo durante il quale i suoi servizi professionali non sono richiesti e di dedicare tale tempo ai propri interessi”.

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Il  fenomeno dello sfruttamento degli studenti di infermieristica, che attanaglia tutti i corso di laurea italiani, è stato definitivamente denunciato dall’Ordine degli Infermieri di Nuoro.

L’ordine di rappresentanza della categoria infermieristica della Sardegna ha inviato una durissima missiva alle istituzioni per ribadire come dovrebbero  svolgersi i tirocini universitari, anche se ,appare certo che, la classe  dirigente universitaria e ospedaliera sappia benissimo di commettere una palese violazione contro la professione che si perpetra ormai dal 1940.

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“Forte apprezzamento e sostegno, da parte dei medici, per l’impegno, assunto con il Patto di Roma, dal G20 salute, di assicurare l’accesso ai vaccini a tutta la popolazione mondiale, supportando i Paesi in via di sviluppo, e di rilanciare l’impianto universalistico dei servizi sanitari”. Così Filippo Anelli (foto), presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici, commentando le dichiarazioni rilasciate dal ministro della Salute, Roberto Speranza, al termine del G20 di Roma.

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Demansionamento INFERMIERI,Cassazione: “Superati i limiti delle prestazioni esigibili dagli infermieri”

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La responsabilità penale dell'infermiere di triage.

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Ospedale di Empoli: Infermiere spiate e filmate sotto le docce,80 denunce.

              Si attende la chiusura delle indagini, riguardanti tre tecnici manutentori che avrebbero installato una telecamera nascosta in uno spogliatoio dell’ospedale ...

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Lettera alla redazione