infermiere demansionato ?

demansionato

Gentile direttore,

ormai la discussione sull’art. 49 del c.d. ha raggiunto livelli inimmaginabili, non c’è pagina di giornali Infermieristici, pagine facebook, ecm e perfino cucinette dei vari reparti dove non si parla tutti i giorni di questo ormai tristemente noto articolo.

Quasi tutti gli Infermieri, quelli che lavorano per così dire sul campo, pressano per sua l’abrogazione, mentre spesso componenti ipasvi, dirigenti Infermieristici e qualche raro sostenitore dell’Infermieristica di inizio secolo afferma che l’abrogazione non risolverebbe l’ignominia del demansionamento.

Le confesso che anche io ritengo che l’abrogazione del succitato art. non risolverebbe immediatamente il problema, che ha antichi retaggi , culturali e politico-sindacali duri a morire.

Tuttavia, visto anche le ultime della giurisprudenza il solo buon senso consiglierebbe di andare verso l’abrogazione, perché l’articolo in questione è anacronistico e fuori contesto rispetto alle lauree master e dottorati ecc.

Il fatto stesso che un simile articolo non ce l’ha nessun’altra professione la dice lunga sulle motivazione che hanno indotto ad inserire nel c.d. un articolo di questo tenore, e qui viene fuori la volontà di chi ha deciso che debba permanere l’infermieri di Crimea, almeno di non pensare che noi Infermieri siamo dotati di un senso di umanità e spirito di servizio superiore a quello di tutti gli altri operatori sanitari.

Anche l’interpretazione che nel merito viene data all’articolo è errata e fuorviante, infatti la compensazione dovrebbe riferirsi solo ed esclusivamente a mansioni rientranti nel profilo professionale, per esempio si può compensare l’assenza improvvisa di un collega, non certamente a mansioni che dovrebbero svolgere altre figure (OSS) come tutte le attività igienico-domestico-alberghiere, diversamente dovremmo chiederci: qual’è in senso dell’esistenza di queste figure professionali ?

Mi spiace dover costatare che questo tipo di interpretazione non è rara tra i dirigenti Infermieristici e tra moltissimi componenti IPASVI che, come ho avuto modo di dire in altra occasione, spesso sono la stessa cosa.

E’ a tutti noto che il D.M 739/1994 all’art. 1 comma 3 paragrafo f, così recita: “per l’espletamento delle funzioni si avvale, ove necessario, dell’opera del personale di supporto”; dunque è perfino banale affermare che la legge non contempla la possibilità che il citato personale non sia presente, ma che è l’infermiere a decidere quando intervenire o meno personalmente.

Siccome il personale suddetto è quasi sempre assente nelle unità operative, anzi si può certamenete dire che rappresenta un’entità metafisica, possiamo affermare che lavoriamo in un sistema illegale e che l’art. 49 contribuisce al mantenimento di questa condizione di sfruttamento legalizzata.

La domanda nasce spontanea, parafrasando le parole di un celebre giornalista, a chi conviene il mantenimento dell’art. in discussione ???

Agli Infermieri? – Alle Aziende? – All’ IPASAVI?

…un sondaggio potrebbe darci utili indicazioni, anche se credo che l’esito sia scontato.

Posso azzardare un’ipotesi: sicuramente alle Aziende, ma poichè molti componenti ipasvi sono anche dirigenti Infermieristici, nonché responsabili di vari uffici Infermieristici, questo spiegherebbe il motivo di tanta resistenza all’abrogazione di questo famigerato articolo.

Dunque a chi conviene il mantenimento dell’art 49 ???
Da nurse times

Matteo Incaviglia

Segretario AADI

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Alfio Alfredo Stiro nasce in Sicilia a Catania il 22/01/1970, consegue la laurea in infermieristica presso la facoltà di Medicina e Chirurgia di Catania e successivamente il Master in Management delle Professioni Sanitarie. Master in osteopatia posturale presso l'universita di Pisa dipartimento di endocrinologia e metabolismo,ortopedia e traumatologia,medicina del lavoro. E scuola di osteopatia belga, Belso.ha frequentato numerosi corsi sull'emergenza, in servizio presso l’U.O. di Pronto soccorso e Ps pediatrico. Azienda Cannizzaro per l'emergenza di catania.

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