Nel corso dell’esame del Disegno di legge n. 1689, relativo alla Legge di Bilancio 2026–2028, il Senato della Repubblica ha accolto un ordine del giorno presentato dall’ex ministra della Salute Beatrice Lorenzin, che recepisce la proposta di detassazione avanzata dal sindacato NurSind.
L’atto impegna il Governo a introdurre, per il solo periodo d’imposta 2026, un comma 1-bis volto all’applicazione di un’imposta sostitutiva del 15% sulle indennità economiche riconosciute per il servizio notturno e festivo agli infermieri e alle ostetriche del comparto sanità.
Ambito di applicazione della misura
La detassazione riguarda esclusivamente le voci retributive collegate ai turni più gravosi, ovvero:
indennità per lavoro notturno;
indennità per lavoro festivo.
Restano pertanto escluse altre componenti accessorie della retribuzione.
L’obiettivo dichiarato è quello di incrementare il netto in busta paga dei professionisti sanitari che garantiscono la continuità assistenziale nelle fasce orarie e nei giorni di maggiore criticità organizzativa.
Una misura temporanea e non strutturale
È opportuno evidenziare che l’ordine del giorno accolto dal Senato non introduce direttamente una norma immediatamente operativa, ma costituisce un atto di indirizzo politico nei confronti dell’Esecutivo.
Inoltre, la misura ha carattere temporaneo, limitandosi al solo anno fiscale 2026, senza configurare — allo stato attuale — un intervento strutturale sul trattamento economico del personale sanitario.
Il contesto: carichi di lavoro e attrattività del servizio
La proposta si inserisce in un contesto caratterizzato da:
crescente difficoltà nel coprire i turni notturni e festivi;
aumento dei carichi assistenziali;
ridotta attrattività economica delle fasce orarie più impegnative.
La leva fiscale viene quindi utilizzata come strumento compensativo, seppur parziale, rispetto a condizioni lavorative riconosciute come particolarmente usuranti.
I limiti dell’intervento
Pur rappresentando un segnale politico rilevante, la detassazione delle indennità non incide:
sugli organici insufficienti;
sull’organizzazione del lavoro;
sulla struttura complessiva delle retribuzioni infermieristiche.
Si tratta di un intervento mirato, che può migliorare il netto percepito da una parte dei professionisti, ma che non affronta in modo sistemico le criticità che caratterizzano il lavoro notturno e festivo nel Servizio sanitario nazionale.
In attesa dei provvedimenti attuativi
L’eventuale efficacia della misura dipenderà ora:
dalla traduzione dell’ordine del giorno in norma attuativa;
dalla definizione puntuale delle modalità applicative;
dalla conferma delle risorse necessarie in sede di manovra finanziaria.
NurseNews continuerà a seguire l’evoluzione del provvedimento, monitorando l’impatto concreto sulle condizioni economiche e organizzative dei professionisti del comparto sanità.
