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Redazione

 

 

 

 

 

 

Gli infermieri che svolgono le attivita’ proprie degli operatori di supporto subiscono un demansionamento e vanno risarciti. E’ quanto ha ribadito una sentenza del tribunale del Lavoro di Catania, giudice Laura Renda, in una sentenza che ha condannato un’ azienda ospedaliera del catanese  a versare centinaia di migliaia di euro a sette infermieri che avevano fatto ricorso assistiti dall’avvocato Domenico De Angelis. Lo ha reso noto il sindacato che ha caldeggiato gli infermieri.

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Grazie a Nurse Times la FNOPI apre le porte “di casa”
C’è voluta una puntura di spillo per far scoppiare la bolla nella quale erano protette (legittimamente) le delibere della Fnopi.

La puntura di spillo è stato il nostro articolo sul compenso riconosciuto (legittimamente) al portavoce della federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche, Tonino Aceti.

Abbiamo scritto (sbagliando, per carità) che gli era riconosciuto un compenso intorno ai diecimila euro mensili (ma il nostro era solo un dubbio), ci è stato risposto, minacciando azioni legali, che il compenso è ben più inferiore come da delibera pubblicata dalla Fnopi nella sezione trasparenza

E io pago!

Pubblicazione che, va detto, è avvenuta dopo il nostro articolo anche se qui entreremmo nelle questioni di lana caprina (se la delibera c’era prima o dopo non importa, l’importante è che sia stata pubblicata).
E da quel momento oltre a sapere che l’incarico di portavoce è compensato con 310mila euro (ma non sappiamo in che lasso di tempo), la Fnopi ha deciso di aprire le proprie porte per far conoscere le delibere adottate.

Così balza agli occhi che la presidente Barbara Mangiacavalli ha in uso una macchina a noleggio che costa alla Fnopi 45mila euro.

Anche questo, va detto, è un atto legittimo e, altrettanto legittimamente, la presidente può muoversi come meglio ritiene, vista il suo impegno istituzionale e di rappresentanza di una categoria con 450mila iscritti, finiti nel dimenticatoio della politica in questa emergenza sanitaria.

Aspettando che qualcuno alzi la voce.

Redazione NurseNews.Eu

Fonte Nurse Times

 

 

 

 

 

 

 

La delibera 305/2021 del Veneto va oltre le previsioni dell’accordo Stato-Regioni del 16 gennaio 2003, al quale è necessario uniformarsi, anche volendo metter in campo una sua revisione.

Il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri ha risposto all’interpellanza urgente dell’on. Boschi in merito alla delibera della Regione Veneto sugli OSS.

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Questo il ruolo della Cisl FP Catania per il suo segretario Danilo Sottile, durante la riunione del consiglio esecutivo svoltasi oggi in videoconferenza.

Diversi i temi cruciali per la Federazione provinciale affrontati dal segretario nel suo discorso: dai ringraziamenti per il suo predecessore Armando Coco, che ha lavorato con tutta la segreteria per raggiungere l’obiettivo di un bilancio solido, all’importanza del ruolo della Cisl Fp in un territorio come quello catanese in cui è necessario fronteggiare diversi problemi sociali e occupazionali.

 

“Quello che ci preoccupa è la povertà – ha detto il segretario – che già prima della crisi pandemica era presente ma che oggi ha superato i livelli di guardia. Ritengo che tra le problematiche che devono essere trattate c’è anche questa, che riguarda i livelli occupazionali. Orgoglio, cuore, volontà e passione: combatteremo per i diritti degli ultimi e per una società migliore, portando alto il valore della nostra sigla”.

#Esecutivo
#CislFpCatania

 

 

 

 

 

 

 

Secondo il sindacato , in Sicilia mancherebbero circa 2mila infermieri in servizio e 2mila tra oss e personale di supporto. Il rapporto infermiere-paziente è talvolta di 1 a 20, quando il quello ottimale dovrebbe essere di 1 a 6, determinando lo sforamento sistematico di reperibilità e straordinari per carenza di personale. E le nuove dotazioni organiche in corso di approvazione da parte delle aziende non stanno garantendo aumenti reali di personale.

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L’Assessore alla salute Manuela Lanzarin in conferenza stampa con il governatore Zaia dichiara di non avere nessuna intenzione di ritirarla, nonostante le numerose proteste che arrivano dal mondo sindacale e politico (M5S Mammì)

È stata pubblicata ieri, sul Bollettino ufficiale della Regione n. 45, la discussa delibera che istituisce il percorso di “Forma zione complementare in assistenza sanitaria dell’operatore socio-sanitario”. La delibera trasforma di fatto, con un mini corso online di 400 ore gli operatori socio sanitari in “piccoli” infermieri, trasferendo loro competenze proprie della professione infermieristica.

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La casa professionale degli infermieri italiani, in quanto tale, grazie ai servizi di NurseTimes è finalmente posta legittimamente sotto esame dai suoi iscritti finanziatori.

Anche le pareti schermate della FNOPI si dischiudono offrendo informazioni inaspettate e alcuni “altarini” svelati.

Si viene a conoscenza, da fonti attendibili che il portavoce della presidente Barbara Mangiacavalli, Tonino Aceti, dal 2019 sotto contratto con la FNOPI per – agganciare e costruire la rete politica della Fnopi – percepirebbe un compenso di circa 10mila euro al mese.

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Riprendiamo e riportiamo per intero l’articolo pubblicato da Nurse times, riguardante la manifestazione a Piazza del Popolo dell’undici aprile, avvenuta sotto l’egida dell’Associazione “Sana e robusta costituzione”, dove partecipavano anche alcuni infermieri associati all’A.A.D.I., per contestare l’art. 4 del D.L. n. 44/2021. L’articolo è stato scritto e pubblicato da A.A.D.I..

AADI QUERELA FNOPI – INIZIA LA CACCIA ALLE STREGHE E SI PREPARANO I ROGHI DI PIAZZA
Oggi pomeriggio, appena terminata la manifestazione a Piazza del Popolo sotto l’egida dell’Associazione “Sana e robusta costituzione”, dove partecipavano anche alcuni infermieri associati all’A.A.D.I., per contestare e spiegare, tramite liberi interventi sul palco, i motivi legali e scientifici che rendono incostituzionale l’art. 4 del D.L. n. 44/2021, si è riunito il Direttivo dell’Associazione Avvocatura Degli Infermieri per preparare la querela contro la FNOPI.

 

Durante la manifestazione è stata spiegato e prodotto il Rapporto ISS COVID-19 n. 4/2021 del Ministero della Salute che manifesta serie perplessità sull’efficacia vaccinale e, cosa fondamentale, afferma che il vaccinato continua a trasmettere il virus nonostante il secondo richiamo, senza contare che non vi è sicurezza sulla copertura totale del vaccino (c.d. fallimento vaccinale affrontato dallo stesso Rapporto).

La ratio legis dell’art. 4 del D.L. n. 44/2021 si fonda sul presupposto che il sanitario vaccinato non sia più in grado di trasmettere il virus ai pazienti e, perciò, tale presupposto legislativo, alla luce del suesposto Rapporto, si palesa in contraddizione con le evidenze scientifiche evidenziate dal comitato scientifico ministeriale.

La manifestazione è stata, quindi, utile per incontrare i sanitari che sollevano dubbi sull’obbligo vaccinale e sull’efficacia e la sicurezza del vaccino, anche in considerazione dei sempre più numerosi eventi avversi, anche infausti, subiti a ridosso del vaccino.
Pertanto, si è convenuto, per chi intenda procedere contro l’art. 4 del D.L. n. 44/2021, di rifiutare la vaccinazione e, nelle more dei provvedimenti demansionanti o sospensivi datoriali pervisti dal decreto, di adire il giudice del lavoro, chiedendo, all’uopo, il rinvio alla Corte costituzionale per gli evidenti conflitti sopra eccepiti.

La manifestazione in parola è stata regolarmente autorizzata da Roma Capitale e dalla Questura, videotrasmessa in diretta da SKYTG24, in presenza di numerose forze di polizia stazionanti nei pressi della manifestazione e si è svolta del tutto pacificamente.

La Federazione degli Ordini Professionali degli Infermieri (d’ora in poi FNOPI), ente di diritto pubblico, rappresentato legalmente dalla Presidente dott.ssa Barbara Mangiacavalli, ha diffuso un comunicato inerente tale manifestazione, che è oggetto di querela per le minacce proferite da chi dovrebbe difenderci e non perseguitarci.

Nel comunicato FNOPI, riportato anche sulla rivista infermieristica Nursetimes, si stigmatizza la manifestazione e si proferiscono minacce su presupposti pseudoscientifici del tutto fuorvianti, non veri e precisamente:
– “Gli infermieri sono dalla parte della scienza e supportano l’adesione consapevole alla vaccinazione”. La scienza afferma che non ci sono prove scientifiche sull’efficacia vaccinale e sulle conseguenze degli effetti del mRNA sull’uomo. Come chiaramente affermato nel Rapporto ministeriale, il vaccino non protegge chi viene a contatto con il vaccinato né protegge al 100% lo stesso vaccinato. Quindi la FNOPI propugna visioni del tutto personali e antiscientifiche sul vaccino anti COVID;

– “La FNOPI rifiuta e stigmatizza l’immagine data alla manifestazione … gli infermieri presenti al raduno dovranno renderne conto agli Ordini Professionali … ai quali la federazione darà tutto il supporto necessario per operare con il massimo rigore”. Minacciare provvedimenti disciplinari nei confronti di chi manifesta liberamente e rispetta la legge sui raduni autorizzati, commette reato in quanto si pretende di imporre la propria arbitraria visione, addirittura errata alla luce delle informazioni succitate, su una questione dibattuta, paventando punizioni e pregiudizi professionali e patrimoniali (sospensione e radiazione dall’esercizio della professione) contro coloro che non hanno fatto altro che manifestare liberamente il proprio pensiero, creando libero comitati ed associazioni professionali e culturali, del tutto legittimi e legali, dedicate allo studio della materia attualmente dibattuta.

L’abuso di potere e la coercizione psicologica realizzata mediante ingiusta minaccia, nei riguardi di chi, esercitando la libertà costituzionale di riunirsi pacificamente e di manifestare il proprio libero pensiero nei limiti della continenza e della verità, non possono essere tollerate soprattutto se provengono da una istituzione pubblica come la FNOPI che ha, invece, il dovere di promuovere la critica e il confronto professionale e scientifico e proteggere la libertà di pensiero quando la materia è ancora dibattuta e non vi sono certezze scientifiche.

Ricordiamo alla spettabile FNOPI che: “I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi. Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso. Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica” (art. 17 Cost.).

Gli infermieri si sono radunati senza armi, con le dovute autorizzazioni e pacificamente.

Nessuna censura può essere mossa perché nessuna norma permette alla FNOPI di creare regole superiori alla Carta costituzionale o di derogare ai principi fissati dai Padri costituzionalisti, anche secondo il brocardo: sine pena sine lege.
Uniformare la collettività pensante all’unico modello ideologico imposto dalla FNOPI è squadrismo.

Le intimidazioni e le punizioni bulgare minacciate, nonostante le sanzioni ordinistiche siano tassativamente previste dalla legge per specifiche infrazioni, tra i quali non rientra certamente la libertà di pensiero, non sono lecite e devono essere perseguite.

Ora la parola alla Procura della Repubblica!

Fonte Nurse Times

 

 

 

 

 

 

 

Gli Ordini professionali sono enti pubblici non economici

posto “sotto l’alta vigilanza del Ministero della salute”, la cui funzione principale consiste nel garantire il cittadino circa la professionalità e la competenza dei professionisti che svolgono attività dedicate nel campo della tecnica, della salute, della legge.

le  principali attribuzioni assegnate dalla legge all’ordine sono:

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Il presidente dell’ordine degli infermieri di Salerno dott. Cosimo Cicia, contesta a stretto giro di posta l’ordine di servizio redatto dal direttore dell’U.O.C. di Ostetricia e Ginecologia Dr. Gennaro Auriemma rivolto a infermieri e ostetriche.

 

 

 

 

 

 

 

Tale ordine di servizio denota , oltre la scarsa conoscenza dei profili professionali degli infermieri ed ostetriche, una malevole intenzione atta a screditare, denigrare e demansionare le suddette figure professionali. Per la tutela dell’immagine, del decoro e soprattutto  della salute pubblica, l’ordine professionale, nella persona del suo presidente, contesta prontamente l’illegittimità dell’ordine di servizio emanato dal direttore dell’UO complessa di ginecologia.

A seguire la nota del presidente Opi Salerno, Cosimo Cicia:

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