In Italia esistono notizie capaci di provocare reazioni immediate. Una di queste è certamente la decisione dell’ASL Salerno di reclutare infermieri con compensi fino a 40 euro l’ora per coprire servizi che altrimenti rischierebbero di rimanere scoperti.
Apriti cielo.
Non per la cronica carenza di infermieri. Non per i reparti che lavorano da anni sotto organico. Non per le migliaia di professionisti che abbandonano il Servizio Sanitario Nazionale.
No. Lo scandalo sarebbe il compenso.
Alcune rappresentanze mediche hanno chiesto di fermare il bando perché, a loro dire, 40 euro l’ora sarebbero troppi.
Una posizione interessante. Soprattutto perché arriva da una categoria che da anni rivendica giustamente incentivi economici, indennità aggiuntive, gettoni e compensi maggiorati per rendere attrattive le aree più disagiate della sanità.
Quando mancano i medici, infatti, si parla di valorizzazione professionale.
Quando mancano gli infermieri, improvvisamente si parla di spreco.
Curioso.
La logica sembra essere la seguente:
- Se mancano medici, bisogna aumentare i compensi.
- Se mancano infermieri, bisogna aumentare il senso del sacrificio.
In pratica il mercato del lavoro funziona, ma solo per alcuni.
Eppure i numeri raccontano una storia diversa. Da anni le aziende sanitarie non riescono a coprire i fabbisogni infermieristici. I concorsi vanno deserti o producono graduatorie insufficienti. Migliaia di colleghi scelgono il privato, l’estero o cambiano completamente professione.
A quel punto cosa dovrebbe fare un’azienda sanitaria?
Appendere manifesti con scritto: “Venite per passione”?
La verità è che quando una professione diventa rara, il suo valore aumenta. È una regola economica elementare che vale per gli ingegneri, gli informatici, i medici e, incredibilmente, anche per gli infermieri.
Il punto più divertente della vicenda è forse un altro.
Da anni si sostiene che gli infermieri siano professionisti autonomi, laureati, responsabili di processi assistenziali complessi, pilastro fondamentale del sistema sanitario.
Poi qualcuno propone di pagarli una cifra che il mercato ritiene necessaria per trovarli e all’improvviso tornano a essere considerati una spesa eccessiva.
Insomma, l’infermiere è fondamentale fino al momento di aprire il portafoglio.
La domanda vera non è se 40 euro l’ora siano tanti.
La domanda è: perché siamo arrivati al punto di dover offrire 40 euro l’ora per trovare infermieri disponibili?
Perché se il sistema sanitario fosse davvero attrattivo, se gli stipendi fossero adeguati e le condizioni di lavoro sostenibili, probabilmente nessun bando straordinario sarebbe necessario.
In fondo il problema non è che gli infermieri costano troppo.
Il problema è che per troppo tempo si è pensato che potessero costare poco.
E adesso qualcuno si stupisce che il conto sia arrivato.
