Il nuovo aggiornamento del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, pubblicato il 23 ottobre 2026, fotografa una circolazione ancora contenuta dei principali virus respiratori. Ma con l’avvicinarsi dell’inverno crescono i segnali di attività stagionale. Sotto osservazione soprattutto anziani, bambini e pazienti fragili. Per i servizi sanitari è il momento di rafforzare prevenzione, sorveglianza e organizzazione dell’assistenza.
L’inverno non è ancora arrivato, ma in Europa iniziano a comparire i primi segnali di aumento delle infezioni respiratorie. Influenza stagionale, Covid-19 e virus respiratorio sinciziale (RSV) tornano al centro dell’attenzione delle autorità sanitarie, chiamate a monitorare l’evoluzione epidemiologica e a prevenire le conseguenze della circolazione simultanea di più agenti patogeni.
Il quadro, per il momento, non indica una situazione di emergenza. Tuttavia, sarebbe un errore interpretare la bassa circolazione virale come un motivo per rinviare le misure di prevenzione.
È questo il messaggio che emerge dal bollettino pubblicato il 23 ottobre 2026 dall’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC), relativo alla settimana epidemiologica 42, dal 12 al 18 ottobre.
Secondo l’agenzia europea, l’attività delle infezioni respiratorie nei Paesi dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo si mantiene complessivamente su livelli bassi o di riferimento, ma si osservano i primi incrementi stagionali.
La circolazione dell’influenza rimane bassa, quella del virus respiratorio sinciziale molto bassa, mentre SARS-CoV-2 continua a essere rilevato nella maggior parte dei Paesi con un’attività contenuta. Due Paesi, tuttavia, presentano percentuali di positività più elevate e influenzano il quadro epidemiologico complessivo.
Un andamento che richiede attenzione, soprattutto alla luce dell’esperienza delle precedenti stagioni respiratorie.
## Influenza: attività ancora bassa, ma la stagione è alle porte
Il virus influenzale non ha ancora raggiunto livelli di circolazione elevati su scala europea. Le rilevazioni disponibili confermano una presenza limitata del patogeno nei sistemi di sorveglianza territoriali e ospedalieri.
Non significa, però, che il problema possa essere sottovalutato.
L’influenza stagionale rappresenta ogni anno una delle principali cause di malattia respiratoria acuta, con possibili complicanze soprattutto nei soggetti anziani, nelle persone immunodepresse, nelle donne in gravidanza e nei pazienti affetti da patologie croniche.
Nei casi più gravi possono verificarsi polmoniti, insufficienza respiratoria, scompenso di condizioni cliniche preesistenti e necessità di ospedalizzazione.
I dati analitici ECDC relativi alla settimana 41, pubblicati il 19 ottobre, indicavano una positività mediana ai test per influenza del **3,4% nell’assistenza primaria e del 4% nell’ambito ospedaliero** tra i Paesi che avevano trasmesso i dati. I virus influenzali identificati appartenevano prevalentemente al tipo A.
Si tratta di percentuali riferite ai campioni sottoposti a test nei sistemi di sorveglianza, non alla quota di popolazione europea contagiata.
È una distinzione importante per interpretare correttamente i dati e non alimentare allarmismi.
La vera incognita riguarda l’evoluzione delle prossime settimane: un aumento della circolazione potrebbe tradursi in una maggiore richiesta di visite, accessi ai pronto soccorso e ricoveri, con un impatto particolarmente rilevante sulle strutture che assistono pazienti fragili.
Covid-19: il virus continua a circolare e gli anziani restano i più esposti alle forme gravi
Anche per SARS-CoV-2, il quadro epidemiologico europeo rimane complessivamente contenuto.
Il bollettino ECDC del 23 ottobre evidenzia che nella maggior parte dei Paesi la circolazione è bassa, sebbene le percentuali di positività più elevate registrate in due Stati incidano sui dati complessivi.
Le rilevazioni della settimana precedente avevano evidenziato una positività mediana del 4,3% nell’assistenza primaria e del 5% nell’assistenza ospedaliera.
Un elemento merita particolare attenzione: mentre le identificazioni del virus nell’assistenza territoriale riguardavano prevalentemente persone dai 15 anni in su, in ambito ospedaliero interessavano soprattutto gli adulti oltre i 65 anni.
Questo andamento richiama una questione centrale nella gestione del Covid-19: **il virus può circolare anche in periodi di bassa attività generale, continuando a rappresentare un rischio significativo per le persone vulnerabili.
L’età avanzata, la presenza di patologie croniche e le condizioni di immunodepressione aumentano la probabilità di sviluppare complicanze.
Per ospedali e strutture sociosanitarie, la sorveglianza non può quindi limitarsi al numero complessivo dei casi. È necessario osservare anche la gravità clinica, i ricoveri, il fabbisogno di ossigenoterapia e l’impatto sulle unità assistenziali.
La bassa circolazione nella popolazione generale non esclude conseguenze importanti nei gruppi maggiormente esposti.
## Virus respiratorio sinciziale: numeri molto bassi, attenzione a neonati e anziani
Per il virus respiratorio sinciziale, noto come RSV o VRS, l’ECDC segnala un’attività ancora molto bassa.
Si tratta di un dato rassicurante, ma da leggere nel contesto della stagionalità del patogeno.
L’RSV è comunemente associato alle infezioni respiratorie pediatriche e rappresenta una delle principali cause di bronchiolite nei lattanti. Può tuttavia provocare malattie respiratorie importanti anche negli anziani e nelle persone con condizioni cliniche predisponenti.
L’impatto sanitario non è trascurabile.
In un approfondimento pubblicato il 22 ottobre 2026, l’ECDC richiama stime secondo cui l’RSV è associato ogni anno in Europa a circa 250.000 ospedalizzazioni pediatriche e 160.000 ricoveri tra gli anziani.
Queste cifre sono stime del carico annuale della malattia, non dati riferiti alla circolazione dell’ottobre 2026.
Il rischio principale riguarda le conseguenze delle infezioni nei soggetti più fragili: difficoltà respiratorie, disidratazione nei bambini piccoli, peggioramento di patologie cardiopolmonari e necessità di assistenza ospedaliera.
Per questo motivo, la prevenzione assume un’importanza fondamentale.
Le strategie oggi disponibili comprendono interventi di immunizzazione per la protezione dei neonati e vaccinazioni per le popolazioni adulte indicate dalle raccomandazioni nazionali, secondo le rispettive modalità di accesso.
Il problema per gli ospedali è la possibile circolazione contemporanea di più virus
Influenza, Covid-19 e RSV non devono necessariamente raggiungere contemporaneamente livelli epidemici elevati per mettere sotto pressione i servizi sanitari.
Il carico assistenziale dipende infatti da diversi elementi: numero di pazienti sintomatici, gravità delle condizioni cliniche, età, comorbilità, disponibilità di posti letto e capacità delle strutture di garantire percorsi assistenziali appropriati.
Anche un aumento moderato delle infezioni può determinare conseguenze organizzative significative in reparti già caratterizzati da elevata occupazione o limitata disponibilità di personale.
I pazienti con sintomi respiratori richiedono valutazioni cliniche, monitoraggio dei parametri vitali, eventuali approfondimenti diagnostici e, nei casi più complessi, ossigenoterapia e assistenza continuativa.
A questo si aggiungono le attività di prevenzione della trasmissione delle infezioni, particolarmente importanti quando nei medesimi ambienti vengono assistite persone con condizioni di vulnerabilità diverse.
La preparazione alla stagione respiratoria, dunque, non riguarda soltanto la disponibilità dei posti letto, ma l’intera organizzazione dei percorsi di cura.
Percorsi di accesso, capacità diagnostica, procedure di isolamento, disponibilità dei dispositivi di protezione e adeguata presenza di professionisti sanitari sono elementi essenziali per garantire la sicurezza dell’assistenza.
medici e Infermieri in prima linea: sorveglianza, prevenzione e gestione delle complicanze
Nell’organizzazione della risposta alle infezioni respiratorie, gli infermieri occupano una posizione centrale.
Sono spesso i professionisti che osservano per primi le variazioni delle condizioni cliniche dei pazienti e che assicurano la continuità del monitoraggio durante l’intero percorso assistenziale.
Il riconoscimento tempestivo dei segni di deterioramento respiratorio, la valutazione della frequenza respiratoria, della saturazione periferica di ossigeno, dello stato neurologico e degli altri parametri clinici costituiscono attività fondamentali per individuare precocemente eventuali complicanze.
Particolare attenzione deve essere rivolta agli anziani, nei quali un’infezione può manifestarsi anche attraverso un peggioramento dello stato generale, una riduzione dell’autonomia o alterazioni dello stato di coscienza.
Accanto alla gestione clinica, assume un ruolo determinante il controllo delle infezioni correlate all’assistenza.
L’identificazione precoce dei pazienti sintomatici, l’applicazione delle precauzioni standard e aggiuntive appropriate, l’igiene delle mani, l’impiego dei dispositivi di protezione previsti dai protocolli e la corretta gestione degli ambienti assistenziali contribuiscono a ridurre il rischio di trasmissione.
Anche l’educazione sanitaria riveste un’importanza decisiva: informare i pazienti e i familiari sulle misure di prevenzione, sulla vaccinazione e sui segnali clinici che richiedono una rivalutazione può favorire un accesso più appropriato ai servizi.
Tuttavia, la prevenzione non può essere affidata esclusivamente alla responsabilità individuale degli operatori.
Le aziende sanitarie devono garantire condizioni organizzative adeguate, formazione, disponibilità di dispositivi e procedure aggiornate.
Chiedere agli infermieri di assicurare standard elevati di sicurezza senza mettere a disposizione risorse proporzionate alla complessità assistenziale rischia di rendere meno efficaci anche le migliori indicazioni di prevenzione.
Vaccinazioni 2026-2027: la prevenzione parte prima del picco
Il messaggio dell’ECDC è chiaro: la vaccinazione rimane uno degli strumenti fondamentali per ridurre il rischio di forme gravi delle principali infezioni respiratorie prevenibili.
Per quanto riguarda l’influenza, il Ministero della Salute italiano ha pubblicato il 23 giugno 2026 la circolare con le raccomandazioni per la stagione 2026-2027.
Tra le categorie principali destinatarie della vaccinazione figurano le persone dai 60 anni, i bambini dai 6 mesi ai 6 anni, le donne in gravidanza, i soggetti con determinate patologie croniche e gli operatori sanitari.
La circolare introduce inoltre la raccomandazione dei vaccini antinfluenzali potenziati a partire dai 60 anni, secondo le indicazioni previste dal documento.
La vaccinazione degli operatori sanitari ha una duplice importanza: contribuisce alla protezione individuale e riduce il rischio di trasmissione dell’influenza nei contesti assistenziali, pur senza azzerarlo.
Per Covid-19 e RSV è altrettanto importante fare riferimento alle raccomandazioni nazionali aggiornate e ai programmi di immunizzazione previsti per le diverse categorie.
Ma la vaccinazione, da sola, non esaurisce la prevenzione.
Igiene delle mani, ventilazione degli ambienti, attenzione ai sintomi respiratori e misure appropriate nei contesti sanitari continuano a rappresentare interventi rilevanti, soprattutto per la protezione delle persone più vulnerabili.
L’Italia deve guardare ai dati europei, senza perdere di vista la sorveglianza nazionale
Il quadro europeo costituisce uno strumento essenziale di orientamento, ma non può essere automaticamente trasferito alla situazione epidemiologica italiana.
L’andamento delle infezioni può essere differente tra Paesi e, all’interno dello stesso territorio nazionale, tra regioni.
Per l’Italia, il riferimento è il sistema di sorveglianza integrata RespiVirNet, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità con il sostegno del Ministero della Salute, che raccoglie informazioni epidemiologiche e virologiche sulle infezioni respiratorie acute.
La valutazione deve considerare non soltanto l’incidenza delle sindromi respiratorie, ma anche la circolazione dei diversi virus, gli accessi ai pronto soccorso e l’eventuale impatto sui ricoveri, utilizzando i dati disponibili.
È attraverso l’integrazione di questi indicatori che le strutture sanitarie possono individuare tempestivamente eventuali segnali di aumento della pressione assistenziale.
Allo stesso tempo, occorre ricordare che i dati europei sono provvisori e possono risentire di ritardi nelle segnalazioni, differenze nei sistemi di sorveglianza e volumi di test non omogenei.
Il vero rischio è arrivare impreparati alla stagione invernale
Al 23 ottobre 2026, la situazione europea non giustifica allarmismi: influenza e RSV circolano ancora poco e SARS-CoV-2 mantiene livelli generalmente contenuti nella maggior parte dei Paesi.
Il segnale da non ignorare riguarda però l’avvio degli incrementi stagionali.
L’esperienza sanitaria insegna che attendere un aumento consistente dei ricoveri prima di intervenire può ridurre il margine disponibile per organizzare una risposta efficace.
Per le aziende sanitarie, questa fase rappresenta quindi un’occasione per verificare i percorsi dedicati ai pazienti con infezioni respiratorie, aggiornare le procedure di prevenzione, sostenere le campagne vaccinali e valutare la capacità assistenziale dei reparti.
Per gli infermieri significa prepararsi a gestire un possibile aumento della complessità clinica, mantenendo elevata l’attenzione verso il riconoscimento precoce delle complicanze e la protezione dei pazienti fragili.
La questione, in definitiva, non è prevedere con certezza quanto sarà intensa la prossima stagione respiratoria. I dati attuali non consentono di farlo.
La sfida è utilizzare il tempo disponibile per rafforzare la sicurezza dell’assistenza, prima che l’aumento dei contagi si traduca in un problema organizzativo per ospedali, territorio e professionisti sanitari.
Fonti
– [ECDC – Weekly respiratory virus update, week 42, October 2026 (23 ottobre 2026)](https://www.ecdc.europa.eu/en/publications-data/weekly-respiratory-virus-update-week-42-october-2026)
– [ECDC – Overview of respiratory virus epidemiology in the EU/EEA, week 41 (19 ottobre 2026)](https://www.ecdc.europa.eu/en/public-health-events/2023-irv-00007/2026-10-19)
– [ECDC – Protect yourself and others during the cold season (22 ottobre 2026)](https://www.ecdc.europa.eu/en/news-events/protect-yourself-and-others-during-cold-season)
– [Ministero della Salute – Raccomandazioni per la vaccinazione antinfluenzale 2026-2027](https://www.salute.gov.it/new/it/news-e-media/notizie/influenza-pubblicata-la-circolare-con-le-raccomandazioni-la-stagione-2026-2027/)
– [Istituto Superiore di Sanità – Sorveglianza influenza e rapporti periodici](https://www.epicentro.iss.it/influenza/bollettini)
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