Disponibile in Italia una nuova possibilità terapeutica contro le reazioni allergiche gravi. Lo spray nasale di adrenalina può essere utilizzato dagli adulti e dai bambini di almeno quattro anni con peso pari o superiore a 30 kg, mentre la formulazione pediatrica per i bambini di peso inferiore è attesa nella primavera del 2027. Il farmaco può salvare la vita, ma non sostituisce l’intervento dei soccorsi né la valutazione ospedaliera. Fondamentali anche le indicazioni del pediatra e l’educazione sanitaria degli infermieri, che preparano pazienti e famiglie a riconoscere e affrontare le emergenze.
Una reazione allergica può manifestarsi improvvisamente, anche durante attività quotidiane apparentemente innocue. Un alimento, un farmaco o una puntura d’insetto possono provocare sintomi che, in alcune persone, evolvono rapidamente fino a determinare una condizione potenzialmente mortale.
Si chiama anafilassi ed è un’emergenza sanitaria nella quale riconoscere tempestivamente i sintomi e intervenire senza ritardi può fare la differenza tra la vita e la morte.
In Italia è arrivata una nuova possibilità terapeutica: l’adrenalina spray nasale. un dispositivo che permette di somministrare il farmaco senza utilizzare aghi.
La novità riguarda sia gli adulti sia i bambini, con indicazioni differenti in base all’età e al peso corporeo. È però necessaria un’informazione corretta, affinché questa innovazione non venga interpretata come un’alternativa al ricorso alle strutture sanitarie.
Lo spray nasale non sostituisce il Pronto soccorso. È un trattamento d’emergenza da utilizzare secondo prescrizione medica e le indicazioni ricevute, mentre vengono attivati i soccorsi.
Questo principio vale per tutti, indipendentemente dall’età.
La prima reazione allergica grave: perché è fondamentale il Pronto soccorso
Quando una persona manifesta per la prima volta una sospetta reazione allergica grave, non sempre è possibile identificarne immediatamente la causa o prevederne l’evoluzione.
Alcune manifestazioni iniziali possono sembrare relativamente modeste, per poi aggravarsi nel giro di pochi minuti.
Gonfiore della lingua o della gola, difficoltà respiratoria, alterazione della voce, sensazione di soffocamento, forte debolezza e perdita di coscienza sono segnali di allarme che richiedono un intervento immediato.
In presenza di sintomi compatibili con l’anafilassi, è necessario chiamare subito il 112, senza attendere che la situazione peggiori.
Non bisogna tentare di raggiungere autonomamente l’ospedale, soprattutto quando sono presenti difficoltà respiratorie, vertigini o alterazioni dello stato di coscienza.
La persona deve essere assistita seguendo le indicazioni della centrale operativa fino all’arrivo dei soccorsi.
La valutazione in Pronto soccorso consente di trattare l’episodio, monitorare le condizioni cliniche, riconoscere eventuali complicanze e programmare gli approfondimenti necessari.
Quando i sintomi coinvolgono più organi, progrediscono rapidamente o non è possibile escludere una reazione grave, è indispensabile una valutazione sanitaria urgente.
Le manifestazioni allergiche lievi e isolate, come un prurito localizzato non accompagnato da altri disturbi, non richiedono invece automaticamente l’accesso al Pronto soccorso. È comunque opportuno rivolgersi al medico, soprattutto quando si tratta di un primo episodio o non è nota la causa della reazione.
Bambini e sospette reazioni allergiche: quando rivolgersi al Pronto soccorso pediatrico
Nei bambini è necessaria un’attenzione particolare, perché i sintomi di una reazione allergica grave possono essere più difficili da riconoscere.
Un bambino piccolo potrebbe non riuscire a spiegare che avverte difficoltà respiratoria, gonfiore alla gola o un improvviso malessere.
I genitori devono prestare attenzione soprattutto alla comparsa di tosse persistente, respiro difficoltoso, gonfiore della bocca o della lingua, vomito ripetuto associato ad altri sintomi, pallore marcato, improvvisa debolezza o alterazioni dello stato di coscienza.
Nei più piccoli, un segnale di allarme può essere anche un’improvvisa riduzione della reattività o del tono muscolare.
Quando si sospetta un’anafilassi in un bambino, bisogna chiamare immediatamente il 112 e richiedere una valutazione ospedaliera pediatrica.
Il Pronto soccorso pediatrico rappresenta il riferimento appropriato per la valutazione specialistica dei minori, quando disponibile.
In una situazione di emergenza, tuttavia, non bisogna perdere tempo nel tentativo di raggiungere autonomamente un ospedale pediatrico più lontano. Sarà la centrale operativa a organizzare il soccorso e a individuare la struttura più appropriata.
Anche quando il bambino sembra stare meglio, una sospetta anafilassi richiede una valutazione sanitaria.
L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù sottolinea la necessità di portare il bambino in Pronto soccorso dopo una crisi anafilattica, anche quando i sintomi sono completamente regrediti.
Il miglioramento apparente, infatti, non garantisce che l’emergenza sia definitivamente superata.
Dopo il primo episodio: seguire le indicazioni del pediatra e valutare il rischio di nuove reazioni
Superata la fase acuta, è importante comprendere che cosa abbia provocato la reazione allergica e individuare le misure necessarie per ridurre il rischio di nuovi episodi.
Per gli adulti è indicata una valutazione medica e, quando appropriato, allergologica.
Per i bambini, invece, il percorso deve coinvolgere il pediatra e, se necessario, lo specialista in allergologia pediatrica.
Il pediatra rappresenta un riferimento fondamentale per valutare la storia clinica del bambino, interpretare i sintomi e indirizzare la famiglia verso gli approfondimenti diagnostici necessari.
Non tutte le reazioni allergiche richiedono la prescrizione di adrenalina da utilizzare autonomamente.
Spetta al medico, sulla base della valutazione clinica e del rischio di anafilassi, stabilire quale dispositivo di adrenalina sia appropriato e se il paziente debba averlo sempre con sé per le emergenze.
Quando il farmaco viene prescritto, il paziente e i familiari devono ricevere istruzioni precise sulle circostanze nelle quali utilizzarlo e sulle corrette modalità di somministrazione.
Nel caso dei bambini, queste informazioni devono essere condivise anche con le persone che se ne prendono cura, come nonni, insegnanti e caregiver.
È importante che la famiglia disponga di un piano d’azione scritto, concordato con il pediatra o l’allergologo, da seguire qualora si verifichi una nuova reazione.
Arriva in Italia l’adrenalina spray nasale: come funziona
Il nuovo medicinale si chiama EURneffy e contiene epinefrina, comunemente conosciuta come adrenalina.
L’adrenalina è il farmaco fondamentale nel trattamento dell’anafilassi, perché contrasta alcune delle alterazioni più pericolose provocate dalla reazione allergica. Favorisce la costrizione dei vasi sanguigni, sostiene la pressione arteriosa e contribuisce alla dilatazione delle vie respiratorie.
La novità consiste nella possibilità di somministrarla attraverso uno spray nasale monodose.
Il principio attivo viene assorbito dalla mucosa nasale, senza necessità di effettuare un’iniezione.
Questa modalità potrebbe rendere più semplice l’utilizzo del farmaco per le persone che hanno paura degli aghi o per i familiari chiamati a intervenire durante un’emergenza.
La disponibilità dello spray, tuttavia, non significa che possa essere acquistato o utilizzato senza indicazione medica.
EURneffy è un medicinale soggetto a prescrizione, destinato al trattamento d’emergenza dell’anafilassi.
La scelta tra spray nasale e adrenalina intramuscolare deve essere effettuata dal medico, tenendo conto delle caratteristiche del paziente e delle indicazioni autorizzate.
Adulti e bambini: chi può utilizzare lo spray?
L’Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha autorizzato due formulazioni, destinate a differenti fasce di peso corporeo.
| Pazienti | Formulazione autorizzata |
| Adulti | Spray da 2 mg |
| Bambini dai 4 anni con peso pari o superiore a 30 kg | Spray da 2 mg |
| Bambini dai 4 anni con peso da 15 a meno di 30 kg | Spray da 1 mg |
| Bambini sotto i 4 anni o con peso inferiore a 15 kg | Utilizzo non autorizzato per queste condizioni |
La formulazione da 2 mg è già disponibile in Italia.
Quella pediatrica da 1 mg, pur essendo autorizzata a livello europeo, è attesa sul mercato italiano nella primavera del 2027, secondo le informazioni diffuse il 22 ottobre 2026 dalla Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica (SIAAIC).
La data effettiva di commercializzazione dovrà essere confermata.
Per i bambini che non rientrano nelle indicazioni dello spray attualmente disponibile, resta possibile il trattamento con adrenalina intramuscolare, secondo le modalità e i dosaggi prescritti dal medico.
È importante ricordare che le dosi dello spray nasale e quelle degli autoiniettori intramuscolari non sono direttamente equivalenti, poiché le due vie di somministrazione presentano differenti caratteristiche di assorbimento.
Dopo la prescrizione, l’adrenalina deve essere sempre disponibile
Le persone alle quali viene prescritta l’adrenalina per il rischio di anafilassi devono adottare alcune precauzioni fondamentali.
La prima è avere sempre con sé il trattamento indicato dal medico.
Non è sufficiente conservare il farmaco in casa se poi non viene portato al lavoro, a scuola, in vacanza o durante un’attività sportiva.
Nel caso di EURneffy, l’EMA raccomanda di portare sempre con sé due dispositivi, perché potrebbe rendersi necessaria una seconda somministrazione.
È inoltre importante controllare periodicamente la data di scadenza del medicinale e rispettare le condizioni di conservazione riportate nel foglio illustrativo.
Genitori e caregiver devono conoscere il funzionamento del dispositivo prima che si presenti un’emergenza.
Queste precauzioni devono essere inserite nel piano personalizzato di gestione dell’anafilassi, concordato con il medico.
Se utilizzo lo spray e sto meglio, devo comunque andare in Pronto soccorso?
Sì. In caso di sospetta anafilassi, è sempre necessaria una valutazione ospedaliera, anche quando i sintomi migliorano dopo la somministrazione dell’adrenalina.
Questo è uno dei messaggi più importanti da trasmettere alla popolazione.
Il miglioramento delle condizioni cliniche non significa necessariamente che l’emergenza sia definitivamente risolta.
In alcuni casi, infatti, i sintomi dell’anafilassi possono ripresentarsi dopo una fase di apparente benessere. Si parla, in queste circostanze, di reazione bifasica.
Per questo motivo, dopo la somministrazione dell’adrenalina, è indispensabile richiedere immediatamente assistenza sanitaria d’emergenza.
La raccomandazione vale sia per lo spray nasale sia per gli autoiniettori intramuscolari.
Nel caso dei bambini, la valutazione deve avvenire preferibilmente in ambito pediatrico, secondo le indicazioni del sistema di emergenza sanitaria.
Lo spray nasale non deve essere considerato un farmaco che consente di trattare autonomamente a casa un’anafilassi.
La sua funzione è contrastare tempestivamente una reazione potenzialmente mortale mentre viene organizzata l’assistenza sanitaria.
Cosa fare nell’attesa dei soccorsi
Quando si sospetta una reazione anafilattica, è fondamentale intervenire senza perdere tempo.
Se la persona dispone di adrenalina prescritta e presenta sintomi per i quali il piano d’emergenza ne prevede l’utilizzo, il farmaco deve essere somministrato tempestivamente.
È necessario chiamare subito il 112, comunicando che si sospetta un’anafilassi e riferendo gli eventuali farmaci già somministrati.
In attesa dei soccorsi, la persona dovrebbe rimanere distesa, possibilmente con le gambe sollevate, se le condizioni lo consentono. In presenza di difficoltà respiratorie, può assumere una posizione più confortevole, con il busto sollevato e le gambe distese.
È importante evitare che si alzi improvvisamente o cammini.
Se perde conoscenza ma continua a respirare normalmente, deve essere posta in posizione laterale di sicurezza. Se non respira normalmente, occorre iniziare la rianimazione cardiopolmonare, seguendo le indicazioni della centrale operativa.
Per quanto riguarda EURneffy, le istruzioni ufficiali prevedono che, se dopo circa dieci minuti non si osserva un miglioramento oppure i sintomi peggiorano o ricompaiono, possa essere somministrata una seconda dose mediante un nuovo dispositivo, nella stessa narice.
Queste indicazioni non devono essere confuse con quelle degli autoiniettori intramuscolari, per i quali i protocolli di emergenza possono prevedere intervalli differenti.
L’eventuale seconda somministrazione non deve mai ritardare la chiamata ai soccorsi.
Gli antistaminici possono sostituire l’adrenalina?
No.
Gli antistaminici possono essere utili per alleviare alcuni sintomi allergici, come prurito e orticaria, ma non costituiscono il trattamento dell’anafilassi.
Anche i corticosteroidi non possono sostituire l’adrenalina nelle reazioni allergiche gravi.
Somministrare un antistaminico e attendere che faccia effetto mentre una persona presenta difficoltà respiratorie o alterazioni della circolazione può comportare un ritardo pericoloso.
L’adrenalina rimane il farmaco fondamentale nel trattamento dell’anafilassi e deve essere somministrata tempestivamente quando indicata.
Il ruolo degli infermieri nell’educazione sanitaria: riconoscere l’anafilassi e gestire correttamente l’emergenza
Accanto alla diagnosi medica, alla prescrizione del trattamento e all’assistenza durante la fase acuta, esiste un altro elemento fondamentale per la sicurezza dei cittadini: l’educazione sanitaria svolta dagli infermieri.
Gli infermieri non si occupano esclusivamente della somministrazione dei farmaci o del monitoraggio delle condizioni cliniche. Tra le loro competenze professionali rientra l’educazione delle persone alla prevenzione, al riconoscimento dei rischi e alla corretta gestione dei problemi di salute.
Si tratta di una funzione espressamente riconosciuta dal Decreto ministeriale 14 settembre 1994, n. 739, che individua l’educazione sanitaria tra le principali attività della professione infermieristica.
Nel caso dell’anafilassi, questa responsabilità assume particolare rilevanza.
Gli infermieri educano i pazienti, i genitori e i caregiver a riconoscere tempestivamente i sintomi di una reazione allergica grave, a utilizzare correttamente l’adrenalina prescritta e ad attivare senza ritardi il sistema di emergenza sanitaria.
L’educazione può iniziare già durante la permanenza in Pronto soccorso e proseguire nei servizi territoriali, negli ambulatori specialistici, nelle strutture pediatriche e nell’assistenza domiciliare.
Dopo un episodio di anafilassi, l’infermiere educa il paziente e i familiari a riconoscere i segnali che richiedono un intervento immediato, spiegando perché l’adrenalina non deve essere somministrata tardivamente e perché, anche dopo il miglioramento dei sintomi, è necessaria una valutazione ospedaliera.
Quando il medico prescrive uno spray nasale o un autoiniettore, l’infermiere svolge un’attività educativa specifica sul corretto impiego del dispositivo.
Attraverso spiegazioni, dimostrazioni pratiche e, quando disponibili, dispositivi di addestramento, insegna le modalità di somministrazione, le precauzioni da osservare e l’importanza di avere sempre con sé le dosi prescritte.
L’educazione sanitaria non si esaurisce nella consegna di un foglio illustrativo.
È fondamentale verificare che il paziente o il familiare abbia realmente compreso le istruzioni e sappia applicarle in una situazione di emergenza.
Un percorso educativo efficace può quindi prevedere che la persona ripeta con parole proprie le informazioni ricevute e dimostri, attraverso una simulazione, come utilizzare correttamente il dispositivo.
L’educazione sanitaria infermieristica nelle famiglie con bambini allergici
Un’attenzione particolare deve essere riservata alla popolazione pediatrica.
Gli infermieri che operano nei servizi pediatrici educano i genitori a riconoscere le manifestazioni dell’anafilassi nei bambini, anche quando i piccoli pazienti non sono ancora in grado di descrivere ciò che avvertono.
In collaborazione con il pediatra e gli specialisti, educano le famiglie alla corretta applicazione del piano terapeutico, alla conservazione dei medicinali prescritti e alla gestione delle emergenze anche fuori dall’ambiente domestico.
L’attività educativa può coinvolgere insegnanti, personale scolastico e altre figure che si occupano quotidianamente del bambino, nell’ambito di percorsi organizzativi condivisi.
Un ulteriore obiettivo è prevenire comportamenti potenzialmente pericolosi, come attendere che una reazione allergica grave si risolva spontaneamente, utilizzare soltanto antistaminici quando è necessaria l’adrenalina oppure rinunciare al Pronto soccorso perché i sintomi sono migliorati.
Educare significa mettere le persone nelle condizioni di riconoscere il pericolo, adottare comportamenti corretti e non sottovalutare un’emergenza sanitaria.
Questa responsabilità professionale riguarda sia l’assistenza ospedaliera sia quella territoriale e assume particolare valore nella prevenzione delle conseguenze più gravi dell’anafilassi.
Il Codice deontologico delle professioni infermieristiche, aggiornato nel 2025, conferma l’importanza dell’informazione, dell’educazione e della relazione con la persona assistita nell’esercizio della professione.
Prevenire significa anche sapere quando chiedere aiuto
L’introduzione dell’adrenalina spray nasale rappresenta un’importante innovazione terapeutica, ma non modifica le regole fondamentali da seguire durante un’emergenza.
Al primo episodio di sospetta anafilassi è necessario attivare immediatamente i soccorsi e ricevere una valutazione in Pronto soccorso.
Successivamente, il medico e lo specialista valuteranno gli accertamenti necessari, le possibili cause della reazione e l’eventuale prescrizione di adrenalina da portare sempre con sé.
Per i bambini, ogni decisione deve essere condivisa con il pediatra e con il personale sanitario, seguendo scrupolosamente il piano terapeutico indicato.
In questo percorso, l’educazione sanitaria degli infermieri rappresenta un elemento essenziale. Attraverso informazioni comprensibili, formazione pratica e verifica delle competenze acquisite, i pazienti e le famiglie imparano a riconoscere tempestivamente i segnali di allarme e a gestire consapevolmente il rischio di nuove reazioni.
Se si verifica un nuovo episodio di anafilassi, il dispositivo prescritto deve essere utilizzato tempestivamente, senza rinunciare all’intervento sanitario.
Il messaggio da ricordare è chiaro: l’adrenalina può salvare una vita, ma non sostituisce il Pronto soccorso. Il pediatra e gli specialisti definiscono il percorso diagnostico e terapeutico, mentre gli infermieri educano pazienti e famiglie a riconoscere i rischi e ad applicare correttamente le indicazioni ricevute.
La sicurezza delle persone nasce dalla tempestività dei soccorsi, dall’appropriatezza dei trattamenti e da un’educazione sanitaria efficace.
Fonti scientifiche, istituzionali e professionali
1. Agenzia europea per i medicinali (EMA). *EURneffy – European Public Assessment Report*. Indicazioni autorizzate, dosaggi, modalità di somministrazione e informazioni per pazienti e caregiver.
https://www.ema.europa.eu/en/medicines/human/EPAR/eurneffy
2. Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. *Shock anafilattico*. Riconoscimento dei sintomi nei bambini, utilizzo dell’adrenalina e necessità di valutazione in Pronto soccorso.
https://www.ospedalebambinogesu.it/shock-anafilattico-80351/
3. NICE – National Institute for Health and Care Excellence.*Anaphylaxis: Assessment and Referral After Emergency Treatment*. Linea guida NG258, maggio 2026. Raccomandazioni sulla valutazione dopo l’emergenza, sui percorsi specialistici e sull’educazione di pazienti e caregiver.
https://www.nice.org.uk/guidance/ng258
4. Decreto ministeriale 14 settembre 1994, n. 739.Regolamento concernente l’individuazione della figura e del relativo profilo professionale dell’infermiere*. Articolo 1, comma 2: natura tecnica, relazionale ed educativa dell’assistenza infermieristica e funzione di educazione sanitaria.
https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:ministero.sanita:decreto:1994-09-14;739
5. FNOPI – Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche. Codice deontologico delle professioni infermieristiche, 2025.
https://www.fnopi.it/norme-e-codici/deontologia/
6. Resuscitation Council UK.First Aid Guidelines 2025*. Riconoscimento e gestione dell’anafilassi nell’ambito del primo soccorso.
https://www.resus.org.uk/professional-library/2025-resuscitation-guidelines/first-aid-guidelines
7. ANSA, 22 ottobre 2026.Arriva in Italia il primo spray nasale di adrenalina contro lo shock anafilattico*. Annuncio della SIAAIC sulla disponibilità della formulazione da 2 mg e sulla prevista commercializzazione di quella pediatrica.
https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/medicina/2026/10/22/arriva-in-italia-primo-spray-nasale-di-adrenalina-contro-shock-anafilattico_5119aa83-5b13-4a5b-8737-4dd636952679.html
Nota sanitaria: l’articolo ha finalità di educazione sanitaria e non sostituisce la valutazione medica, la prescrizione specialistica o il piano individuale di gestione dell’anafilassi. In caso di sospetta anafilassi occorre chiamare immediatamente il 112 e seguire le indicazioni del personale sanitario.
