Perché chi governa il rischio non può diventare esecutore, neppure occasionalmente.
Nel dibattito sul demansionamento infermieristico e sull’utilizzo “flessibile” del personale sanitario, un punto resta spesso eluso: il governo del rischio clinico infettivo è una funzione incompatibile con l’impiego esecutivo dell’infermiere, anche quando questo venga definito “occasionale”.
Non si tratta di una rivendicazione corporativa, ma di una conseguenza giuridica e clinica dell’assetto normativo vigente e dei principi di sicurezza delle cure.
Il rischio clinico infettivo è un rischio di processo
Le infezioni correlate all’assistenza non derivano da un singolo errore tecnico, ma da discontinuità, frammentazioni e scoperti organizzativi.
Il rischio infettivo è quindi un rischio di processo, che richiede:
continuità di presidio,
capacità di osservazione sistemica,
intervento immediato sulle criticità,
applicazione coerente delle misure di prevenzione.
Queste funzioni non sono esecutive, ma di governo clinico.
La titolarità infermieristica del processo assistenziale.
Il profilo professionale dell’infermiere, definito dal DM 739/1994, attribuisce alla professione la responsabilità dell’assistenza infermieristica intesa come:
pianificazione,
gestione,
valutazione dell’assistenza,
tutela della sicurezza del paziente.
Il governo del rischio clinico infettivo rientra pienamente in questa responsabilità, poiché si colloca nel cuore del processo assistenziale continuo.
Il quadro normativo sulla sicurezza: il D.Lgs. 81/2008
Il D.Lgs. 81/2008 impone al datore di lavoro l’obbligo di valutare e prevenire i rischi professionali reali e prevedibili, attraverso:
un Documento di Valutazione dei Rischi coerente con l’organizzazione reale,
misure di prevenzione effettive,
ruoli chiari e non contraddittori.
Se il professionista chiamato a presidiare un rischio viene distolto, anche temporaneamente, dalla funzione di controllo per svolgere attività esecutive incompatibili, il rischio non è più governato, ma solo formalmente assegnato.
Questo determina una incoerenza organizzativa rilevante ai fini della responsabilità datoriale.
La legge 24/2017 e la sicurezza delle cure
La Legge 24/2017 (Gelli-Bianco) sancisce che la sicurezza delle cure è parte costitutiva del diritto alla salute e si fonda sull’organizzazione dei processi assistenziali.
Un’organizzazione che:
affida all’infermiere il governo del rischio clinico,
ma lo utilizza come esecutore di attività di supporto,
produce una frattura tra responsabilità attribuita e condizioni operative reali, aumentando il rischio di evento avverso prevedibile.
Perché “neppure occasionalmente”
Dal punto di vista giuridico e clinico, l’occasionalità non rende neutra un’attività incompatibile.
Il rischio clinico infettivo:
non si sospende,
non è intermittente,
non può essere “presidiato a turni”.
Anche una deviazione temporanea dalla funzione di governo:
interrompe la continuità di sorveglianza,
crea zone cieche organizzative,
espone il sistema a rischio non controllato.
Quando esiste incompatibilità funzionale, non esiste l’eccezione occasionale.
Deformazione del profilo professionale
L’impiego dell’infermiere come esecutore di mansioni non coerenti con il governo del rischio determina una deformazione del profilo professionale, caratterizzata da:
responsabilità che restano in capo all’infermiere,
funzione di governo che viene svuotata,
aumento del rischio clinico a carico del sistema.
Non è una integrazione delle competenze, ma una riduzione impropria della funzione clinica.
Il principio è chiaro e difendibile:
chi è titolato a governare il rischio clinico infettivo non può essere impiegato, neppure occasionalmente, in attività esecutive che interrompono la continuità del controllo clinico.
Ogni deroga a questo principio:
non ottimizza l’organizzazione,
non migliora la sicurezza,
ma trasferisce il rischio dall’organizzazione al professionista e, infine, al paziente.
È su questo terreno che va riportato il dibattito: non sulle mansioni, ma sulla sicurezza delle cure e sulla coerenza del sistema.
Alfio Stiro_Infermiere
Direttore NurseNews

