Gli Ordini delle Professioni Infermieristiche rappresentano la comunità professionale degli infermieri e svolgono una funzione essenziale nella tutela della professione, nella valorizzazione delle competenze, nella garanzia della qualità professionale e nel rapporto con cittadini, istituzioni e sistema sanitario.
La forza e l’autorevolezza della rappresentanza professionale dipendono anche dalla capacità di favorire la più ampia partecipazione possibile degli iscritti alla vita democratica degli Ordini.
Le procedure elettorali costituiscono, in questo senso, uno dei momenti più importanti della partecipazione professionale. Attraverso il voto, ogni infermiere deve poter contribuire concretamente alla scelta dei propri rappresentanti e agli indirizzi che accompagneranno lo sviluppo della professione negli anni successivi.
La presente proposta nasce pertanto dalla necessità di rendere le procedure elettorali degli OPI e della Federazione Nazionale sempre più accessibili, partecipate, inclusive, trasparenti e rappresentative dell’intera comunità infermieristica, riducendo gli ostacoli materiali, organizzativi e culturali che possono limitare l’esercizio del diritto di voto.
La partecipazione deve essere favorita indipendentemente dall’appartenenza associativa, sindacale, culturale o professionale del singolo iscritto.
L’Ordine appartiene infatti a tutti gli iscritti e la sua vita democratica deve poter essere determinata dalla più ampia espressione possibile della comunità professionale.
La partecipazione come valore fondamentale
La partecipazione degli iscritti non deve essere considerata esclusivamente un elemento formale del procedimento elettorale.
Essa rappresenta uno degli strumenti attraverso i quali costruire una comunità professionale consapevole, responsabile e coinvolta nelle decisioni che riguardano il futuro dell’infermieristica.
L’obiettivo deve essere quello di consentire al maggior numero possibile di infermieri di esercitare concretamente il proprio diritto di voto, indipendentemente dal luogo di lavoro, dagli orari di servizio, dalla distanza dal seggio elettorale o dalle condizioni personali e familiari.
Turnazioni, servizi notturni e festivi, mobilità professionale, distanza territoriale, carichi assistenziali e impegni familiari non dovrebbero trasformarsi in ostacoli alla partecipazione democratica.
L’organizzazione delle procedure elettorali deve pertanto evolvere affinché sia l’istituzione ad avvicinarsi agli iscritti e non siano esclusivamente gli iscritti a dover superare difficoltà organizzative per poter partecipare.
Un Ordine di tutti gli infermieri
L’Ordine professionale, per sua natura istituzionale, rappresenta l’intera comunità degli iscritti.
Da questo deriva la necessità di preservare e rendere sempre riconoscibile la distinzione tra rappresentanza ordinistica e rappresentanza sindacale.
Si tratta di funzioni entrambe legittime e importanti, ma profondamente differenti.
La rappresentanza sindacale tutela prevalentemente gli interessi dei lavoratori nei rapporti di lavoro, nella contrattazione, nelle condizioni economiche e organizzative e nelle relazioni con i datori di lavoro.
La rappresentanza ordinistica, invece, riguarda l’intera professione, la sua deontologia, la qualità dell’esercizio professionale, la tutela dei cittadini, lo sviluppo delle competenze, l’autonomia professionale e il futuro dell’infermieristica.
Rendere maggiormente accessibili le elezioni ordinistiche significa quindi anche riaffermare l’autonomia di questa rappresentanza.
Nel tempo, una partecipazione limitata può favorire la percezione di una sovrapposizione tra dinamiche associative, sindacali e ordinistiche, con il rischio che una parte degli iscritti consideri le elezioni degli Ordini come un ambito riservato prevalentemente alle strutture organizzate.
Una maggiore partecipazione può contribuire a superare questa percezione.
Il voto deve essere concretamente accessibile anche all’infermiere che non appartiene a un’organizzazione sindacale, che non partecipa ad associazioni professionali, che non è inserito in gruppi organizzati o che semplicemente desidera esercitare individualmente e liberamente il proprio diritto di scelta.
Distinguere per rafforzare
La proposta non intende creare contrapposizioni tra Ordini e organizzazioni sindacali.
Al contrario, una più chiara distinzione delle rispettive funzioni può rafforzare entrambe le forme di rappresentanza.
Sindacato e Ordine rispondono infatti a finalità differenti e devono poter esercitare i rispettivi ruoli nella piena autonomia delle proprie competenze.
La partecipazione diretta degli iscritti alle elezioni ordinistiche rappresenta uno degli strumenti attraverso i quali rendere questa distinzione concreta e visibile.
Un sistema elettorale maggiormente accessibile riduce la necessità che la partecipazione sia mediata esclusivamente attraverso strutture organizzate e consente al singolo professionista di entrare direttamente nel processo democratico dell’Ordine.
L’obiettivo deve essere quello di costruire una democrazia professionale aperta, nella quale l’esercizio del voto non dipenda dalla capacità organizzativa di gruppi, associazioni o organizzazioni, ma sia concretamente alla portata di ogni iscritto.
Libertà di partecipazione e pluralismo professionale
Ogni infermiere deve poter partecipare alla vita del proprio Ordine indipendentemente dal proprio orientamento sindacale o associativo.
Deve poter votare chi aderisce a un sindacato e chi non vi aderisce.
Deve poter partecipare chi appartiene a un’associazione professionale e chi sceglie di non farne parte.
Deve poter esprimere liberamente la propria preferenza anche chi non si riconosce nelle tradizionali forme organizzate di rappresentanza.
L’Ordine deve rappresentare questo pluralismo.
Favorire una partecipazione più ampia significa quindi evitare che il mancato coinvolgimento degli iscritti lasci la rappresentanza professionale prevalentemente nelle mani dei gruppi maggiormente organizzati e strutturati.
La capacità organizzativa deve poter favorire il confronto e la proposta, ma non deve costituire il presupposto necessario per partecipare effettivamente alla vita democratica dell’Ordine.
Un Ordine più partecipato è un Ordine più rappresentativo
Ampliare concretamente la possibilità di partecipazione significa rafforzare la rappresentatività degli organismi professionali.
Una partecipazione più ampia permette alla comunità infermieristica, nelle sue differenti realtà professionali, generazionali e territoriali, di concorrere alla definizione della propria rappresentanza.
Consente inoltre di far emergere esperienze, sensibilità e competenze che potrebbero rimanere ai margini dei tradizionali circuiti di partecipazione.
L’obiettivo della riforma non è quindi semplicemente modernizzare una procedura elettorale.
L’obiettivo è promuovere un modello di Ordine professionale nel quale ogni iscritto possa sentirsi parte attiva della comunità professionale e possa contribuire direttamente alle sue scelte.
La partecipazione elettorale deve diventare uno dei primi strumenti attraverso cui rafforzare il rapporto tra professionisti, Ordini provinciali e Federazione Nazionale.
Il voto telematico come strumento di partecipazione
In questa prospettiva, il voto telematico da remoto rappresenta uno strumento attraverso il quale ampliare concretamente le possibilità di partecipazione.
La tecnologia non deve sostituire la democrazia professionale, ma deve essere posta al suo servizio.
L’introduzione di sistemi di voto accessibili attraverso strumenti di identificazione digitale sicuri deve perseguire alcuni obiettivi fondamentali:
- consentire a ogni infermiere avente diritto di votare con modalità semplici e accessibili;
- ridurre gli ostacoli determinati da distanza, turnazioni e organizzazione del lavoro;
- consentire la partecipazione anche agli iscritti che non fanno parte di organizzazioni o gruppi strutturati;
- garantire pari possibilità di partecipazione agli iscritti presenti sull’intero territorio;
- tutelare pienamente libertà, personalità, unicità e segretezza del voto;
- garantire trasparenza e verificabilità delle procedure elettorali;
- favorire una maggiore conoscenza delle candidature, dei programmi e dei momenti di confronto professionale;
- rafforzare il rapporto diretto tra gli iscritti e gli organismi rappresentativi della professione;
- favorire il pluralismo delle idee e delle proposte;
- rafforzare l’autonomia della rappresentanza ordinistica rispetto ad altre forme di rappresentanza professionale o sindacale.
Il voto telematico deve quindi essere inserito all’interno di una più ampia strategia di partecipazione.
Dal voto accessibile alla democrazia professionale diffusa
La possibilità di votare da remoto può avere un effetto che va oltre il semplice aumento quantitativo dei votanti.
Può contribuire a modificare il rapporto tra infermiere e istituzione ordinistica.
Quando partecipare diventa semplice, il professionista è maggiormente incentivato a informarsi sulle candidature, confrontare i programmi, conoscere le attività dell’Ordine e interrogarsi sulle prospettive future della professione.
La maggiore accessibilità al voto dovrebbe pertanto essere accompagnata da strumenti che favoriscano anche una partecipazione informata.
Tra questi possono essere previsti spazi digitali istituzionali nei quali tutte le candidature possano presentare, a condizioni paritarie, programmi, curricula e proposte.
Potrebbero inoltre essere organizzati confronti pubblici, assemblee online e momenti di approfondimento accessibili a tutti gli iscritti.
La democrazia professionale non si esaurisce infatti nella possibilità di esprimere un voto.
Richiede anche la possibilità di conoscere, confrontare e scegliere consapevolmente.
Dalla partecipazione elettorale alla partecipazione professionale
Una riforma delle procedure elettorali dovrebbe rappresentare il punto di partenza di un processo più ampio.
L’Ordine professionale non dovrebbe essere percepito dagli iscritti soltanto come l’ente presso il quale è obbligatoria l’iscrizione all’Albo, ma come il luogo nel quale la comunità infermieristica discute e costruisce il proprio futuro.
Favorire la partecipazione significa creare condizioni affinché gli infermieri possano contribuire maggiormente:
alla definizione delle politiche professionali;
alla valorizzazione delle competenze;
allo sviluppo della formazione;
alla ricerca infermieristica;
all’evoluzione dei modelli organizzativi;
alla tutela della dignità e dell’autonomia professionale;
al confronto sui problemi emergenti della professione;
alla costruzione delle strategie future dell’infermieristica italiana.
Le elezioni devono pertanto essere considerate non soltanto come il momento nel quale vengono rinnovati gli organi istituzionali, ma come un’occasione periodica di confronto sull’identità, sulle prospettive e sul futuro della professione.
Partecipazione e legittimazione della rappresentanza
Una maggiore partecipazione rafforza inoltre la relazione tra rappresentanti e comunità professionale.
Più ampia è la possibilità degli iscritti di intervenire nella scelta degli organismi dirigenti, più forte può diventare il rapporto tra le decisioni dell’Ordine e la comunità che esso rappresenta.
L’obiettivo non è attribuire valore diverso alle singole elezioni in funzione della percentuale dei votanti, ma creare le condizioni affinché nessun infermiere sia escluso, direttamente o indirettamente, dalla possibilità di partecipare.
Un sistema realmente accessibile permette inoltre di spostare il confronto elettorale dalla capacità di mobilitazione organizzativa alla qualità delle idee, dei programmi e delle proposte per la professione.
La competizione dovrebbe svilupparsi principalmente sui contenuti: quale infermieristica costruire, quali competenze sviluppare, quale ruolo assumere nel Servizio sanitario, quali prospettive offrire alle nuove generazioni e come rafforzare autonomia, responsabilità e riconoscimento professionale.
Democrazia professionale e sviluppo dell’infermieristica
Una professione capace di coinvolgere maggiormente i propri iscritti nelle decisioni che la riguardano rafforza il proprio patrimonio di idee, competenze ed esperienze.
Negli OPI sono rappresentate realtà professionali estremamente diverse: assistenza ospedaliera e territoriale, emergenza, ricerca, formazione, libera professione, management, università e numerosi altri ambiti dell’esercizio infermieristico.
Favorire una partecipazione elettorale più ampia significa creare le condizioni affinché questa pluralità possa trovare maggiore espressione nella vita istituzionale della professione.
Significa anche aprire maggiormente gli organismi professionali alle nuove generazioni, ai professionisti che operano nei territori, a chi lavora nel settore privato, ai liberi professionisti e a tutti coloro che, pur non partecipando stabilmente alle strutture organizzate, possiedono competenze, idee ed esperienze che possono contribuire allo sviluppo della professione.
La finalità ultima della proposta è quindi costruire un sistema nel quale la maggiore accessibilità al voto contribuisca a generare maggiore partecipazione, maggiore pluralismo, maggiore confronto professionale e maggiore coinvolgimento degli iscritti.
Parità di accesso alla campagna elettorale e utilizzo degli spazi istituzionali
L’ampliamento della partecipazione al voto deve essere accompagnato da condizioni effettive di parità tra candidati e liste nella fase precedente alle elezioni.
La libertà di scelta dell’elettore presuppone infatti non soltanto la possibilità concreta di votare, ma anche la possibilità di conoscere in maniera equilibrata le candidature, i programmi e le proposte presentate.
Gli Ordini provinciali e la Federazione Nazionale devono pertanto assicurare, nell’ambito dei propri strumenti istituzionali, condizioni di parità di accesso, neutralità e imparzialità durante l’intero periodo elettorale.
A tal fine devono essere garantiti a tutte le liste e candidature ammesse:
- uno spazio istituzionale equivalente sul sito internet dell’Ordine o della Federazione;
- la pubblicazione, secondo criteri uniformi, dei programmi elettorali;
- la possibilità di pubblicare i curricula e una presentazione dei candidati;
- uguali limiti di spazio, formato e visibilità;
- pari accesso agli eventuali canali informativi istituzionali dedicati alle elezioni;
- pari possibilità di partecipazione a confronti, assemblee, webinar o dibattiti promossi dall’Ordine;
- criteri preventivamente definiti e pubblici per l’ordine di presentazione delle liste e dei candidati;
- identiche modalità e tempistiche di trasmissione agli iscritti delle informazioni elettorali.
Gli spazi istituzionali devono avere esclusivamente funzione informativa e non possono essere utilizzati per sostenere, direttamente o indirettamente, una specifica lista, candidatura o raggruppamento.
Durante il periodo elettorale è fatto divieto agli organi dell’Ordine e della Federazione di utilizzare risorse, personale, banche dati, mailing list, newsletter, siti internet, social network istituzionali, sedi, strumenti tecnologici o altri mezzi dell’ente in maniera tale da determinare un vantaggio competitivo per singoli candidati o liste.
Le comunicazioni istituzionali relative alle elezioni devono mantenere carattere neutrale, imparziale e strettamente informativo.
Ogni candidato e ogni lista devono poter accedere alle medesime informazioni, alle medesime opportunità di comunicazione e ai medesimi strumenti messi a disposizione dall’ente.
Deve inoltre essere garantito agli iscritti un portale elettorale istituzionale unico, facilmente accessibile, nel quale siano pubblicati almeno:
- calendario e modalità delle elezioni;
- regolamento elettorale;
- elenco delle candidature e delle liste ammesse;
- programmi elettorali;
- curricula e presentazioni dei candidati;
- eventuali confronti pubblici registrati;
- istruzioni per il voto;
- informazioni sul sistema di voto telematico;
- modalità di assistenza tecnica;
- risultati definitivi dopo la proclamazione.
Il portale deve presentare le candidature secondo criteri uniformi e neutrali, senza attribuire maggiore evidenza grafica, editoriale o comunicativa a specifiche liste o candidati.
Qualora l’Ordine organizzi incontri pubblici, webinar, dibattiti o altri momenti di confronto, deve essere assicurata a tutte le candidature ammesse una partecipazione secondo criteri di parità e con regole preventivamente definite.
La parità di accesso alla campagna elettorale costituisce elemento essenziale della trasparenza del procedimento e della libertà di scelta degli iscritti.
L’obiettivo è fare in modo che la competizione elettorale si fondi sulla qualità dei programmi, delle competenze, delle idee e delle proposte, e non sulla disponibilità di maggiori risorse organizzative, relazionali o istituzionali.
Norma di garanzia sulla neutralità istituzionale
Durante il periodo elettorale, decorrente dalla data di indizione delle elezioni fino alla proclamazione degli eletti, gli organi istituzionali dell’Ordine e della Federazione sono tenuti a garantire la massima neutralità rispetto alle candidature presentate.
È vietato l’utilizzo della funzione istituzionale per promuovere o penalizzare candidati o liste.
Gli amministratori uscenti che partecipano alla competizione elettorale conservano le proprie prerogative istituzionali esclusivamente per gli atti necessari all’ordinaria amministrazione e al regolare funzionamento dell’ente, nel rispetto dei principi di imparzialità e parità di trattamento.
Le iniziative di comunicazione istituzionale adottate durante il periodo elettorale devono essere motivate da effettive esigenze informative e devono evitare contenuti o modalità suscettibili di determinare effetti promozionali a favore degli amministratori candidati.
Deve essere prevista una procedura trasparente attraverso la quale candidati e liste possano segnalare eventuali violazioni dei principi di parità, neutralità e imparzialità.
Le modalità di esame delle segnalazioni devono essere definite prima dell’avvio della competizione elettorale e affidate a un organismo o soggetto che garantisca imparzialità e tempestività.
Principio ispiratore della riforma
La proposta può essere sintetizzata in un principio:
rendere semplice partecipare, sicuro votare e concreto il diritto di ogni infermiere di contribuire, individualmente e liberamente, alle scelte della propria comunità professionale.
La modernizzazione delle procedure elettorali non rappresenta pertanto un obiettivo esclusivamente tecnologico.
È uno strumento attraverso il quale rafforzare la democrazia interna degli Ordini, ampliare la partecipazione degli iscritti, preservare l’autonomia della rappresentanza professionale e favorire lo sviluppo culturale, scientifico, professionale e istituzionale dell’infermieristica italiana.
Finalità
La presente proposta di modifica regolamentare persegue pertanto le seguenti finalità:
- ampliare concretamente la partecipazione degli infermieri alle elezioni degli organismi professionali;
- rendere l’esercizio del diritto di voto maggiormente accessibile agli iscritti;
- garantire la possibilità di partecipare indipendentemente dall’appartenenza o meno a organizzazioni sindacali, associative o ad altri gruppi organizzati;
- riaffermare la distinzione e l’autonomia tra rappresentanza ordinistica e rappresentanza sindacale, nel rispetto delle rispettive funzioni;
- garantire procedure elettorali sicure, trasparenti, verificabili e rispettose della segretezza del voto;
- favorire una più ampia espressione del pluralismo presente nella comunità infermieristica;
- avvicinare gli iscritti agli OPI e alla Federazione Nazionale;
- promuovere il confronto tra idee, programmi e differenti visioni sul futuro della professione;
- favorire una competizione elettorale centrata sui programmi e sulle prospettive professionali;
- ampliare le possibilità di partecipazione anche agli infermieri non inseriti nei tradizionali circuiti organizzati della rappresentanza;
- garantire condizioni di parità tra candidati e liste nell’accesso agli strumenti istituzionali di informazione e comunicazione;
- assicurare la neutralità degli organi istituzionali e impedire l’utilizzo di risorse dell’Ordine o della Federazione a vantaggio di singole candidature;
- garantire agli iscritti un accesso semplice e paritario ai programmi, ai curricula, ai confronti e alle informazioni necessarie per esprimere un voto consapevole;
- rafforzare il senso di appartenenza alla comunità infermieristica;
- utilizzare la partecipazione democratica come leva per la crescita, l’innovazione e lo sviluppo della professione infermieristica.
Il principio guida della riforma è pertanto semplice:
l’Ordine è di tutti gli infermieri e tutti gli infermieri devono essere messi nelle condizioni concrete di partecipare alla scelta di chi li rappresenta.
Più possibilità di partecipazione significa una comunità professionale più plurale, più coinvolta nelle proprie scelte e maggiormente protagonista del proprio futuro.

