Un gruppo di infermieri e operatori socio-sanitari in servizio nel pronto soccorso dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano ha formalizzato una segnalazione rivolta alla direzione sanitaria, evidenziando criticità strutturali, carenze di personale, mancanza di presidi e ripetuti episodi di aggressività verbale e fisica nei confronti del personale sanitario.
Secondo quanto riportato nel documento, che porta la firma degli operatori, la situazione sta compromettendo la sicurezza assistenziale e la tutela della salute sia dei pazienti sia degli infermieri.
Principali criticità segnalate
Carenza di organico: il personale segnala un deficit di circa 10 infermieri rispetto all’organico previsto, con turni regolarmente coperti con una unità in meno del necessario, situazione che influisce negativamente anche sull’area di Osservazione Breve Intensiva (OBI).
Assenza di presidi essenziali: mancano materiali di consumo di base, come traverse monouso, pannoloni, cerotti specifici e camici, costringendo il personale a reperirli da altri reparti durante la notte.
Problemi di separazione e rischio infettivo: la gestione dei pazienti con sintomi simil-influenzali sarebbe affidata a delimitazioni visive insufficienti rispetto alle indicazioni operative raccomandate.
Sicurezza e aggressioni: il personale denuncia frequenti episodi di violenza verbale e fisica, soprattutto nei confronti degli operatori di triage, con vigilanza inadeguata e nessun riconoscimento economico delle funzioni a rischio.
Queste condizioni, secondo gli infermieri, determinano aumenti dei tempi d’attesa, sovraffollamento e un più alto rischio di errore clinico, con potenziali ripercussioni sulla qualità delle cure in area emergenza-urgenza.
Richieste del personale
Nel documento inviato alla direzione, gli operatori avanzano richieste precise e urgenti, tra cui:
Aggiornamento e revisione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) specifico per il pronto soccorso, includendo i nuovi profili di rischio identificativo.
Copertura immediata delle carenze di personale infermieristico e revisione dei turni in OBI, per garantire la sicurezza assistenziale minima.
Fornitura continuativa e tracciata dei presidi essenziali, per evitare l’improvvisazione nella gestione delle necessità cliniche.
Misure di sicurezza antiviolenza, inclusa vigilanza dedicata e adeguati riconoscimenti economici per chi opera in condizioni di rischio.
La lettera invita inoltre la direzione ad avviare verifiche interne e ad attivare tavoli di confronto, anche con sindacati e ordini professionali, per affrontare le criticità organizzative e strutturali messe in luce.
La comunità infermieristica e le organizzazioni di categoria osservano con attenzione l’evoluzione della vicenda, che si inserisce in un più ampio dibattito nazionale sulla sicurezza dei luoghi di cura e sulla tutela dei lavoratori della sanità.
