CATANIA – Torna operativo al Policlinico “G. Rodolico-San Marco” di Catania il reparto dedicato al Trapianto di Midollo Osseo Pediatrico, completamente ristrutturato e riqualificato dopo circa dodici mesi di lavori. Un intervento che punta a garantire maggiore sicurezza, tecnologie più avanzate e condizioni di assistenza più confortevoli per i piccoli pazienti e per le loro famiglie.
Alla cerimonia di riapertura ha preso parte anche Luca Sammartino, vicepresidente della Regione Siciliana, intervenuto con delega del presidente Renato Schifani. Presenti, tra gli altri, il presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gaetano Galvagno, il direttore generale dell’Azienda ospedaliero-universitaria Giorgio Giulio Santonocito, la direttrice dell’Unità operativa di Oncoematologia Pediatrica Giovanna Russo, il presidente della Commissione Salute dell’Ars Giuseppe Laccoto, il sindaco di Catania Enrico Trantino e il rettore dell’Università di Catania Enrico Foti.
Sammartino: «Una speranza in più per i bambini siciliani»
Nel suo intervento il vicepresidente della Regione ha posto l’accento sul valore sanitario e sociale della riapertura del reparto.
«Oggi non inauguriamo soltanto un reparto, inauguriamo una speranza in più per i bambini siciliani e le loro famiglie», ha dichiarato Sammartino, sottolineando il valore delle eccellenze sanitarie presenti nell’Isola e dell’investimento nell’assistenza alle persone più fragili.
Un messaggio che richiama uno degli obiettivi centrali della sanità siciliana: consentire ai pazienti, soprattutto quando si tratta di bambini affetti da patologie complesse, di poter ricevere cure altamente specialistiche senza essere costretti a lasciare la propria regione.
Dodici mesi di lavori e circa 400 mila euro di investimento
Il reparto si trova al quarto piano dell’Edificio 4 del Policlinico catanese ed è inserito nell’Unità Operativa Complessa di Oncoematologia Pediatrica.
La riqualificazione è durata circa dodici mesi. Per l’intervento sono stati utilizzati 350 mila euro provenienti dal Piano Sanitario Nazionale, messi a disposizione nel 2022, ai quali si sono aggiunti circa 50 mila euro del bilancio dell’Azienda ospedaliero-universitaria.
«Finalmente riusciamo a offrire questi trattamenti in maggiore sicurezza», ha spiegato il direttore generale Giorgio Giulio Santonocito, evidenziando come la struttura possa oggi riprendere l’attività con requisiti rinnovati e maggiori garanzie per i bambini e le loro famiglie.
Camere rinnovate e maggiore sicurezza per i piccoli pazienti
Particolare attenzione è stata dedicata agli aspetti assistenziali e alla sicurezza dei pazienti immunocompromessi.
Le camere di degenza sono state ampliate per permettere anche il pernottamento dell’accompagnatore, mentre sono stati completamente ristrutturati i bagni e le pavimentazioni.
Sono stati inoltre riorganizzati i percorsi interni, con la separazione dei circuiti del pulito e dello sporco per personale e visitatori. Gli impianti di aerazione delle camere sono stati rifatti prevedendo sistemi a pressione positiva, adeguati ricambi e filtraggio dell’aria, elementi particolarmente importanti nella protezione dei bambini sottoposti a trapianto.
Rinnovato anche l’impianto elettrico, con illuminazione di emergenza, sistemi di chiamata con segnalazioni acustiche e luminose e un numero maggiore di prese elettriche e dati a supporto delle apparecchiature diagnostiche e terapeutiche.
Il reparto dispone inoltre di monitoraggio continuo dei parametri ambientali, sistemi per assicurare la continuità dell’alimentazione elettrica anche in caso di blackout e un sistema di allarme collegato a un servizio di reperibilità attivo 24 ore su 24.
L’obiettivo: curare i bambini in Sicilia e ridurre la mobilità sanitaria
La riapertura assume particolare importanza anche sul fronte della mobilità sanitaria.
Il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno ha richiamato il ruolo delle istituzioni nel sostenere progetti in grado di migliorare l’assistenza ai pazienti e alle famiglie e di limitare la necessità dei cosiddetti “viaggi della speranza” fuori dalla Sicilia.
Sul tema è intervenuto anche il sindaco di Catania Enrico Trantino, ricordando quanto la possibilità di rimanere vicini a casa sia importante quando il percorso terapeutico riguarda bambini e famiglie chiamati ad affrontare periodi di particolare fragilità.
Il rettore Enrico Foti ha invece sottolineato il valore dell’integrazione fra assistenza, ricerca e formazione, evidenziando l’obiettivo condiviso tra Università e Azienda ospedaliero-universitaria di assicurare cure di qualità sempre più elevate sul territorio.
Per la sanità siciliana, la riapertura del reparto rappresenta quindi il ritorno di un servizio ad alta specializzazione rivolto a una delle categorie di pazienti più delicate, con ambienti progettati per coniugare sicurezza clinico-assistenziale, tecnologia e attenzione alle esigenze dei bambini e delle loro famiglie.Per NurseNews questa impostazione secondo me funziona meglio dell’originale: Sammartino entra subito nel titolo e nel secondo paragrafo, ma il pezzo mantiene come protagonista la sanità e l’assistenza pediatrica. Ho evitato di attribuirgli meriti diretti sulla realizzazione o sul finanziamento che le fonti non documentano.
