È stata depositata in Senato una proposta di legge di iniziativa popolare per l’istituzione di una Rete Psicologica Pubblica nazionale. A sostenerla, 72 mila firme raccolte in tutta Italia da cittadini, associazioni e volontari, a conferma di un bisogno sempre più evidente: rendere il supporto psicologico un servizio strutturale, pubblico e accessibile.
La proposta nasce dalla campagna “Diritto a stare bene” ed è il risultato di un lavoro durato tre anni, coordinato da un gruppo di oltre trenta docenti universitari ed esperti del settore. L’obiettivo è costruire una rete stabile di servizi psicologici gratuiti, integrata nel Servizio sanitario nazionale e presente nei luoghi chiave della vita quotidiana.
Il disegno di legge prevede l’attivazione di servizi di psicologia pubblica in scuole e università, strutture sanitarie, luoghi di lavoro, servizi sociali, case di comunità, carceri e contesti sportivi. Non solo cura del disagio, ma anche prevenzione, promozione del benessere e supporto nelle fasi critiche della vita.
La mobilitazione che ha portato al deposito delle firme è stata ampia e trasversale. Oltre ai cittadini, hanno aderito numerose realtà associative e figure pubbliche del mondo della cultura, dello sport e dello spettacolo. La presentazione ufficiale si è svolta a Roma, alla presenza di rappresentanti istituzionali, parlamentari di diversi schieramenti e della presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine degli Psicologi.
Il tema della salute mentale è ormai centrale nel dibattito pubblico. L’aumento dei disturbi d’ansia, depressione e stress, aggravato dagli effetti della pandemia e dalle attuali tensioni sociali ed economiche, ha messo in evidenza i limiti del sistema attuale: liste d’attesa lunghe, servizi disomogenei sul territorio e accesso spesso legato alla capacità di spesa delle famiglie.
La proposta di legge punta a superare queste criticità, riconoscendo la salute psicologica come parte integrante del diritto alla salute e non come prestazione residuale o emergenziale. Una rete pubblica strutturata consentirebbe interventi tempestivi, continuità assistenziale e un approccio multidisciplinare, in linea con i principi di prevenzione e prossimità su cui si fonda la sanità territoriale.
Con il deposito delle firme, l’iter parlamentare è ufficialmente avviato. Ora la responsabilità passa alle istituzioni, chiamate a valutare e discutere una proposta che intercetta un bisogno reale e diffuso. La salute mentale, sempre più, non è un tema individuale ma una questione collettiva, sociale e sanitaria.
