Le elezioni dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Catania hanno consegnato un risultato destinato a far discutere: 2.000 voti espressi in seconda convocazione, un dato che rappresenta un consenso ampio per la categoria.
Mai prima d’ora, in una tornata elettorale di seconda convocazione ordinistica, si era registrata una partecipazione così ampia.
Dietro quei numeri c’è la spinta di centinaia di colleghe e colleghi che hanno scelto di credere in una proposta diversa:
Un voto che non nasce dall’improvvisazione, ma da una presenza costante.
Tuttavia, accanto all’entusiasmo per il risultato, emerge anche un dato politico da non sottovalutare: circa 4.500 infermieri non hanno espresso preferenze.
Un numero che racconta una parte silenziosa della professione , quella che si sente lontana, disillusa, o semplicemente estranea al mondo ordinistico.
È un segnale chiaro: la partecipazione cresce dove si crea fiducia, ma resta fragile se non si riesce a coinvolgere chi non si riconosce più in nessuna rappresentanza.
Ecco perché questo successo, pur importante, non può essere letto solo in termini elettorali: è anche una sfida di credibilità per il futuro.
Costruire un’OPI più inclusiva, trasparente e capace di valorizzare ogni voce.
Perché la forza di una categoria non si misura solo nei voti, ma nella partecipazione consapevole di chi, ogni giorno, tiene in piedi il Servizio Sanitario con dedizione e competenza.
Redazione NurseNews.eu
