Cosa prevede il DDL
Il disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri introduce modifiche importanti:
Responsabilità penale: nuovo art. 590-sexies c.p. → il professionista sanitario è punibile solo in caso di colpa grave, se ha seguito linee guida o buone pratiche adeguate.
Valutazione del contesto: il nuovo art. 590-septies impone al giudice di considerare carenza di risorse, emergenza, complessità del caso e lavoro in équipe.
Altri ambiti: revisione degli Ordini professionali, formazione (es. Scuola di specializzazione in Medicina generale), utilizzo dell’intelligenza artificiale, semplificazioni amministrative.
Tempistiche: decreti attuativi entro il 31 dicembre 2026.
Le voci dal comparto e dalle categorie
NurSind
“Il DDL rimane medico-centrico e rischia di essere un guscio vuoto per gli infermieri. Senza valorizzazione di competenze e specializzazioni il sistema rischia l’implosione.”Andrea Bottega
Nursing Up
“Un passo avanti sulle tutele penali, ma ora serve un testo equilibrato e multiprofessionale. Le linee guida devono valere per tutti i professionisti sanitari, non solo per i medici.”
Antonio De Palma.
CISL FP
“Serve un chiarimento immediato e un tavolo con le organizzazioni sindacali. Il perimetro delle innovazioni resta il CCNL: no a scorciatoie o forme contrattuali alternative.”
Roberto Chierchia
FIALS
“Stop agli allarmismi. Usiamo il comma 566 come cornice per ridefinire ruoli e competenze. È il momento di un impegno corale per riconoscere le competenze già acquisite, dal triage al 118.”Annalisa Silvestro
FNOPI
“Lo scudo penale è una tutela importante, ma deve andare di pari passo con la valorizzazione della multiprofessionalità e con la sicurezza delle cure. Fondamentale il coinvolgimento negli atti attuativi.”
Federazione nazionale ordini professioni infermieristiche
Analisi critica
Scudo penale: accolto favorevolmente, ma NurSind e Nursing Up denunciano il rischio che resti ritagliato sui medici.
Competenze e carriere: NurSind e FIALS chiedono valorizzazione concreta delle competenze; FNOPI mantiene un tono istituzionale, aperto al dialogo.
Metodo: CISL FP pretende contrattazione trasparente; FIALS e FNOPI spingono per concertazione; NurSind mette in guardia da un DDL squilibrato.
Il rischio: senza decreti forti e inclusivi, la riforma si riduce a un palliativo giuridico che non cambia la condizione quotidiana degl infermieri.
Conclusione e analisi finale
Il DDL rappresenta un passo avanti sul fronte delle tutele penali, ma per il comparto resta molto da fare:
specializzazioni e carriere reali,
riconoscimento pieno delle competenze,
contrattazione trasparente,
coinvolgimento attivo nei decreti attuativi.
Altrimenti, lo “scudo” rischia di diventare parziale, lasciando ancora una volta gli infermieri e il comparto nell’ombra.
Redazione NurseNews.eu
