Gli ospedali sono al collasso e in internet si legge spesso di individui che non si capacitano di questo.
Ma ciò che alcuni estranei al mondo sanitario sembrano non comprendere è che un posto letto è costituito da un insieme di risorse che in questo momento scarseggiano; in particolare un posto letto per un malato covid è fatto da:

– Il letto, ok. Un posto letto è fatto anche da un letto, però, dato che un paziente covid positivo, se è di gravità tale da dover ricorrere al supporto ventilatorio, se febbricitante, astenico, etc, non sarà in grado di muoversi agevolmente, tale letto dovrà essere articolato e disporre al bisogno di un materasso antidecubito;

– Il ventilatore. Non tutti i pazienti covid necessitano dell’utilizzo di un ventilatore, ma una buona parte di quelli ospedalizzati, purtroppo, sì. Va da sé che disporre del ventilatore da solo non basta, se non si posseggono altre risorse tra cui:

– I gas medicali. Un posto letto senza impianto per la fornitura di ossigeno è inutile, perché un paziente covid può necessitare di ossigenoterapia anche ad alti flussi e lo stesso ventilatore necessita dell’apporto di tale gas per il suo funzionamento;

– Il personale sanitario con la formazione adeguata per poter lavorare con pazienti covid posti in ventilazione, quindi: medici pneumologi, anestesisti, infermieri con congrua esperienza, ma anche tutti gli altri professionisti che serviranno a far fronte ai molteplici aspetti di salute della persona, quindi, all’occorrenza, cardiologi, nefrologi, radiologi, tecnici di laboratorio, tecnici di radiologia, etc. Va da sé che:

– Un professionista (medico, infermiere, etc) con idonea formazione e congrua esperienza non lo recluti in un giorno, ma è frutto di un investimento a lungo termine.

– Tutti i professionisti sanitari operano avvalendosi di plurimi strumenti, dunque un posto letto per un paziente covid è fatto anche di elettrocardiografi, monitor per il monitoraggio continuo dei parametri vitali, emogasanalizzatori, ecografi, etc

– Oltre ai professionisti sanitari, vi sono altre figure indispensabili al fine di fornire un’assistenza adeguata alla persona, come gli operatori socio sanitari. Spesso si parla di medici e infermieri, dimenticando che anche le figure di supporto sono essenziali in quanto la loro carenza sovraccarica i professionisti sanitari impedendo loro di svolgere al meglio il proprio lavoro.

– I farmaci, i presidi sanitari e il loro approvvigionamento, la loro gestione e corretta conservazione. Dunque un posto letto covid è fatto anche di ambienti con temperatura controllata, di frigoriferi, di personale che impiega tempo a ordinare e sistemare quanto necessario.

– Un insieme di servizi collaterali indispensabili: il laboratorio analisi, il servizio mensa, il servizio che si occupa della pulizia e sanificazione degli ambienti, etc.

– Un posto letto covid è fatto anche e soprattutto di un idoneo percorso con divisione sporco/pulito, zone filtro, dispositivi di protezione come camici, guanti, maschere ffp2/ffp3, visiere protettive, calzari, e dello spazio e tempo necessario per rispettare le procedure di vestizione e svestizione del personale.
Ma soprattutto un posto letto covid è fatto di isolamento, per cui dovrà essere posizionato in un’area che da quel momento in poi sarà considerata contaminata e non più utilizzabile da parte di pazienti covid negativi. Sono sufficienti pochi pazienti positivi a contaminare un’intera unità operativa e tutte le attrezzature che vi si trovano all’interno.
Inoltre, lavorare con il peso dei DPI comporta un carico di lavoro maggiore per il personale sia in termini di stanchezza fisica (non ci si muove agevolmente con camice, visiera, mascherina ffp3 come senza di essi) che di stanchezza psicologica (con la paura di compiere qualche piccolo errore, magari dopo ore di lavoro e in un momento di emergenza, e poi ammalarsi a propria volta o regalare il virus ai parenti che aspettano a casa, magari anziani).

– Sicuramente mi sarò dimenticata ancora molte cose. Una cosa però la aggiungerei: un posto letto covid è fatto di tutta la professionalità necessaria a stare accanto a chi in quel momento ha paura. Paura di non respirare più, paura di morire. È fatto di tablet con i quali si cerca di mantenere un contatto con i familiari che purtroppo non possono visitare i propri congiunti, è fatto di mani strette attraverso doppi guanti e di sguardi di vicinanza.
Un posto letto covid non è fatto solo della corretta esecuzione e lettura di un EGA o dell’RX torace che rivela la polmonite interstiziale, ma anche della gestione delle emozioni, del rispetto per la sofferenza umana.
E anche questo non si impara in un giorno.

Daniela Pasqua

Infermiera.

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alfio stiro
Alfio Alfredo Stiro nasce in Sicilia a Catania il 22/01/1970, consegue la laurea in infermieristica presso la facoltà di Medicina e Chirurgia di Catania e successivamente il Master in Management delle Professioni Sanitarie. Master in osteopatia posturale presso l'universita di Pisa dipartimento di endocrinologia e metabolismo,ortopedia e traumatologia,medicina del lavoro. E scuola di osteopatia belga, Belso.ha frequentato numerosi corsi sull'emergenza, in servizio presso l’U.O. di Pronto soccorso e Ps pediatrico. Azienda Cannizzaro per l'emergenza di catania.

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