Con la firma del CCNL Sanità 2022-2024, siglato lo scorso 19 giugno, si apre finalmente la fase di pagamento degli arretrati stipendiali. Per molti infermieri italiani questo significa cifre che in diversi casi supereranno i 5.000 euro netti.
Un diritto contrattuale maturato e atteso da tempo.
Gli importi spettanti varieranno in base al reparto e al ruolo. Alcuni colleghi riceveranno cifre più elevate, altri importi più contenuti. Ma il messaggio deve essere chiaro: ogni infermiere, indipendentemente dal settore in cui lavora, sta ottenendo un riconoscimento legittimo del proprio impegno professionale.
Chi opera nei reparti ordinari, nelle strutture territoriali, nelle RSA o in altri contesti porta sulle spalle carichi assistenziali enormi, spesso in condizioni organizzative difficili. Gli arretrati, in questo senso, hanno il valore simbolico di dire a tutti: “Il tuo lavoro non è invisibile, è parte essenziale del sistema salute”.
Perché al Pronto Soccorso importi più alti
I colleghi che lavorano nei pronto soccorso riceveranno importi mediamente più consistenti. Non perché “più importanti” degli altri, ma perché il contratto ha previsto indennità specifiche per i contesti ad altissima intensità assistenziale.
In pronto soccorso si lavora 24 ore su 24 con ritmi elevatissimi, esposizione a rischio continuo, aggressioni, stress fisico ed emotivo fuori scala. Le indennità aggiuntive riconosciute dal contratto sono la traduzione economica di questa condizione.
È una differenza che va letta non come privilegio, ma come riconoscimento oggettivo di un rischio e di un carico di lavoro straordinari.
La maggior parte degli infermieri riceverà gli arretrati a ottobre 2025, soprattutto chi è gestito tramite NoiPA. In alcuni casi, a causa di ritardi amministrativi, i pagamenti potrebbero slittare verso novembre o dicembre.
Questo risultato è il frutto di battaglie sindacali e di una lunga attesa. Ma deve essere letto come una vittoria collettiva, non di una sola categoria. Tutti gli infermieri hanno contribuito, con il proprio lavoro quotidiano, a mantenere in piedi il sistema sanitario: dall’emergenza al territorio, dagli ospedali alle residenze, nessuno escluso.
Gli arretrati in arrivo sono soldi, sì, ma sono anche un messaggio: lo Stato riconosce finalmente, almeno in parte, il valore di una professione che regge ogni giorno il Servizio Sanitario Nazionale.
E se alcuni colleghi del pronto soccorso vedranno importi più consistenti, non è un premio di serie A: è il giusto riconoscimento di un lavoro usurante e ad altissimo rischio. Ma la vera vittoria è di tutti: ogni infermiere ha diritto a sentirsi parte di questa conquista, perché senza ciascuno di noi il sistema semplicemente non reggerebbe.
