Il Papilloma Virus Umano, noto come HPV (Human Papillomavirus), è il virus a trasmissione sessuale più diffuso al mondo. Sebbene spesso sottovalutato, è responsabile di un’ampia gamma di patologie, dalla comparsa di lesioni benigne fino a forme tumorali invasive, soprattutto a livello del collo dell’utero, ma anche di altre sedi genitali e orofaringee.
Cos’è l’HPV?
L’HPV è un virus appartenente alla famiglia dei Papillomaviridae, con oltre 200 tipi identificati, classificati in:
Ceppi a basso rischio oncogeno: causano principalmente verruche genitali (condilomi) e lesioni cutanee benigne.
Ceppi ad alto rischio oncogeno: associati a tumori invasivi, in particolare il carcinoma cervicale, ma anche tumori anali, penieni, vulvari, vaginali e orofaringei (WHO, 2022).
Modalità di trasmissione
L’HPV si trasmette quasi esclusivamente tramite contatto diretto pelle-mucosa, principalmente durante rapporti sessuali vaginali, anali e orali. Il virus può infettare aree non coperte dal preservativo, per cui l’uso del profilattico, seppur riduca significativamente il rischio, non garantisce una protezione totale (CDC, 2023).
Altre vie di trasmissione, meno frequenti ma documentate, includono:
Contatto manuale o orale con aree infette.
Trasmissione perinatale dalla madre al neonato durante il parto, che può causare forme rare di papillomatosi respiratoria ricorrente.
Contaminazione indiretta tramite superfici o strumenti, evento comunque molto raro.
Epidemiologia e impatto sanitario
L’HPV è una delle infezioni sessualmente trasmesse più comuni a livello globale, con stime che indicano che circa l’80% delle persone sessualmente attive si infetti almeno una volta nella vita (Harper DM, 2022). Nella maggior parte dei casi, il sistema immunitario elimina spontaneamente il virus entro 1-2 anni.
Tuttavia, l’infezione persistente da ceppi ad alto rischio può causare lesioni precancerose e successivamente carcinoma invasivo, soprattutto a livello della cervice uterina, una delle neoplasie più frequenti e letali nelle donne non sottoposte a screening regolari.
Prevenzione primaria: il vaccino anti-HPV
La vaccinazione anti-HPV rappresenta la pietra angolare della prevenzione primaria. I vaccini disponibili (bivalente, quadrivalente, nonavalente) proteggono contro i ceppi più comuni ad alto rischio (16, 18) e contro quelli che causano condilomi (6, 11).
Raccomandata in età adolescenziale (9-14 anni), ma efficace fino a 45 anni (European Centre for Disease Prevention and Control, 2023).
Ha dimostrato di ridurre drasticamente l’incidenza delle lesioni precancerose e dei tumori associati (Drolet M et al., 2019).
Screening e diagnosi precoce
Il Pap-test resta un valido strumento di screening per il carcinoma cervicale, con raccomandazioni per donne tra 25 e 64 anni (Ministero della Salute, 2023).
L’HPV-DNA test ha maggiore sensibilità nel rilevare infezioni persistenti da ceppi ad alto rischio.
Screening e vaccinazione combinate rappresentano la strategia migliore per la riduzione del carico di malattia.
L’infermiere può eseguire il Pap test a patto che sia adeguatamente formato e che l’attività sia inserita in un protocollo organizzativo concordato con il servizio sanitario o la struttura di riferimento.
Dettagli importanti:
Competenza e formazione: L’infermiere deve avere una formazione specifica e aggiornamenti continui sul prelievo citologico e sulla gestione del paziente.
Normativa di riferimento:
Il DM 739/1994 definisce il profilo professionale dell’infermiere con autonomia tecnico-professionale.
La Circolare ministeriale n. 15 del 2007 ha previsto la possibilità per l’infermiere di effettuare prelievi citologici in ambito di screening.
La FNOPI supporta e promuove l’infermiere come figura competente per il Pap test e lo screening cervicale.
Ruolo nella prevenzione: L’infermiere non solo esegue il prelievo ma svolge anche una funzione educativa e di counseling per promuovere l’adesione al programma di screening.
Prassi comune:
L’infermiere esegue il prelievo, lo conserva secondo le norme (striscio o ThinPrep), e lo invia al laboratorio.
Informa la donna sulle procedure, risponde a domande e pianifica il follow-up.
Collabora con il medico ginecologo o il centro screening.
Collaborazione multidisciplinare per la gestione dei casi più complessi.
Conclusioni
L’HPV è una sfida di sanità pubblica mondiale, ma grazie a vaccini efficaci, programmi di screening e ruolo attivo degli operatori sanitari, è possibile controllare e ridurre significativamente la morbilità e mortalità correlate.
Fonti scientifiche e riferimenti
1. World Health Organization (WHO) – HPV and Cervical Cancer Factsheet, 2022
https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/human-papillomavirus-(hpv)-and-cervical-cancer
2. Centers for Disease Control and Prevention (CDC) – HPV Information, 2023
https://www.cdc.gov/std/hpv/stdfact-hpv.htm
3. Harper DM, et al. “Epidemiology and Prevention of HPV Infection and Cervical Cancer” – Frontiers in Public Health, 2022
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC9008687/
4. Drolet M et al. “Population-level impact and herd effects following the introduction of human papillomavirus vaccination programmes: updated systematic review and meta-analysis” – JAMA Internal Medicine, 2019
https://jamanetwork.com/journals/jamainternalmedicine/fullarticle/2734265
5. Ministero della Salute, Linee guida screening cervicocarcinoma, 2023
https://www.salute.gov.it/portale/documentazione/p6_2_2_1.jsp?lingua=italiano&id=375
6. European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC), HPV Vaccines, 2023
https://www.ecdc.europa.eu/en/human-papillomavirus/prevention-and-control/vaccines

