Palermo – Il sistema dell’emergenza-urgenza siciliano torna sotto pressione. La SEUS Scpa, la società partecipata della Regione che gestisce il servizio 118, ha lanciato un nuovo allarme sulla grave carenza di autisti-soccorritori, una criticità che rischia di compromettere la piena operatività delle postazioni di emergenza sul territorio regionale proprio alla vigilia della stagione estiva.
L’emergenza è stata al centro di un’audizione della Commissione Sanità dell’Assemblea Regionale Siciliana, dove i vertici della SEUS hanno rappresentato le difficoltà crescenti nella copertura dei turni e nel mantenimento degli standard assistenziali. Secondo quanto emerso durante il confronto, la mancanza di personale potrebbe determinare la riduzione o addirittura la chiusura temporanea di alcune postazioni del 118, con inevitabili ripercussioni sulla sicurezza dei cittadini.
Il nodo del blocco delle assunzioni
Alla base della crisi vi è il recente blocco delle assunzioni nelle società partecipate regionali, approvato dall’ARS. Una misura che ha coinvolto anche la SEUS, impedendo di fatto il reclutamento di nuovo personale in un momento già caratterizzato da una significativa carenza di organico.
Da settimane sindacati e operatori del settore denunciano il rischio di un progressivo indebolimento del servizio di emergenza territoriale, soprattutto nelle province della Sicilia orientale, dove la disponibilità di autisti-soccorritori risulta particolarmente ridotta.
Il Governo Schifani prepara una norma “salva 118”
Di fronte all’allarme lanciato dalla SEUS e alle preoccupazioni espresse dalla Commissione Sanità, il Governo regionale guidato da Renato Schifani ha annunciato la predisposizione di un emendamento specifico per consentire alla società di superare il blocco delle assunzioni. L’obiettivo è permettere l’applicazione di una deroga che consenta il rafforzamento degli organici e la riattivazione delle procedure di reclutamento.
Il presidente della Commissione Salute dell’ARS, Pippo Laccoto, ha sottolineato come la situazione richieda un intervento immediato, evidenziando il rischio che la carenza di autisti-soccorritori possa incidere direttamente sulla capacità di risposta del sistema di emergenza-urgenza regionale.
Estate alle porte, cresce la preoccupazione
La questione assume un peso ancora maggiore con l’avvicinarsi della stagione estiva, periodo in cui la Sicilia registra un consistente aumento della popolazione presente sul territorio per effetto dei flussi turistici. Aumentano le richieste di soccorso, mentre ferie e assenze programmate riducono ulteriormente la disponibilità di personale operativo.
Tra le ipotesi discusse figurano anche il ricorso temporaneo a personale interinale e l’attivazione di strumenti straordinari per garantire la copertura delle postazioni ritenute essenziali. Tuttavia, per molti osservatori, la soluzione strutturale resta quella di un piano di assunzioni stabile e programmato che permetta di rafforzare definitivamente il sistema dell’emergenza territoriale.
La voce degli operatori
Da tempo organizzazioni sindacali e rappresentanti dei lavoratori denunciano una situazione che rischia di diventare insostenibile. Le criticità riguardano non soltanto il numero degli autisti-soccorritori disponibili, ma anche la distribuzione del personale sul territorio e il crescente ricorso agli straordinari per garantire la continuità del servizio.
In un contesto in cui ogni minuto può fare la differenza tra la vita e la morte, il futuro del 118 siciliano passa ora dall’approvazione della norma annunciata dal Governo regionale. La sfida sarà trasformare rapidamente gli impegni politici in assunzioni concrete, per evitare che la carenza di personale continui a mettere sotto pressione uno dei servizi più importanti della sanità pubblica siciliana.
