Nel sistema sanitario italiano, i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) non sono un elenco astratto di prestazioni:
sono diritti garantiti ai cittadini e doveri vincolanti per le strutture sanitarie.
Tra questi, l’assistenza ospedaliera cioè diagnosi, cura, riabilitazione e presa in carico del paziente ricoverato è un LEA a tutti gli effetti.
Ma il DM 70/2015 ci ricorda una cosa fondamentale:
un ospedale può rispettare i LEA solo se ha organizzazione, reparti e soprattutto personale in grado di garantirli.
Il DM 70/2015 come architettura dei LEA ospedalieri
Il decreto ministeriale 70 introduce un vero cambio di paradigma:
✔ rete ospedaliera per intensità e complessità,
✔ bacini di utenza definiti,
✔ standard strutturali e tecnologici,
✔ continuità assistenziale H24,
✔ sicurezza e qualità delle cure.
Non parla semplicemente di “posti letto”:
parla di funzione assistenziale.
Se un presidio sanitario rientra nella rete DM 70, deve poter erogare un livello essenziale di assistenza ospedaliera, cioè cure appropriate, sicure, continue e integrate.
I LEA non esistono senza persone: il personale è elemento essenziale del DM 70
Il DM 70 non fornisce tabelle rigide di OSS o infermieri,
ma stabilisce un principio chiave:
“Gli standard di assistenza esistono solo se ci sono risorse proporzionate.”
Tradotto nella realtà:
un reparto di Medicina con 30 posti letto è un LEA,
solo se ha personale per assistere 30 pazienti, 24 ore al giorno;
un Pronto Soccorso classificato DM 70 è un LEA,
solo se ha infermieri e OSS per la valutazione, il triage, la gestione clinica e l’assistenza di base;
un ospedale di I o II livello è un LEA,
solo se il personale è coerente con l’intensità di cura richiesta.
Se mancano gli organici, il LEA non è realmente erogato, anche se la struttura è attivata sulla carta.
Il modello duale del personale: base assistenziale e funzione clinica
Il DM 70 presuppone un’organizzazione basata su ruoli diversi:
Livello 1 — Personale di base (OSS)
Garantisce i bisogni essenziali dei pazienti:
igiene, alimentazione, mobilizzazione, sorveglianza
Senza questo livello, si violano LEA perché aumentano:
piaghe da decubito,
malnutrizione,
cadute,
complicanze evitabili.
Livello 2 — Personale infermieristico professionale
Garantisce:
valutazione clinica,
somministrazione farmaci,
gestione dei device,
prevenzione rischio clinico,
continuità assistenziale,
coordinamento dell’assistenza di base.
Senza infermieri che possano svolgere funzioni specialistiche, l’assistenza si riduce a “custodia”,
e i LEA vengono danneggiati nella parte clinica e di sicurezza.
Le Regioni trasformano i LEA e il DM 70 in numeri e dotazioni
Se il DM 70 definisce:
struttura del sistema,
livelli ospedalieri,
requisiti minimi,
sono le Regioni e le Aziende Sanitarie a trasformare questi principi in:
dotazioni organiche,
piani dei fabbisogni,
modelli di intensità assistenziale.
Quando gli organici vengono tagliati:
si violano i LEA,
si contraddice il DM 70,si mette a rischio il paziente.
Conclusione: LEA e DM 70 sono carta morta senza personale
Il messaggio più importante è semplice ma ignorato per anni:
l’assistenza ospedaliera è un diritto esigibile,
ma esiste solo se ci sono abbastanza OSS e infermieri con ruoli distinti e complementari.
Il DM 70 non chiede muri, chiede cura continua, sicura e appropriata.
E questo richiede:
✔ OSS adeguati per fare assistenza di base,
✔ infermieri in numero sufficiente per fare assistenza clinica specialistica.
Se uno di questi due livelli manca,
il LEA non è rispettato, il DM 70 non è applicato
e il paziente non è tutelato.
Redazione
