Colleghi, è giusto parlare con trasparenza.
Il regolamento prevede tre convocazioni proprio per garantire che tutti abbiano la possibilità di esprimersi: la prima e la seconda con quorum, la terza senza.
La seconda convocazione (12-13-14 ottobre) richiede un quorum elevato: 1300 votanti. Ma sappiamo bene che, per motivi organizzativi, turni di lavoro e difficoltà logistiche, non sempre è realistico raggiungerlo. È per questo che il legislatore ha previsto la terza convocazione (26-27-28 ottobre), dove il quorum non è richiesto e il risultato è valido in ogni caso.
Non dimentichiamo un fatto importante: storicamente le elezioni dell’OPI a Catania si sono sempre svolte in terza convocazione, proprio perché è l’unico momento in cui la partecipazione reale dei colleghi ha potuto trasformarsi in un risultato certo e operativo.
Sostenere che il voto “vero” sia solo quello del 12-13-14 ottobre significa rischiare di invalidare nuovamente le elezioni e allungare i tempi, lasciando l’Ordine commissariato e gli infermieri senza una rappresentanza eletta.
Il voto del 26-27-28 ottobre è altrettanto legittimo, anzi è quello che assicura certezza del risultato e stabilità.
Partecipare in quelle date non significa ridurre la democrazia, ma garantire che il percorso non si blocchi ancora una volta.
La vera forza della categoria non sta nei numeri forzati da un quorum difficilmente raggiungibile, ma nella consapevolezza e responsabilità di chi sceglie con convinzione di andare a votare.
Per questo invitiamo i colleghi a segnare in agenda le date del 26, 27 e 28 ottobre: saranno quelle decisive per avere finalmente un Consiglio eletto, legittimo e operativo.
Non lasciamo che il quorum diventi un ostacolo: la partecipazione consapevole vale più di un numero imposto.
