Nel pieno della più grave emergenza sanitaria degli ultimi decenni, con un Sistema Sanitario Nazionale che arranca e un’emorragia costante di professionisti, arriva l’ennesima decisione miope: 543 posti in meno per i corsi di laurea triennale in infermieristica nel prossimo anno accademico. Un taglio che grida vendetta.
Mentre gli ospedali esplodono per carenza di personale e i colleghi sopravvivono tra turni massacranti, ferie negate e burnout cronico, la politica – invece di potenziare la formazione – decide di ridurla. Il tutto in un contesto in cui mancano oltre 175.000 infermieri per raggiungere la media europea. Una cifra impressionante che da sola basterebbe a giustificare investimenti straordinari e una chiamata alle armi formativa. E invece?
Il Ministero, d’intesa con le Regioni, presenta una bozza di accordo che taglia i posti per gli infermieri di base, passando da 26.832 a 26.289 unità. Come se fossimo in sovrannumero. Come se gli infermieri fossero un lusso, e non il cuore pulsante dell’assistenza sanitaria pubblica.
Il presidente nazionale di Nursing Up, Antonio De Palma, non ha usato mezzi termini: siamo di fronte a una decisione irresponsabile, che non solo ignora la realtà dei servizi sanitari, ma getta benzina sul fuoco. Gli unici aumenti riguardano le lauree magistrali (+840 posti) e un simbolico +1 per gli infermieri pediatrici. Ma cosa ce ne facciamo di specialisti senza una base professionale solida e numericamente sufficiente?
È nei reparti, nelle RSA, nei domicili, nei pronto soccorso che servono infermieri oggi, non domani. E senza un piano formativo coraggioso e radicale, a breve non ci sarà nessuno da assumere. La verità è semplice: stanno condannando il SSN a un lento collasso. E a pagarne il prezzo saranno cittadini e professionisti.
Questo taglio è l’ennesimo atto di sfiducia verso la nostra professione. Lo gridiamo da anni: programmazione sbagliata, zero valorizzazione, stipendi inadeguati e condizioni di lavoro al limite della decenza. Ora anche la formazione viene colpita.
Se le Regioni e il Ministero non torneranno immediatamente sui propri passi, si renderanno complici di un disastro annunciato.
