La Lega torna a spingere con forza per l’abolizione definitiva del vincolo di esclusività del personale sanitario, considerato ormai da anni uno dei nodi più discussi nella gestione delle professioni infermieristiche e mediche all’interno del Servizio Sanitario Nazionale.
L’apertura di Schillaci è arrivata in risposta a un’interrogazione presentata durante l’ultimo Question Time alla Camera dalla deputata Simona Loizzo (lega) e da altri parlamentari della Lega, i quali chiedono che la deroga diventi definitiva
La posizione della lega
Secondo il partito, l’esclusività rappresenta un limite ormai anacronistico che penalizza soprattutto infermieri, tecnici sanitari e altre professioni sanitarie. L’idea è chiara: trasformare l’attuale deroga temporanea in una riforma strutturale, che consenta ai professionisti del SSN di:
esercitare liberamente attività extra-istituzionali anche nel privato,
collaborare con strutture e servizi esterni senza bisogno di autorizzazioni straordinarie,
aumentare il proprio reddito in modo trasparente e regolamentato.
Le motivazioni politiche e tecniche
La Lega sostiene che la cancellazione del vincolo avrebbe effetti positivi su più fronti:
Valorizzazione delle competenze
Consentirebbe ai professionisti di esprimere pienamente il proprio potenziale, evitando che una parte del know-how sanitario rimanga inutilizzato al di fuori dell’orario di servizio.
Contrasto all’esodo verso il privato
Molti infermieri e tecnici scelgono il privato o l’estero per una maggiore flessibilità lavorativa. Eliminare il vincolo, secondo la Lega, aiuterebbe a trattenere personale qualificato nel pubblico.
Aumento del gettito fiscale
Più libertà professionale si tradurrebbe in più attività regolari e, di conseguenza, maggiori entrate per lo Stato.
Maggior qualità del sistema
La possibilità di acquisire esperienze in contesti diversi migliorerebbe il livello professionale complessivo, con un ritorno diretto anche sulle cure erogate.
Il contesto attuale
Al momento il vincolo è sospeso in deroga grazie alle misure emergenziali del 2023 e alla proroga discussa dal Ministro Schillaci. La Lega chiede però che questa sospensione non venga rinnovata di anno in anno, ma consolidata in un intervento legislativo permanente, eliminando il vincolo alla radice.
Cosa cambierebbe davvero
La riforma inciderebbe in modo particolare su:
infermieri,
tecnici sanitari,
ostetriche,
fisioterapisti,
educatori professionali,
medici dipendenti (che oggi hanno limitazioni più rigide).
Non si tratterebbe solo di un allentamento burocratico, ma di una ridefinizione del rapporto tra dipendente pubblico e attività libero-professionale, aprendo a un modello più simile a quello europeo.
La conclusione
La proposta della Lega punta a una svolta strutturale: superare definitivamente l’esclusività per modernizzare il sistema, rendere più attrattive le professioni sanitarie e offrire ai dipendenti maggiore libertà professionale.
Redazione NurseNews.eu
