Il vaccino contro l’herpes zoster comunemente noto come vaccino per il fuoco di Sant’Antonio non si limita a prevenire una delle infezioni virali più dolorose e invalidanti dell’età avanzata. Secondo nuove evidenze scientifiche, potrebbe anche contribuire a rallentare la progressione della demenza.
È ormai consolidato che la vaccinazione anti-herpes zoster abbia un’efficacia superiore al 90% nella prevenzione della malattia negli anziani. Tuttavia, un recente studio pubblicato sulla rivista Cell ha acceso i riflettori su benefici aggiuntivi, finora poco considerati, in ambito neurologico e cognitivo.
Lo studio in Galles: meno diagnosi di demenza nei vaccinati
I ricercatori hanno analizzato le cartelle cliniche della popolazione anziana del Galles, dove dal 1° settembre 2013 è attivo un programma pubblico di vaccinazione contro l’herpes zoster rivolto agli adulti di età superiore ai 70 anni.
Dal confronto tra soggetti vaccinati e non vaccinati è emerso che, nei sette anni successivi all’introduzione del programma, la vaccinazione è stata associata a una riduzione significativa della probabilità di ricevere una diagnosi di demenza. Il dato suggerisce un possibile effetto protettivo del vaccino sul decorso delle patologie neurodegenerative.
Conferme dall’Australia
Per rafforzare i risultati, gli autori hanno esteso l’analisi a dati clinici provenienti dall’Australia, paese che adotta un programma vaccinale contro l’herpes zoster simile a quello gallese.
Anche in questo contesto, tra gli anziani senza segni di deterioramento cognitivo prima della vaccinazione, coloro che avevano ricevuto il vaccino mostravano una riduzione del rischio di sviluppare un nuovo deterioramento cognitivo lieve nei nove anni successivi, rispetto ai non vaccinati. Un dato particolarmente interessante riguarda le differenze di genere: l’effetto protettivo appariva più marcato nelle donne rispetto agli uomini, in linea con quanto osservato nello studio gallese.
Vaccinazione e progressione della demenza
Un ulteriore risultato rilevante riguarda i pazienti già affetti da demenza. In questo gruppo, i ricercatori hanno osservato che i soggetti vaccinati contro l’herpes zoster presentavano una riduzione di 29,5 punti percentuali del rischio di morte correlata alla demenza nell’arco di nove anni rispetto ai non vaccinati.
Questo dato suggerisce che la vaccinazione potrebbe non solo ridurre il rischio di sviluppare la demenza, ma anche influenzarne la progressione e la prognosi, probabilmente attraverso meccanismi legati alla modulazione dell’infiammazione e della risposta immunitaria.
Un’ulteriore ragione per investire nella prevenzione
Pur trattandosi di studi osservazionali, i risultati rafforzano l’ipotesi che la prevenzione vaccinale negli anziani possa avere effetti sistemici che vanno oltre la singola malattia infettiva. In un contesto di progressivo invecchiamento della popolazione e aumento della prevalenza delle demenze, questi dati meritano attenzione anche sul piano delle politiche sanitarie e dell’organizzazione dell’assistenza.
Fonti
The effect of shingles vaccination at different stages of the dementia disease course. Cell, 2025
Dati di efficacia vaccinale herpes zoster: CDC / studi clinici su vaccino ricombinante anti-HZ
