La stagione dei rinnovi contrattuali della sanità pubblica entra in una fase decisiva. All’Aran è stata raggiunta l’intesa definitiva per il contratto della dirigenza del Servizio sanitario nazionale, che coinvolge 137.871 dirigenti, di cui circa 120.000 medici. L’accordo è stato approvato dopo il via libera della Corte dei conti, ma non è stato sottoscritto dalla Cgil.
Un cambio di passo nei rinnovi contrattuali
La novità più rilevante riguarda il metodo con cui prende avvio il nuovo ciclo contrattuale. Per la prima volta, gli atti di indirizzo per il triennio 2025-2027 sono stati approvati simultaneamente sia per la dirigenza medica e sanitaria sia per il personale del comparto, con particolare riferimento agli infermieri.
Questo passaggio segna una discontinuità rispetto al passato: i negoziati potranno partire fin dall’inizio del triennio, evitando i ritardi che hanno caratterizzato le precedenti tornate contrattuali. L’obiettivo è ridurre i tempi di attesa e garantire maggiore continuità negli aggiornamenti economici e normativi.
Il contratto della dirigenza medica 2022-2024
Il contratto della dirigenza medica e sanitaria per il triennio 2022-2024 è ora definitivamente operativo. L’intesa riguarda quasi 138 mila dirigenti del Servizio sanitario nazionale. La mancata firma della Cgil evidenzia tuttavia come il confronto sindacale resti complesso e non privo di criticità.
Anche il percorso negoziale per il comparto infermieristico è stato articolato: l’accordo è arrivato solo dopo un cambio di posizione da parte del sindacato Nursing Up, segno di una trattativa lunga e complessa.
Le risorse per il nuovo triennio 2025-2027
Il nuovo ciclo contrattuale potrà contare su uno stanziamento complessivo di 3,54 miliardi di euro destinati a 730.509 lavoratori del Servizio sanitario nazionale.
Nel dettaglio:
Dirigenza medica e sanitaria: 968,14 milioni di euro annui, a cui si aggiungono 362 milioni di euro per l’incremento dell’indennità medico-veterinaria.
Comparto non dirigente, che comprende 592.638 professionisti: 1,537 miliardi di euro complessivi.
Specificità infermieristica: 445 milioni di euro.
Indennità di protezione del malato: 193 milioni di euro.
Una fase decisiva per infermieri e personale del comparto
Con le risorse già stanziate e gli atti di indirizzo approvati, l’attenzione si sposta ora sulle trattative per infermieri e personale del comparto. L’avvio anticipato dei negoziati rappresenta un passaggio importante per una categoria che attende risposte concrete sul piano economico e professionale.
La fase che si apre sarà decisiva per comprendere come verranno distribuite le risorse e quali novità normative accompagneranno il rinnovo contrattuale del personale sanitario nei prossimi anni.