La Manovra di Bilancio 2026 è al centro di un acceso dibattito politico e sindacale per un emendamento firmato dal senatore Francesco Zaffini (FdI) che rischia di avere ripercussioni dirette sulla professione infermieristica.
Secondo quanto denunciato dalla senatrice Barbara Guidolin , la modifica proposta prevede che per finanziare la dirigenza sanitaria non medica si attinga anche alle risorse attualmente destinate all’indennità di specificità infermieristica, una voce fondamentale per il riconoscimento economico e professionale della nostra categoria.
“È inaccettabile che, in un momento in cui già si registrano carenze di personale, turni massacranti e stipendi tra i più bassi d’Europa, si pensi di penalizzare ulteriormente gli infermieri per finanziare altre figure”, afferma Guidolin, giudicando l’emendamento un vero e proprio attacco alla professione sanitaria più sotto pressione del SSN.
Anche il sindacato Nursind, con il segretario nazionale Andrea Bottega, ha definito la proposta “assurda e inspiegabile”. La critica principale riguarda proprio il meccanismo di finanziamento: pur riconoscendo l’importanza di dotare il sistema di una dirigenza non medica adeguata, non si comprende perché debba essere a spese degli infermieri.
Secondo Nursind, sottrarre fondi all’indennità di specificità rischia non solo di indebolire ulteriormente una professione già in crisi strutturale, ma anche di compromettere l’attrattività verso le nuove generazioni, in un momento in cui l’emergenza infermieri è drammatica e i posti disponibili nelle facoltà di Infermieristica faticano a essere coperti.
La richiesta univoca delle sigle sindacali e di parlamentari come Guidolin è chiara: trovare altrove le risorse necessarie per finanziare la dirigenza non medica, senza intaccare i compensi e il riconoscimento di chi opera ogni giorno nei reparti e a contatto con i pazienti.
La partita è ora all’esame del Parlamento, e resta da vedere se l’emendamento resterà nel testo definitivo della legge di Bilancio o se verrà ritirato o modificato in risposta alle pressioni politiche e sindacali.
