La valutazione clinica infermieristica rappresenta uno dei cardini dell’assistenza moderna. Non si tratta di una mera raccolta di dati o di un’attività esecutiva subordinata ad altre figure professionali, ma di un processo tecnico-professionale autonomo attraverso il quale l’infermiere identifica i bisogni assistenziali, formula giudizi professionali e pianifica gli interventi necessari.
Sul piano giuridico, la valutazione infermieristica assume una rilevanza sempre maggiore, poiché costituisce il presupposto delle decisioni assistenziali e rappresenta uno degli elementi fondamentali nella determinazione delle responsabilità professionali.
Il fondamento normativo dell’autonomia professionale
L’infermiere esercita una professione sanitaria intellettuale fondata su autonomia, responsabilità e competenza.
I principali riferimenti normativi sono:
- Legge 42/1999;
- Legge 251/2000;
- Legge 43/2006;
- Codice Deontologico delle Professioni Infermieristiche.
Con il superamento del mansionario, la legittimazione dell’agire infermieristico non deriva più da un elenco di compiti predeterminati, ma da:
- profilo professionale;
- formazione universitaria;
- evidenze scientifiche;
- codice deontologico;
- competenze professionali acquisite.
In tale contesto, la valutazione infermieristica si configura come attività professionale propria e non delegata.
Natura giuridica della valutazione infermieristica
La valutazione clinica infermieristica comprende:
- raccolta dei dati;
- osservazione sistematica;
- interpretazione professionale;
- identificazione dei bisogni assistenziali;
- formulazione di giudizi infermieristici.
Dal punto di vista giuridico essa costituisce un atto professionale autonomo caratterizzato da discrezionalità tecnica.
La discrezionalità tecnica consiste nella capacità del professionista di applicare conoscenze scientifiche e competenze specialistiche per interpretare una situazione clinica e assumere decisioni assistenziali appropriate.
La valutazione, pertanto, non rappresenta una semplice registrazione di dati, ma un’attività professionale che comporta precise responsabilità.
Rilevanza giuridica della valutazione infermieristica
È importante chiarire un punto: la valutazione infermieristica non attribuisce all’infermiere una particolare “capacità giuridica”, poiché la capacità giuridica, nel diritto civile, appartiene a ogni persona dal momento della nascita.
Il tema corretto non è quindi la capacità giuridica dell’infermiere, ma la rilevanza giuridica della sua valutazione professionale.
La valutazione infermieristica assume rilievo giuridico perché produce effetti concreti all’interno del percorso assistenziale. Essa:
- orienta il piano assistenziale;
- determina le priorità di intervento;
- consente di individuare situazioni di rischio;
- può attivare percorsi clinico-assistenziali;
- contribuisce alla continuità delle cure;
- costituisce prova documentale dell’attività svolta.
In altre parole, quando l’infermiere valuta una persona assistita, non compie un’attività neutra o priva di conseguenze. Al contrario, formula un giudizio professionale che incide sulle decisioni assistenziali, sull’organizzazione degli interventi e sulla sicurezza del paziente.
Per tali ragioni, la valutazione infermieristica possiede un valore giuridico autonomo all’interno del percorso di cura.
La valutazione come fonte di responsabilità professionale
L’infermiere può essere chiamato a rispondere delle proprie valutazioni professionali.
Omessa valutazione
Si ha omessa valutazione quando non vengono rilevati dati clinicamente significativi che avrebbero dovuto essere identificati.
Ad esempio:
- mancata valutazione del rischio di caduta;
- mancata rilevazione di segni di deterioramento clinico;
- mancata identificazione di lesioni da pressione.
Errata valutazione
Si ha errata valutazione quando dati clinici evidenti vengono interpretati in modo negligente o non conforme alle conoscenze professionali.
Mancata rivalutazione
La valutazione infermieristica è un processo continuo.
La responsabilità può derivare anche dall’omesso monitoraggio dell’evoluzione clinica della persona assistita.
Valutazione infermieristica e responsabilità civile
In sede civile la valutazione infermieristica rappresenta uno degli elementi utilizzati per verificare:
- la correttezza dell’assistenza prestata;
- il rispetto delle buone pratiche professionali;
- l’adeguatezza della presa in carico assistenziale.
L’accertamento giudiziario si concentra sulla conformità della condotta infermieristica agli standard professionali richiesti.
Valutazione infermieristica e responsabilità penale
In ambito penale la valutazione assume rilievo quando un’omissione o un errore risultano causalmente collegati a un evento lesivo.
Tra le possibili conseguenze:
- aggravamento delle condizioni cliniche;
- lesioni personali;
- decesso della persona assistita.
L’oggetto dell’accertamento non è il risultato in sé, ma la correttezza del processo decisionale e valutativo adottato dal professionista.
Il valore probatorio della documentazione infermieristica
La rilevanza giuridica della valutazione trova la sua massima espressione nella documentazione sanitaria.
La documentazione infermieristica:
- dimostra l’attività svolta;
- documenta il ragionamento clinico-assistenziale;
- consente la ricostruzione degli eventi.
In ambito giudiziario assume particolare rilievo il principio secondo cui ciò che non viene documentato risulta difficilmente dimostrabile.
La registrazione della valutazione in cartella clinica costituisce quindi uno strumento essenziale di tutela sia per il paziente sia per il professionista.
La valutazione infermieristica come atto professionale certificativo
Parte della dottrina attribuisce alla valutazione infermieristica una limitata funzione certificativa.
Attraverso la documentazione l’infermiere attesta:
- dati osservati;
- condizioni cliniche rilevate;
- parametri misurati;
- giudizi assistenziali formulati.
Tali attestazioni assumono rilevanza giuridica in quanto confluiscono nella documentazione sanitaria ufficiale.
Conclusioni
Sul piano giuridico la valutazione infermieristica può essere definita come un atto professionale autonomo di discrezionalità tecnica mediante il quale l’infermiere accerta, interpreta e documenta i bisogni assistenziali della persona, assumendo responsabilità professionale per le decisioni conseguenti e producendo effetti giuridicamente rilevanti nell’ambito del percorso di cura.
La valutazione infermieristica non è subordinata alla diagnosi medica, ma costituisce una competenza professionale propria, dotata di autonoma rilevanza assistenziale, organizzativa, deontologica e giuridica.
Alfio Alfredo Stiro
Infermiere
