Secondo il sindacato , in Sicilia mancherebbero circa 2mila infermieri in servizio e 2mila tra oss e personale di supporto. Il rapporto infermiere-paziente è talvolta di 1 a 20, quando il quello ottimale dovrebbe essere di 1 a 6, determinando lo sforamento sistematico di reperibilità e straordinari per carenza di personale. E le nuove dotazioni organiche in corso di approvazione da parte delle aziende non stanno garantendo aumenti reali di personale.

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L’Assessore alla salute Manuela Lanzarin in conferenza stampa con il governatore Zaia dichiara di non avere nessuna intenzione di ritirarla, nonostante le numerose proteste che arrivano dal mondo sindacale e politico (M5S Mammì)

È stata pubblicata ieri, sul Bollettino ufficiale della Regione n. 45, la discussa delibera che istituisce il percorso di “Forma zione complementare in assistenza sanitaria dell’operatore socio-sanitario”. La delibera trasforma di fatto, con un mini corso online di 400 ore gli operatori socio sanitari in “piccoli” infermieri, trasferendo loro competenze proprie della professione infermieristica.

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La casa professionale degli infermieri italiani, in quanto tale, grazie ai servizi di NurseTimes è finalmente posta legittimamente sotto esame dai suoi iscritti finanziatori.

Anche le pareti schermate della FNOPI si dischiudono offrendo informazioni inaspettate e alcuni “altarini” svelati.

Si viene a conoscenza, da fonti attendibili che il portavoce della presidente Barbara Mangiacavalli, Tonino Aceti, dal 2019 sotto contratto con la FNOPI per – agganciare e costruire la rete politica della Fnopi – percepirebbe un compenso di circa 10mila euro al mese.

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Dopo una trattativa durata diversi mesi che ha visto impegnati allo stesso tavolo la Cisl confederele e le Federazioni Nazionali dei settori pubblici, nella notte del 4 aprile, è stato siglato un accordo con l’ARAN. Un Accordo importante e positivo che la Cisl ha tenacemente ricercato e voluto in quanto rappresenta una precondizione indispensabile per avviare il confronto col Governo e con la stessa ARAN sui rinnovi dei Contratti Nazionali ormai bloccati da sette anni.

Adesso al Governo viene meno l’alibi del mancato accordo sulla riduzione dei Comparti e delle Aree contrattuali nella Pubblica Amministrazione, così come disposto dal d.lgs 150 del 27/10/2009 (Legge Brunetta). In tal senso la Cisl ha già sollecitato la Ministra della Funzione Pubblica ad aprire un immediato confronto con le Organizzazioni Sindacali e ha formalmente chiesto di attivarsi per reperire adeguate risorse aggiuntive a quelle insufficienti previste dalla Legge di Stabilità del 2016 necessari per gli aumenti retributivi.

Con la firma dell’ipotesi di CCNQ per la definizione dei comparti di contrattazione e delle relative aree per il triennio 2016-2018 sono state individuate le nuove regole per la creazione dei nuovi comparti ed aree di contrattazione nel pubblico impiego. Si completa, con questa intesa, la messa a punto del quadro di riferimento entro cui svolgere le trattative per i contratti del lavoro pubblico, fermi da ormai troppo tempo e al cui rinnovo chiediamo che si proceda immediatamente. Ora il Governo, non avendo più l’alibi delle nuove regole da definire, avvii le trattative e si impegni a rendere disponibili le risorse necessarie per rinnovi contrattuali che non possono certo rimanere costretti da quanto consentono gli stanziamenti irrisori previsti nella legge di stabilità. Solo dotandoli di adeguate risorse i contratti possono diventare anche strumento fondamentale di sostegno ai processi di innovazione in ogni settore delle pubbliche amministrazioni e del lavoro pubblico.
L’intesa sottoscritta all’ARAN prevede quattro comparti e quattro aree che aggregano rispettivamente i dipendenti e i dirigenti delle Funzioni Centrali, Funzioni Locali, Istruzione e ricerca, Sanità.
Nel comparto e nell’area dedicata alle Funzioni Centrali è prevista la confluenza, oltre che dei ministeriali e dei dipendenti degli EPNE, anche rispettivamente dei dipendenti e dei dirigenti delle agenzie fiscali.
Nell’area delle Funzioni Locali confluiranno anche il personale dirigente tecnico, professionale e amministrativo delle amministrazioni del comparto Sanità, nonché i segretari comunali e provinciali i quali, in base alla legge di riforma della P. A., diventeranno dirigenti apicali degli enti locali.
L’area della Sanità è composta, invece, dai dirigenti medici, veterinari e sanitari delle amministrazioni del comparto Sanità, ad eccezione dunque dei dirigenti PTA che, come detto, si aggregano all’area Funzioni Locali, ai quali si aggiungono, nel rispetto delle loro specificità, i dirigenti delle professioni sanitarie.
Nel comparto Istruzione confluiscono i lavoratori della scuola (personale docente, educativo, ATA), dell’Università e AFAM (comprese Aziende Ospedaliero-Universitarie) e della Ricerca (EPR-compreso il personale già destinatario del contratto ricerca). L’area dell’istruzione e della ricerca comprende i Dirigenti dell’Amministrazione del Comparto istruzione e ricerca.
L’articolazione dei nuovi CC.CC.NN.LL. prevede una parte comune, riferita agli istituti applicabili ai lavoratori di tutte le amministrazioni afferenti al comparto o all’area. l’Ipotesi di Accordo ha previsto idonei strumenti affinchè la riduzione a 4 comparti e 4 aree non comporti un disperdersi delle professionalità e delle specificità del personale. Per disciplinare quei rapporti di lavoro o quelle specifiche professionalità che non siano pienamente o immediatamente uniformabili e che necessitano di una distinta, peculiare regolamentazione, è stata quindi prevista la creazione, in sede di contrattazione nazionale, di eventuali parti speciali o sezioni. Un percorso dunque che valorizza non solo la contrattazione nazionale, ma anche la contrattazione integrativa che dovrà riconoscere e valorizzare tali specificità.
Le Federazioni che organizzano all’interno della CISL i lavoratori del settore pubblico giudicano positivo e importante l’accordo raggiunto all’ARAN e, insieme alla Confederazione, si apprestano a rilanciare con forza l’iniziativa per ottenere dal Governo l’immediato avvio delle trattative per i rinnovi contrattuali.

Cisl Fp

Mentre crescono i contagi di Covid-19 nel mondo , con oltre 4,5 milioni di nuovi casi negli ultimi 7 giorni gli stati uniti chiedono la sospensione del vaccino Johnson&Johnson dopo alcuni casi di coagulazione.
La sospensione è legata a sei casi di sviluppo di una malattia rara nelle 2 settimane successive alla vaccinazione.
La Danimarca sospende definitivamente l’uso del vaccino AstraZeneca.
La Tv2 ha riferito che sarà diffuso il Piano vaccinale aggiornato, in cui non appare più il vaccino anglo-svedese.
La Germania raccomanda di somministrare agli oltre 2,2 milioni di under 60 che avevano ricevuto la prima dose con AstraZeneca
di fare il richiamo con vaccino di altro tipo.

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Riprendiamo e riportiamo per intero l’articolo pubblicato da Nurse times, riguardante la manifestazione a Piazza del Popolo dell’undici aprile, avvenuta sotto l’egida dell’Associazione “Sana e robusta costituzione”, dove partecipavano anche alcuni infermieri associati all’A.A.D.I., per contestare l’art. 4 del D.L. n. 44/2021. L’articolo è stato scritto e pubblicato da A.A.D.I..

AADI QUERELA FNOPI – INIZIA LA CACCIA ALLE STREGHE E SI PREPARANO I ROGHI DI PIAZZA
Oggi pomeriggio, appena terminata la manifestazione a Piazza del Popolo sotto l’egida dell’Associazione “Sana e robusta costituzione”, dove partecipavano anche alcuni infermieri associati all’A.A.D.I., per contestare e spiegare, tramite liberi interventi sul palco, i motivi legali e scientifici che rendono incostituzionale l’art. 4 del D.L. n. 44/2021, si è riunito il Direttivo dell’Associazione Avvocatura Degli Infermieri per preparare la querela contro la FNOPI.

 

Durante la manifestazione è stata spiegato e prodotto il Rapporto ISS COVID-19 n. 4/2021 del Ministero della Salute che manifesta serie perplessità sull’efficacia vaccinale e, cosa fondamentale, afferma che il vaccinato continua a trasmettere il virus nonostante il secondo richiamo, senza contare che non vi è sicurezza sulla copertura totale del vaccino (c.d. fallimento vaccinale affrontato dallo stesso Rapporto).

La ratio legis dell’art. 4 del D.L. n. 44/2021 si fonda sul presupposto che il sanitario vaccinato non sia più in grado di trasmettere il virus ai pazienti e, perciò, tale presupposto legislativo, alla luce del suesposto Rapporto, si palesa in contraddizione con le evidenze scientifiche evidenziate dal comitato scientifico ministeriale.

La manifestazione è stata, quindi, utile per incontrare i sanitari che sollevano dubbi sull’obbligo vaccinale e sull’efficacia e la sicurezza del vaccino, anche in considerazione dei sempre più numerosi eventi avversi, anche infausti, subiti a ridosso del vaccino.
Pertanto, si è convenuto, per chi intenda procedere contro l’art. 4 del D.L. n. 44/2021, di rifiutare la vaccinazione e, nelle more dei provvedimenti demansionanti o sospensivi datoriali pervisti dal decreto, di adire il giudice del lavoro, chiedendo, all’uopo, il rinvio alla Corte costituzionale per gli evidenti conflitti sopra eccepiti.

La manifestazione in parola è stata regolarmente autorizzata da Roma Capitale e dalla Questura, videotrasmessa in diretta da SKYTG24, in presenza di numerose forze di polizia stazionanti nei pressi della manifestazione e si è svolta del tutto pacificamente.

La Federazione degli Ordini Professionali degli Infermieri (d’ora in poi FNOPI), ente di diritto pubblico, rappresentato legalmente dalla Presidente dott.ssa Barbara Mangiacavalli, ha diffuso un comunicato inerente tale manifestazione, che è oggetto di querela per le minacce proferite da chi dovrebbe difenderci e non perseguitarci.

Nel comunicato FNOPI, riportato anche sulla rivista infermieristica Nursetimes, si stigmatizza la manifestazione e si proferiscono minacce su presupposti pseudoscientifici del tutto fuorvianti, non veri e precisamente:
– “Gli infermieri sono dalla parte della scienza e supportano l’adesione consapevole alla vaccinazione”. La scienza afferma che non ci sono prove scientifiche sull’efficacia vaccinale e sulle conseguenze degli effetti del mRNA sull’uomo. Come chiaramente affermato nel Rapporto ministeriale, il vaccino non protegge chi viene a contatto con il vaccinato né protegge al 100% lo stesso vaccinato. Quindi la FNOPI propugna visioni del tutto personali e antiscientifiche sul vaccino anti COVID;

– “La FNOPI rifiuta e stigmatizza l’immagine data alla manifestazione … gli infermieri presenti al raduno dovranno renderne conto agli Ordini Professionali … ai quali la federazione darà tutto il supporto necessario per operare con il massimo rigore”. Minacciare provvedimenti disciplinari nei confronti di chi manifesta liberamente e rispetta la legge sui raduni autorizzati, commette reato in quanto si pretende di imporre la propria arbitraria visione, addirittura errata alla luce delle informazioni succitate, su una questione dibattuta, paventando punizioni e pregiudizi professionali e patrimoniali (sospensione e radiazione dall’esercizio della professione) contro coloro che non hanno fatto altro che manifestare liberamente il proprio pensiero, creando libero comitati ed associazioni professionali e culturali, del tutto legittimi e legali, dedicate allo studio della materia attualmente dibattuta.

L’abuso di potere e la coercizione psicologica realizzata mediante ingiusta minaccia, nei riguardi di chi, esercitando la libertà costituzionale di riunirsi pacificamente e di manifestare il proprio libero pensiero nei limiti della continenza e della verità, non possono essere tollerate soprattutto se provengono da una istituzione pubblica come la FNOPI che ha, invece, il dovere di promuovere la critica e il confronto professionale e scientifico e proteggere la libertà di pensiero quando la materia è ancora dibattuta e non vi sono certezze scientifiche.

Ricordiamo alla spettabile FNOPI che: “I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi. Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso. Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica” (art. 17 Cost.).

Gli infermieri si sono radunati senza armi, con le dovute autorizzazioni e pacificamente.

Nessuna censura può essere mossa perché nessuna norma permette alla FNOPI di creare regole superiori alla Carta costituzionale o di derogare ai principi fissati dai Padri costituzionalisti, anche secondo il brocardo: sine pena sine lege.
Uniformare la collettività pensante all’unico modello ideologico imposto dalla FNOPI è squadrismo.

Le intimidazioni e le punizioni bulgare minacciate, nonostante le sanzioni ordinistiche siano tassativamente previste dalla legge per specifiche infrazioni, tra i quali non rientra certamente la libertà di pensiero, non sono lecite e devono essere perseguite.

Ora la parola alla Procura della Repubblica!

Fonte Nurse Times

 

 

 

 

 

 

 

Gli Ordini professionali sono enti pubblici non economici

posto “sotto l’alta vigilanza del Ministero della salute”, la cui funzione principale consiste nel garantire il cittadino circa la professionalità e la competenza dei professionisti che svolgono attività dedicate nel campo della tecnica, della salute, della legge.

le  principali attribuzioni assegnate dalla legge all’ordine sono:

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Il presidente dell’ordine degli infermieri di Salerno dott. Cosimo Cicia, contesta a stretto giro di posta l’ordine di servizio redatto dal direttore dell’U.O.C. di Ostetricia e Ginecologia Dr. Gennaro Auriemma rivolto a infermieri e ostetriche.

 

 

 

 

 

 

 

Tale ordine di servizio denota , oltre la scarsa conoscenza dei profili professionali degli infermieri ed ostetriche, una malevole intenzione atta a screditare, denigrare e demansionare le suddette figure professionali. Per la tutela dell’immagine, del decoro e soprattutto  della salute pubblica, l’ordine professionale, nella persona del suo presidente, contesta prontamente l’illegittimità dell’ordine di servizio emanato dal direttore dell’UO complessa di ginecologia.

A seguire la nota del presidente Opi Salerno, Cosimo Cicia:

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Le mansioni di igiene domestico-alberghi non sono mai state attribuite all’Infermiere ex professionale, oggi laureato, neanche ai tempi del mansionario! Nel DPR 225/74 tali mansioni erano già affidate all’Infermiere Generico: Titolo V, art.6, (comma a): “assistenza completa al malato,

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