Il 21 giugno di quest’anno è stata pubblicata una sentenza della Cassazione (di riforma della Corte d’Appello di Campobasso) che rimedia ad un evidente errore di individuazione del diritto, oggetto del giudizio da parte dei giudici di merito, la cui lettura ci permette di verificare come spesso si debba attendere un giudizio di Cassazione per individuare l’interesse giuridicamente protetto in relazione ad un danno da lavoro.
Il caso esaminato dall’Alta Corte (Cass. Civ. n. 17605/2021) investe un lavoratore che, dopo aver subito un infortunio nel lontano 1991, subisce un intervento chirurgico, accompagnato da una necessaria trasfusione di sangue, a seguito della quale scopre soltanto nel 2008 di aver contratto una grave forma di epatopatia da Hcv, che lo avrebbe poi portato al decesso nel 2011.
Poiché l’infezione e quindi la morte del lavoratore, erano collegate all’infortunio subìto nel 1991, la vedova del lavoratore aveva presentato all’INAIL istanza di rendita ai superstiti ma, dopo un primo riconoscimento in fase giudiziaria, la Corte di Appello di Campobasso aveva ribaltato la pronuncia, affermando che l’epatopatia era stata accertata oltre il termine decennale per avanzare pretese, fissato dall’art. 83 del Testo Unico sulla sicurezza n. 1124/65 e che nell’infortunio del 1991 non c’era stata esposizione a tale rischio patogeno.

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La ricetta infermieristica non è solo appannaggio dei paesi anglosassoni e della Scandinavia. Nell’Unione Europea è diffusa e prevista da precise direttive. Che in Italia non si applicano. Il dibattito lo apre un comunicato del sindacato infermieristico Nursing Up guidato da Antonio De Palma. Per farmaci o dispositivi, la ricetta dell’infermiere in Europa è oggi diffusa in Danimarca, Norvegia, Svezia, Estonia, Finlandia, Regno Unito, Irlanda ma anche Olanda, Francia, Cipro; da qualche giorno la ammette la comunità di Madrid, prima autonomia in Spagna. In Gran Bretagna l’infermiere prescrive da 30 anni e in Svezia da 28. Metà dei paesi UE affronta l’aumento delle cronicità e delle incombenze d’équipe estendendo la ricetta all’infermiere. Alcuni paesi abilitano solo l’infermiere specialista nella sua branca, altre chi ha la laurea magistrale, in altre si prescrive anche con la laurea triennale. Più ancora del medicinale è diffusa la prescrizione di dispositivi sanitari. Per armonizzare le diverse situazioni nel 2011 è arrivata la direttiva europea 83; l’Italia avrebbe dovuto conformarsi entro il 25 ottobre 2013 ma non lo ha mai fatto. De Palma sottolinea come per rimediare si dovrebbe prevedere la prescrizione diretta sia di presidi per l’assistenza infermieristica, della quale l’infermiere è titolare e responsabile, sia di farmaci sulla base di protocolli condivisi con i medici. Doctor33 ha chiesto un commento a Maurizio Zega Presidente dell’Ordine degli Infermieri di Roma e coordinatore del gruppo di lavoro sulla prescrizione infermieristica della Federazione FNOPI che effettuò qualche anno fa il primo sondaggio in materia a livello europeo. «Il quadro normativo italiano è anacronistico. Tra i retropensieri in Italia c’è un po’ la diffidenza sul “nuovo”, ma ricordo che in Europa tra i pur diversi criteri che regolano la prescrizione infermieristica, il comune denominatore è che all’infermiere si chiedono capacità professionali certificate e acquisite in corsi di specializzazione approfonditi. Altro timore, di chi poco conosce i meccanismi della spesa: allargando il novero dei prescrittori il SSN potrebbe finire in passivo. Invece avviene il contrario: dove prescrive l’infermiere si risparmia».

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Oggetto: L. 234/2021 Art. 1 c. 268 lett. b – richiesta convocazione.
Gentile Assessore,

salutiamo con i migliori auspici la Sua designazione alla guida dell’Assessorato alla Salute.
Tante e tutte rilevanti sono le questioni, che riguardano la nostra sfera di responsabilità, di cui Ella sarà chiamata ad
occuparsi.

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I primi a beneficiare di una nomina a tempo indeterminato sono 13 medici di varie discipline: dall’Anatomia Patologica alla Chirurgia Generale, dalla Pneumologia alla Chirurgia Plastica, dalla Neuroradiologia all’Oculistica, dall’Oncologia all’Ortopedia e Traumatologia fino alla Pediatria

stabilizzazione del personale sanitario in possesso dei requisiti previsti dalla recente normativa per la valorizzazione della professionalità dei sanitari impegnati anche durante l’emergenza Covid. I primi a beneficiare di una nomina a tempo indeterminato sono 13 medici di varie discipline: dall’Anatomia Patologica alla Chirurgia Generale, dalla Pneumologia alla Chirurgia Plastica, dalla Neuroradiologia all’Oculistica, dall’Oncologia all’Ortopedia e Traumatologia fino alla Pediatria.

La delibera del direttore generale dell’Azienda Cannizzaro Salvatore Giuffrida, datata 11 novembre, fa seguito all’avviso interno per la ricognizione del personale “precario” del ruolo sanitario e degli operatori socio-sanitari, pubblicato nei mesi scorsi. Secondo il quadro normativo nazionale e gli atti di indirizzo dell’Assessorato Regionale, la stabilizzazione risulta applicabile a quanto siano stati assunti a tempo determinato con procedure concorsuali e abbia maturato al 30 giugno 2022 almeno 18 mesi di servizio alle dipendenze di un ente del Servizio Sanitario Nazionale, di cui almeno sei a partire da gennaio 2020. I 13 medici, che nei prossimi giorni firmeranno il contratto a tempo indeterminato, andranno a coprire altrettanti posti nella dotazione organica finora coperti a tempo determinato, mantenendo dunque inalterata la spesa.

“Con le prime stabilizzazioni – ha detto il Direttore Generale Giuffrida – si valorizza la professionalità di dirigenti medici il cui apporto alle attività dell’Ospedale Cannizzaro è prezioso ed è stato fondamentale anche nel periodo più recente caratterizzato dall’emergenza pandemica. Gli uffici stanno proseguendo il lavoro già avviato per esaminare le istanze delle altre figure del ruolo sanitario e dagli operatori socio-sanitari, pervenute a seguito dell’avviso di ricognizione. A breve, pertanto, altri dipendenti – conclude il dott. Giuffrida – potranno finalmente mettere fine al periodo di precariato”.

Redazione NurseNews.eu

 

 

 

 

 

 

 

 

Coinvolti oltre la metà degli ospedali. Duro colpo per governo.

 

LONDRA, 09 NOV – Gli infermieri del Regno Unito hanno votato in favore del primo sciopero su scala nazionale nei 106 anni di storia del loro sindacato di categoria, il Royal College of Nursing (RCN). Anche loro, come molti altri lavoratori delle diverse categorie professionali del Paese, chiedono un adeguamento salariale all’inflazione record.
Lo sciopero senza precedenti, previsto entro la fine dell’anno, coinvolgerà gli iscritti dell’RCN in più della metà degli ospedali nel Regno, come si legge sul sito della Bbc.

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Renato Schifani Presidente della Regione Siciliana sul potenziale e futuro  assessore alla salute Giovanna Volo: «Ritengo possa dare una forte spinta ai temi delicati della sanità pubblica, dalle liste d’attesa alle aree d’emergenza»».

PALERMO.«Allo stato attuale  sono fortemente concentrato su una figura che credo abbia le caratteristiche per potere rivestire questo ruolo, la dottoressa Giovanna Volo, che è stata manager della sanità, competente, apprezzata da tutto il mondo della sanità pubblica e non ha mai fatto politica. Ritengo possa dare il proprio contributo al nostro governo e una forte spinta ai temi delicati della sanità pubblica, dalle liste d’attesa alle aree d’emergenza».

Il Presidente della Regione ha sottolineato: «Occorre dare attenzione a quegli aspetti privati della diagnostica strumentale che potrebbero, se finanziati, ridurre le liste d’attesa degli ospedali. Ci siamo già confrontati e devo dire che ho trovato in lei grande competenza ma anche grande disponibilità a rivedere alcuni temi. Non voglio che nella sanità ci siano scontri tra pubblico e privato, che devono integrarsi tra di loro. Non ci devono mai essere steccati quando si parla della salute dei cittadini».
Insomma, sembra mancare solo il timbro dell’ufficialità per Giovanna Volo, una lunga e qualificata carriera che si era conclusa nel mese di dicembre di due anni fa quando, come reso noto in anteprima da Insanitas (clicca qui) era andata in quiescenza. Il suo ultimo incarico era stata la direzione sanitaria del Policlinico Giaccone di Palermo.

Originaria di Caltanissetta, laureata in “Medicina e Chirurgia” all’Università di Palermo nel 1982 e  successivamente specializzata in ematologia clinica ed in igiene e sanità pubblica, Giovanna Volo ha una lunga carriera alle spalle che l’ha vista ricoprire il ruolo di direttore sanitario in diverse importanti strutture ospedaliere siciliane come i Policlinici di Palermo e Messina, l’Arnas Civico e l’Asp di Palermo, l’ospedale Ingrassia, il “Cimino” di Termini Imerese, l’Oasi di Troina e l’Asp di Enna.
«La giunta sarà presentata tra fine settimana e lunedì prossimo, mentre mercoledì ci sarà il giuramento degli assessori all’Ars. I tempi sono scanditi, sono perentori. Occorreva partire e siamo partiti» ha dichiarato Schifani a margine della prima seduta della nuova Ars, che ha eletto presidente Gaetano Galvagno.

 

Redazione NurseNews.eu

 

 

 

 

 

 

 

 

«L’aggressione alle poliziotte è solo l’ultimo caso di intolleranza nei confronti dei rappresentanti delle forze dell’ordine a Catania, anche se sono casi che vanno contestualizzati e non generalizzati. Atteggiamenti che stanno diventando pericolosamente frequenti in tutte le grandi città, probabile espressione di un diffuso disagio sociale, su cui le forze dell’ordine sanno dare immediata, giusta e professionale risposta.

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La Corte di Cassazione, con Sentenza n. 5547 del 2021, ha stabilito che il buono pasto sostitutivo spetta anche al lavoratore (Medici, Infermieri, Oss, Professioni Sanitarie e altre categorie) che effettua un orario di lavoro giornaliero eccedente le 6 ore.

La Corte ha chiarito che il lavoratore deve essere risarcito se non può usufruire del servizio mensa o se, per ragioni di servizio, non riesce a fare la pausa.

Questi i fatti di causa.

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Lettera alla redazione