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I circa 200 medici militari impiegati, uno per ogni sito individuato, sono uno spreco che il Paese non si può permettere in questa seconda ondata di emergenza da SARS–CoV-2.

Al di là delle encomiabili buone intenzioni del ministro della Difesa Guerini, l’impiego dei medici militari nei 200 Drive Through per effettuare i tamponi rino/oro-faringei per i test molecolari ai cittadini di tutte le regioni dell’Italia, a distanza di un mese dal suo avvio, è un aspetto da riconsiderare.

 

Sfugge il motivo per cui tale servizio sia stato concepito in modo completamente difforme da quanto previsto dalle regioni. Infatti, mentre i modelli organizzativi da queste adottati hanno presupposto che il personale sanitario che opera sia composto dalla figura professionale dell’infermiere, in numero di due unità per turno di lavoro, per l’operazione militare denominata Igea, sono stati previsti, oltre a due sottufficiali infermieri, anche un ufficiale medico con compiti amministrativi e di coordinamento.

La normativa vigente riconosce all’infermiere militare autonomia ed elevate responsabilità, infatti in qualità di infermiere: “…svolge con autonomia professionale le specifiche funzioni ed è articolato in conformità a quanto previsto dalla legge 1° febbraio 2006, n. 43…” (COM, D. Lgs. 66/2010, art. 212); in qualità di maresciallo: gli sono attribuite funzioni di indirizzo del personale ed espleta incarichi di elevata specializzazione; da primo maresciallo e luogotenente gli sono attribuite funzioni che implicano un maggior livello di responsabilità: sono i diretti collaboratori di superiori gerarchici, che possono sostituire in caso di impedimento o di assenza; assolvono, in via prioritaria, funzioni di indirizzo o di coordinamento con piena responsabilità per l’attività svolta; possono assolvere in autonomia incarichi di comando commisurati al grado e al loro livello di responsabilità; possono assolvere funzioni di rappresentanza istituzionale in consessi interni ed esterni alla Difesa, nei settori tecnici, amministrativi e operativi (D. Lgs. 66/2010, art. 839).

Nell’ambito militare, purtroppo, persiste una notevole resistenza ad affidare al personale infermieristico (ruolo marescialli) incarichi organizzativi anche marginali. La particolare organizzazione gerarchizzata della Sanità militare unisce il ferreo medico-centrismo al marcato ufficiale-centrismo e fa da moltiplicatore alle difficoltà che si incontrano per arrivare ad un auspicabile, reale cambiamento per rendere più efficace il sistema. Una visione miope ampiamente superata nel Sistema Sanitario Nazionale dove gli Infermieri ricoprono incarichi e attività di altissima responsabilità: Direttori Generale nelle USL, vicepresidente del Consiglio Superiore di Sanità, Dirigenti dei Servizi Infermieristici Tecnico Riabilitativi Aziendali con centinaia di persone da coordinare e organizzare, coordinatori di unità complesse, gestione di pazienti critici con funzioni assistenziali avanzate, ecc.

L’impiego del personale della Sanità militare a supporto dei Servizi Sanitari Regionali sicuramente si protrarrà nel tempo sul fronte dell’emergenza coronavirus come preannunciato dallo stesso Ministro Guerini. Sarebbe logico razionalizzare le risorse ed aggiustare il tiro dell’importante intervento che la Sanità militare sta effettuando a supporto dei cittadini.

I compiti cui sono deputati gli Ufficiali medici nei DTD come: la gestione degli appuntamenti, l’approvvigionamento dei materiali, il corretto funzionamento dei sistemi informatici, la gestione dei rifiuti speciali, ecc.; potrebbero essere tranquillamente svolti dagli stessi infermieri militari come è stato fatto dai coordinatori infermieristici delle ASL che hanno gestito tali servizi prima che la Difesa ne assumesse la conduzione. In questo modo si libererebbero i circa 200 medici che potrebbero essere impiegati sul territorio o negli ospedali per dare un aiuto concreto nella diagnosi e nella cura dei cittadini affetti da Covid–19. In questo modo il contributo della Difesa sarebbe sicuramente più utile ed apprezzato dalle organizzazioni sanitarie e dal personale del SSN che ormai sembra essere allo stremo.

Fonte

Sindacati dei militari

Redazioni NurseNews.Eu

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Catania, due vittime tra i professionisti sanitari. Il farmacista Antonio Pampallona e l’infermiera Cinzia Grillo sono stati uccisi dal Covid-19.Inutile la terapia.

L’ennesime morti tra chi, in prima linea, sta combattendo contro il coronavirus. Tra i sanitari, in alcune strutture, circa il 20% dei lavoratori sono positivi al covid.

 

IL Farmacista

Tanti i lutti, che aumentano giorno dopo giorno. Pampallona, per esempio, è il diciottesimo farmacista a perdere la vita, prima di lui era stato Rosario Guastella, farmacista di Vittoria, a essere ucciso dal Covid.

 

L’infermiera

Cinzia Grillo, 58 anni, infermiera, professionista molto apprezzata al Policlinico, non cel’ha fatta neanche con  l’infusione di plasma. Le sue condizioni sono peggiorate negli ultimi giorni. Molti colleghi avevano dato il via alla ricerca di plasma iperimmune, ma è stato tutto inutile.P

Gli ultimi rapporti Inail ci dicono che sono piu di 60 gli infermieri caduti in servizio.

NurseNews. Eu

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“Nessuna ‘offesa’ per le altre professioni sanitarie. L’indennità infermieristica riconosce uno stato di fatto di un modello di assistenza che nel mondo è proprio all’assistenza degli infermieri. In questo momento i cittadini hanno bisogno di professionisti coesi, orientati alla loro salute e non limitati in particolarismi e gelosie”. Così la presidente degli infermieri commenta la misura contenuta nella manovra a seguito delle polemiche sollevate da altra Federazione.

“L’indennità infermieristica prevista nella legge di bilancio 2021 non è ‘un’offesa verso le altre professioni’ come è stato dichiarato in modo del tutto fuori luogo dal presidente di altra Federazione: l’infermiere assiste clinicamente, organizzativamente, psicologicamente e socialmente h24 le persone che hanno bisogni sanitari di ogni tipo ed è l’unica professione che lo fa”, così in una nota la Fnopi rispone a distanza di qualche giorno alla forte presa di posizione del rpesidente della Federazione Tsrm-Pstrp Alessandro Beux contro la manovra di Bilancio che contempla un’indennità per gli infermieri .

Nella nota si spiega che “la Fnopi ha chiesto da tempo ormai un’area infermieristica separata di cui l’indennità è la prima pietra. Che a quanto pare, creando una situazione di fatto diversa in analogia con quella della dirigenza, è anche più utile per evitare attriti tra professionisti tra i quali invece dovrebbe esserci esclusivamente collaborazione e sinergia”.

“Questo – sottolinea la Federazione degli infermieri – il ministro della Salute Roberto Speranza lo sa e di questo ancora una volta lo ringraziamo, e lo sa tutto il Governo, come dimostra la scelta di inserire l’indennità nella manovra, che comunque, come già anticipato, deve essere ulteriormente rafforzata”.

“Gli infermieri nella pandemia – e in ogni momento dell’assistenza anche non-Covid – sono stati sempre presenti accanto alla persona, come dimostrano anche purtroppo il numero di decessi e contagi, ogni istante della giornata a prescindere dalla sua situazione, della sua patologia, delle sue necessità che non solo monitora, ma coordina, richiedendo l’intervento nel caso e in base alle necessità di altri professionisti con funzioni diverse secondo le esigenze”, prosegue Fnopi.

“Nessun’offesa quindi, ma esclusivamente il riconoscimento di un’attività completa, complessa e diversa rispetto a quella delle altre professioni. “Il Parlamento – aggiunge la Fnopi – sostenga senza tentennamenti l’indennità di specificità infermieristica. Su questo la comunità infermieristica valuterà attentamente le scelte della politica, senza dare spazio a populismi o generalizzazioni che non hanno ragion d’essere in funzione delle peculiarità e della formazione professionale”.

“L’indennità infermieristica riconosce uno stato di fatto di un modello di assistenza che nel mondo è proprio all’assistenza degli infermieri. In questo momento – conclude la Fnopi – i cittadini hanno bisogno di professionisti coesi, orientati alla loro salute e non limitati in particolarismi e gelosie”.

Fnopi.

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H19:30 ennesimo turno, solito rituale:
Tuta, ffp3, cerotti per far aderire nel miglior modo possibile la mascherina, cuffia chirurgica, 3 paia di guanti, visiera e stivali, ancora una volta sono rimasti solo gli occhi per comunicare, nulla è più come prima da mesi ormai e per quanto mi riguarda non so se mai più lo sarà (anche quando tutto questo sarà finito!).
Passaggio delle consegne e si inizia con il giro parametri.

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Shock sull’audio di Mario La Rocca, si indaga per scoprire la verità sui dati

Un audio shock, pubblicato da il giornale La Sicilia, ha messo nei guai Mario La Rocca, dirigente generale del dipartimento Pianificazione strategica della Regione siciliana. Le sue parole sui posti letto in terapia intensiva e sui dati da fornire al Governo, che in quel momento staca decidendo se far rientrare il territorio in zona rossa o arancione, potrebbero aver compromesso la valutazione finale, mettendo seriamente a rischio la salute pubblica dei cittadini.

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Su iniziativa di Barbara Guidolin (M5S), È stato presentato il 16 Novembre, presso il Senato della Repubblica Italiana, il disegno di legge N 1966, per la riforma della figura e del profilo dell’operatore socio-sanitario.

In particolare si legge:

“.. tale professione, ha subito numerosi mutamenti, i quali devono essere al più
PRESTO RECEPITI a livello normativo,

la suddetta figura si occupa FREQUENTEMENTE – su indicazione dell’infermiere – della
somministrazione della terapia o di semplici medicazioni, agendo di fatto, con un mansionario diverso
da quelle espressamente previste dall’ accordo del 2001.. ”

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Primi indizi sulla presenza di astrogliosi nei pazienti Covid-19, ma sull’associazione tra i due eventi occorrono altre ricerche.

Uno studio tedesco realizzato in collaborazione tra i diversi dipartimenti della Clinica Universitaria di Amburgo-Eppendorf e della Facoltà di Medicina dell’Università di Friburgo, pubblicato su The Lancet Neurology, si è posto l’obiettivo di indagare le caratteristiche neuropatologiche del COVID-19, inclusa la risposta gliale, i cambiamenti infiammatori, la presenza e la distribuzione del virus nell’encefalo in soggetti deceduti a causa di COVID-19.

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                  coronavirus, È stato raggiunto e sottoscritto, infatti, l'accordo tra le organizzazioni sindacali, Cgl Cisl Uil e la Regione Sicilia . Il ...

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Covid-19:ancora morti di operatori sanitari in prima linea.Un 'infermiera e un farmacista caduti per servizio.

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Indennità Infermieristica. È polemica tra infermieri e altre professioni sanitarie. 

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Sanità Sicilia, audio shock. Sudano, Italia Viva:le dichiarazioni di La Rocca sono gravissime se vere. .

                  "Le #dichiarazioni rilasciate all’ANSA dal Direttore #MarioLaRocca sono #gravissime se fossero vere. Immagino che per farle abbia già denunciato tutto ...

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Covid:La Rocca passa all'attacco e accusa alcuni medici e manager Siciliani: «Non facevano nulla»

                      Il dirigente generale della sanità Siciliana La Rocca: «C'è chi ha prodotto cartelle cliniche false per non svuotare i reparti. ...

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Infermieri e pazienti Covid:H19:30 ennesimo turno, solito rituale.

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Si alla riforma della figura e del profilo socio sanitario. Ma no alla sovrapposizione di competenze tipiche e riservate di altre professioni.

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Lettera alla redazione