Il processo di nursing è una serie di fasi pianificate che si avvale del problem solving per fornire un’assistenza personalizzata e centrata sulla persona. E’ un procedimento ciclico, che fa riferimento a metodi scientifici.

Le fasi del processo di nursing sono:
raccolta ed analisi dei dati
diagnosi infermieristiche
pianificazione
attuazione
valutazione finale
L’accertamento consiste nella raccolta e classificazione dei dati e conduce alla fase successiva che è la formulazione della diagnosi. In seguito l’infermiere stabilisce il piano di assistenza, seguito dall’esecuzione (o intervento). La valutazione è l’ultima fase. Raccogliere dati ed informazioni in modo continuo e di registrarli opportunamente. Il piano di assistenza elaborato deve includere gli obiettivi che derivano dalle diagnosi infermieristiche. Il piano di assistenza deve comprendere le priorità degli interventi necessari a raggiungere determinati obiettivi. L’utente stesso deve essere coinvolto nella sua promozione della salute, e collaborare con l’equipe sanitaria.
La raccolta e la classificazione dei dati sono guidate dai concetti fondamentali della disciplina infermieristica e sono finalizzate ad ottenere informazioni relative al paziente, considerando i fattoti fisici, psicologici, socioculturali ed emotivi che possono influenzare il suo stato di salute. L’accertamento serve inoltre a indagare il grado di autonomia dell’individuo nel soddisfacimento del bisogno, al fine di poter esprimere un giudizio infermieristico clinico e pianificare così azioni che siano di sostegno, guida, compensazione o sostituzione.
La raccolta dati si avvale dell’osservazione, dell’intervista e dell’esame obiettivo. In questa fase si può fare riferimento alla classificazione dei bisogni di Maslow, secondo cui tutti gli uomini hanno in comune un ordine gerarchico dei bisogni fondamentali da soddisfare. Questa scala di bisogni è suddivisa in cinque livelli:
Bisogni fisiologici
Bisogni di sicurezza e protezione
Bisogni di appartenenza
Bisogni di autostima
Bisogni di autorealizzazione

Per la raccolta dati, l’osservazione produce dati oggettivi. I dati soggettivi sono quelli riferiti direttamente dall’utente e dalla famiglia. Altre informazioni utili sono ricavate dalle precedenti cartelle cliniche, da riviste professionali e testi specializzati. Stato della cute, colorito, temperatura corporea, difficoltà nella respirazione, e quant’altro, sono da tenere in considerazione in questa prima fase del processo di nursing.

Nell’intervista è importante saper fare domande ed ascoltare. Le domande devono essere poste in modo da avere una risposta più esauriente possibile, per completare il quadro dello stato di salute in modo esauriente.

Con l’esame obiettivo si raccolgono ulteriori dati oggettivi. In questo caso si deve garantire una buona privacy dell’utente, eliminando ogni forma di interferenza con l’ambiente esterno. Generalmente si utilizza l’approccio cefalocaudale, salvo poi esaminare per prima cosa ciò che in quel momento merita la priorità assoluta, come può essere una ferita sanguinante o un drenaggi da medicare. Si ricorre all’auscultazione mediante stetoscopio, per ascoltare i suoni provenienti da intestini, cuore e polmoni. Con la palpazione si ricavano informazioni sulla consistenza di organi, la loro posizione, contrazione addominale e presenza di dolore. Inoltre, la percussione consente di intuire la presenza di gas intestinale se si percepisce un suono come un tamburo.

Fare diagnosi infermieristica vuol dire descrivere le risposte, i segni, i sintomi che indicano un effettivo o potenziale (rischio) problema di salute e identificare le cure più appropriate per risolverlo.
La formulazione della diagnosi infermieristica è il logico ampliamento della raccolta dati relativi all’accertamento. Durante l’accertamento avete posto ogni domanda relativa all’anamnesi, svolto ogni esame tecnico riguardante le condizioni fisiche, preso in considerazione ogni risultato dei test di laboratorio ed effettuato un’osservazione attenta e perspicace sulle condizioni generali individuali…
Attraverso:

Analisi dei dati
Interpretazione dei dati raccolti
Individuazione del problema
Formulazione degli obiettivi

E’ un processo di analisi dei dati ed identificazione dei problemi a cui si ricorre per formulare giudizi sulle reazioni dell’utente di fronte ai problemi reali o potenziali. I dati raccolti, vengono così analizzati per verificare la loro accuratezza. In caso di incompletezze, omissioni o delle incongruenze, bisogna tornare indietro per raccogliere i dati mancanti. Successivamente si determina se i dati sono nella norma, se lo stato di salute dell’utente si sia alterato rispetto al passato. Vengono, quindi, identificati gli ambiti che richiedono l’intervento infermieristico. Per far questo, si ricorre alle teorie del nursing, ai principi scientifici e all’esperienza maturata. Ricordiamo che la diagnosi infermieristica è la rilevazione di un problema reale o potenziale, che richiede un intervento dell’infermiere per essere risolto totalmente o parzialmente. Per elaborare tali diagnosi, intuito l’ambito in cui ci si trova, si ricorre ai modelli rilasciati dal NANDA. Varie sono le tipologie di diagnosi infermieristiche identificate; il NANDA ci propone tre modelli di diagnosi.
Attuali o reali -Rappresentano una condizione convalidata clinicamente.
Rischio o rischio elevato – Consistono nel giudizio clinico secondo il quale una persona, una famiglia o una comunità è vulnerabile nei confronti di un certo problema.
Benessere – Consistono in un giudizio clinico riguardante una persona, una famiglia o una comunità in transizione da un livello specifico di benessere ad un livello superiore. Riguardano quindi le diagnosi relative alla promozione della salute. Devono in questo caso essere presenti due elementi:
il desiderio di un maggior livello di benessere
la presenza di una condizione o funzione efficace, cioè di potenzialità personali e ambientali per migliorare la situazione
I problemi collaborativi sono, infine, problematiche che vengono trattate in collaborazione con altri specialisti. I medici prescrivono determinate cure e trattamenti, ma poi è compito dell’infermiere di eseguirli ed adattarli alla situazione.

Le diagnosi reali si costruiscono mettendo insieme il problema dell’utente con le cause (se conosciute). Se il problema è la scarsa integrità cutanea e la causa è l’immobilità, la diagnosi reale sarà: scarsa integrità cutanea dovuta all’immobilità fisica. Con un modello simile, denominato PES, si giunge alla diagnosi mettendo insieme problema, eziologia, segni e sintomi: scarsa integrità cutanea dovuta all’immobilità fisica, che si manifesta con ulcerazioni cutanee dei gomiti e del coccige.

Riassumendo, per formulare una diagnosi infermieristica occorre seguire i seguenti punti:
rivedere la raccolta dati
identificare un problema
consultare l’elenco del NANDA
individuare la causa, se conosciuta
individuare segni e sintomi, se necessario
la terza fase del processo di nursing è data dalla pianificazione. Si valuta, a questo livello, la capacità dell’utente, della famiglia, il personale infermieristico a disposizione, le attrezzature necessarie, abilità personali, credenze e valori. Il piano sarà elaborato in modo che l’assistenza garantita sia personalizzata e realistica. Stadi della pianificazione:
fissare le priorità, in caso di molti bisogni
fissare gli obiettivi
pianificare l’intervento infermieristico
Le priorità possono essere di livello alto, medio e basso. Andranno, chiaramente, soddisfatti i bisogni primari prima di quelli secondari; alcuni bisogni sono correlati tra loro, e soddisfando l’uno si riesce a risolvere anche l’altro. Quando si parla di bisogni, si pensa alla scala gerarchica di Maslow, che può essere usata come riferimento per pianificare l’assistenza infermieristica. Si fissano, così, gli obiettivi in modo da coinvolge l’utente e garantire la piena collaborazione con l’equipe sanitaria. L’infermiere deve essere in grado di educare l’utente e la famiglia su quelle che sono le priorità in quel momento. L’obiettivo infermieristico è il risultato atteso del piano di assistenza infermieristica, che mira a prevenire e risolvere quanto possibile un problema diagnosticato al paziente. L’obiettivo è una guida per la selezione degli interventi infermieristici, ed un continuo riferimento per evidenziare miglioramenti dell’utente. Per ogni diagnosi viene definito almeno un obiettivo. Gli obiettivi sono costituiti dal comportamenti dell’utente, dai criteri di performance, dalle scadenze e da condizioni. Il comportamento dell’utente è qualcosa di osservabile perché manifestato dall’utente stesso. I criteri di performance sono i livelli standard di comportamento dell’utente, a cui si vuole arrivare (una pressione di 140/80 ad esempio). La scadenza indica il tempo entro cui si vuole giungere a quel dato obiettivo.

Gli obiettivi si dividono in a breve termine e lungo termine. Gli obiettivi sono qualcosa di congruente con altre terapie (eventualmente di supporto), nonchè realistici per le abilità del paziente e dell’infermiere.

Fissati gli obiettivi si pianificano gli interventi infermieristici. Gli interventi sono per definizione attività specifiche pianificate e realizzate con metodo, per aiutare l’utente a raggiungere determinati obiettivi. Gli interventi devono riportare cosa deve essere fatto, quando farlo, con che frequenza, ogni attività che precede e segue l’azione infermieristica, la firma dell’infermiere. Gli interventi infermieristici si basano su principi scientifici e conoscenze. L’intervento infermieristico non deve allontanarsi da quelle che sono le direttive mediche (prescrizioni …). Si possono fare riferimento a dei piani di assistenza standard come guida alla stesura di un piano di assistenza personalizzato.

L’attuazione del piano di assistenza infermieristico è la quarta fase del processo di nursing. Consiste nella revisione del piano, nella stesura, attuazione e documentazione dell’assistenza e continuo aggiornamento dei dati. Per prima cosa ci si accerta che il piano sia sicuro per l’utente, basato su principi scientifici garantiti, con diagnosi infermieristiche supportate dai dati, priorità ed obiettivi coerenti con i bisogni identificati dalle diagnosi, obiettivi con riferimenti temporali, azioni infermieristiche con sequenza logica ed assistenza personalizzata. L’ultima fase dell’esecuzione del piano è la registrazione degli interventi effettuati sugli utenti. Quello che bisogna considerare è che deve essere eseguita una continua raccolta dati durante tutta l’esecuzione del piano di assistenza.

L’ultima fase del processo di nursing è la valutazione, in cui ci si accerta del conseguimento degli obiettivi e si pratica una revisione del piano. Si valuta in che misura è stato conseguito l’obiettivo, ed il comportamento che l”utente manifesta. La revisione precede la ripetizione delle varie fasi del processo di nursing, sia se gli obiettivi sono stati conseguiti, sia se non sono stati raggiunti. Questo fa capire che il processo di nursing è qualcosa di sequenziale, ma anche di ciclico.

In breve

Contiene la formulazione scritta dell’intero processo di nursing, gli scopi e gli obiettivi delle prestazioni erogate all’utente, sulla base dei bisogni rilevati e delle diagnosi da questi derivate. Valuta le capacità residue dell’individuo e stabilisce le attività necessarie al raggiungimento degli obiettivi preposti, espressi in termini di risultati previsti. Dev’essere redatto in modo chiaro, flessibile, ben definito; deve considerare le risorse umane e materiali a disposizione e deve prevedere i criteri per valutare l’efficacia dell’intervento (indicatori di risultato). Applica il metodo scientifico per la risoluzione dei problemi (problem solving) e utilizza come base dati di partenza l’anamnesi infermieristica. Graficamente si può sintetizzare in quattro “colonne”:Diagnosi infermieristica (o problema correlato al bisogno), Obiettivo (risultato previsto a breve, medio o lungo termine, con l’adozione di indicatori di risultato), Intervento (correlato al problema e subordinato all’obiettivo, pianificato nelle singole attività e nei tempi di esecuzione) e Verifica (analisi degli indicatori di risultato ed eventuale ritorno alle fasi precedenti, con la rivalutazione degli obiettivi e degli interventi).

Alfio Stiro

NurseNews.eu

Per approfondire

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Alfio Alfredo Stiro nasce in Sicilia a Catania il 22/01/1970, consegue la laurea in infermieristica presso la facoltà di Medicina e Chirurgia di Catania e successivamente il Master in Management delle Professioni Sanitarie. Master in osteopatia posturale presso l'universita di Pisa dipartimento di endocrinologia e metabolismo,ortopedia e traumatologia,medicina del lavoro. E scuola di osteopatia belga, Belso.ha frequentato numerosi corsi sull'emergenza, in servizio presso l’U.O. di Pronto soccorso e Ps pediatrico. Azienda Cannizzaro per l'emergenza di catania.

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