Redazione

 

 

 

 

 

Secondo il sindacato , in Sicilia mancherebbero circa 2mila infermieri in servizio e 2mila tra oss e personale di supporto. Il rapporto infermiere-paziente è talvolta di 1 a 20, quando il quello ottimale dovrebbe essere di 1 a 6, determinando lo sforamento sistematico di reperibilità e straordinari per carenza di personale. E le nuove dotazioni organiche in corso di approvazione da parte delle aziende non stanno garantendo aumenti reali di personale.

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L’Assessore alla salute Manuela Lanzarin in conferenza stampa con il governatore Zaia dichiara di non avere nessuna intenzione di ritirarla, nonostante le numerose proteste che arrivano dal mondo sindacale e politico (M5S Mammì)

È stata pubblicata ieri, sul Bollettino ufficiale della Regione n. 45, la discussa delibera che istituisce il percorso di “Forma zione complementare in assistenza sanitaria dell’operatore socio-sanitario”. La delibera trasforma di fatto, con un mini corso online di 400 ore gli operatori socio sanitari in “piccoli” infermieri, trasferendo loro competenze proprie della professione infermieristica.

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La casa professionale degli infermieri italiani, in quanto tale, grazie ai servizi di NurseTimes è finalmente posta legittimamente sotto esame dai suoi iscritti finanziatori.

Anche le pareti schermate della FNOPI si dischiudono offrendo informazioni inaspettate e alcuni “altarini” svelati.

Si viene a conoscenza, da fonti attendibili che il portavoce della presidente Barbara Mangiacavalli, Tonino Aceti, dal 2019 sotto contratto con la FNOPI per – agganciare e costruire la rete politica della Fnopi – percepirebbe un compenso di circa 10mila euro al mese.

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Riprendiamo e riportiamo per intero l’articolo pubblicato da Nurse times, riguardante la manifestazione a Piazza del Popolo dell’undici aprile, avvenuta sotto l’egida dell’Associazione “Sana e robusta costituzione”, dove partecipavano anche alcuni infermieri associati all’A.A.D.I., per contestare l’art. 4 del D.L. n. 44/2021. L’articolo è stato scritto e pubblicato da A.A.D.I..

AADI QUERELA FNOPI – INIZIA LA CACCIA ALLE STREGHE E SI PREPARANO I ROGHI DI PIAZZA
Oggi pomeriggio, appena terminata la manifestazione a Piazza del Popolo sotto l’egida dell’Associazione “Sana e robusta costituzione”, dove partecipavano anche alcuni infermieri associati all’A.A.D.I., per contestare e spiegare, tramite liberi interventi sul palco, i motivi legali e scientifici che rendono incostituzionale l’art. 4 del D.L. n. 44/2021, si è riunito il Direttivo dell’Associazione Avvocatura Degli Infermieri per preparare la querela contro la FNOPI.

 

Durante la manifestazione è stata spiegato e prodotto il Rapporto ISS COVID-19 n. 4/2021 del Ministero della Salute che manifesta serie perplessità sull’efficacia vaccinale e, cosa fondamentale, afferma che il vaccinato continua a trasmettere il virus nonostante il secondo richiamo, senza contare che non vi è sicurezza sulla copertura totale del vaccino (c.d. fallimento vaccinale affrontato dallo stesso Rapporto).

La ratio legis dell’art. 4 del D.L. n. 44/2021 si fonda sul presupposto che il sanitario vaccinato non sia più in grado di trasmettere il virus ai pazienti e, perciò, tale presupposto legislativo, alla luce del suesposto Rapporto, si palesa in contraddizione con le evidenze scientifiche evidenziate dal comitato scientifico ministeriale.

La manifestazione è stata, quindi, utile per incontrare i sanitari che sollevano dubbi sull’obbligo vaccinale e sull’efficacia e la sicurezza del vaccino, anche in considerazione dei sempre più numerosi eventi avversi, anche infausti, subiti a ridosso del vaccino.
Pertanto, si è convenuto, per chi intenda procedere contro l’art. 4 del D.L. n. 44/2021, di rifiutare la vaccinazione e, nelle more dei provvedimenti demansionanti o sospensivi datoriali pervisti dal decreto, di adire il giudice del lavoro, chiedendo, all’uopo, il rinvio alla Corte costituzionale per gli evidenti conflitti sopra eccepiti.

La manifestazione in parola è stata regolarmente autorizzata da Roma Capitale e dalla Questura, videotrasmessa in diretta da SKYTG24, in presenza di numerose forze di polizia stazionanti nei pressi della manifestazione e si è svolta del tutto pacificamente.

La Federazione degli Ordini Professionali degli Infermieri (d’ora in poi FNOPI), ente di diritto pubblico, rappresentato legalmente dalla Presidente dott.ssa Barbara Mangiacavalli, ha diffuso un comunicato inerente tale manifestazione, che è oggetto di querela per le minacce proferite da chi dovrebbe difenderci e non perseguitarci.

Nel comunicato FNOPI, riportato anche sulla rivista infermieristica Nursetimes, si stigmatizza la manifestazione e si proferiscono minacce su presupposti pseudoscientifici del tutto fuorvianti, non veri e precisamente:
– “Gli infermieri sono dalla parte della scienza e supportano l’adesione consapevole alla vaccinazione”. La scienza afferma che non ci sono prove scientifiche sull’efficacia vaccinale e sulle conseguenze degli effetti del mRNA sull’uomo. Come chiaramente affermato nel Rapporto ministeriale, il vaccino non protegge chi viene a contatto con il vaccinato né protegge al 100% lo stesso vaccinato. Quindi la FNOPI propugna visioni del tutto personali e antiscientifiche sul vaccino anti COVID;

– “La FNOPI rifiuta e stigmatizza l’immagine data alla manifestazione … gli infermieri presenti al raduno dovranno renderne conto agli Ordini Professionali … ai quali la federazione darà tutto il supporto necessario per operare con il massimo rigore”. Minacciare provvedimenti disciplinari nei confronti di chi manifesta liberamente e rispetta la legge sui raduni autorizzati, commette reato in quanto si pretende di imporre la propria arbitraria visione, addirittura errata alla luce delle informazioni succitate, su una questione dibattuta, paventando punizioni e pregiudizi professionali e patrimoniali (sospensione e radiazione dall’esercizio della professione) contro coloro che non hanno fatto altro che manifestare liberamente il proprio pensiero, creando libero comitati ed associazioni professionali e culturali, del tutto legittimi e legali, dedicate allo studio della materia attualmente dibattuta.

L’abuso di potere e la coercizione psicologica realizzata mediante ingiusta minaccia, nei riguardi di chi, esercitando la libertà costituzionale di riunirsi pacificamente e di manifestare il proprio libero pensiero nei limiti della continenza e della verità, non possono essere tollerate soprattutto se provengono da una istituzione pubblica come la FNOPI che ha, invece, il dovere di promuovere la critica e il confronto professionale e scientifico e proteggere la libertà di pensiero quando la materia è ancora dibattuta e non vi sono certezze scientifiche.

Ricordiamo alla spettabile FNOPI che: “I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi. Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso. Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica” (art. 17 Cost.).

Gli infermieri si sono radunati senza armi, con le dovute autorizzazioni e pacificamente.

Nessuna censura può essere mossa perché nessuna norma permette alla FNOPI di creare regole superiori alla Carta costituzionale o di derogare ai principi fissati dai Padri costituzionalisti, anche secondo il brocardo: sine pena sine lege.
Uniformare la collettività pensante all’unico modello ideologico imposto dalla FNOPI è squadrismo.

Le intimidazioni e le punizioni bulgare minacciate, nonostante le sanzioni ordinistiche siano tassativamente previste dalla legge per specifiche infrazioni, tra i quali non rientra certamente la libertà di pensiero, non sono lecite e devono essere perseguite.

Ora la parola alla Procura della Repubblica!

Fonte Nurse Times

 

 

 

 

 

 

 

Gli Ordini professionali sono enti pubblici non economici

posto “sotto l’alta vigilanza del Ministero della salute”, la cui funzione principale consiste nel garantire il cittadino circa la professionalità e la competenza dei professionisti che svolgono attività dedicate nel campo della tecnica, della salute, della legge.

le  principali attribuzioni assegnate dalla legge all’ordine sono:

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Il presidente dell’ordine degli infermieri di Salerno dott. Cosimo Cicia, contesta a stretto giro di posta l’ordine di servizio redatto dal direttore dell’U.O.C. di Ostetricia e Ginecologia Dr. Gennaro Auriemma rivolto a infermieri e ostetriche.

 

 

 

 

 

 

 

Tale ordine di servizio denota , oltre la scarsa conoscenza dei profili professionali degli infermieri ed ostetriche, una malevole intenzione atta a screditare, denigrare e demansionare le suddette figure professionali. Per la tutela dell’immagine, del decoro e soprattutto  della salute pubblica, l’ordine professionale, nella persona del suo presidente, contesta prontamente l’illegittimità dell’ordine di servizio emanato dal direttore dell’UO complessa di ginecologia.

A seguire la nota del presidente Opi Salerno, Cosimo Cicia:

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Le mansioni di igiene domestico-alberghi non sono mai state attribuite all’Infermiere ex professionale, oggi laureato, neanche ai tempi del mansionario! Nel DPR 225/74 tali mansioni erano già affidate all’Infermiere Generico: Titolo V, art.6, (comma a): “assistenza completa al malato,

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Che tipo di “prove” sono necessarie per dimostrare il danno da demansionamento?

Dopo il riconoscimento dell’Operatore Socio Sanitario con formazione complementare in Veneto, nella Asl di Salerno gli infermieri fanno un salto nel passato ritornando al mansionario, con evidente demansionamento di infermieri ed ostetriche

Un singolare ordine di servizio firmato dal Direttore dell’U.O. Ostetricia e Ginecologia avente come oggetto “mansioni del personale durante la guardia”
Con una premessa “che – gli accordi collettivi nazionali non definiscono più nei dettagli le mansioni del personale sanitario oramai da decenni;

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Gli Ordini dei Medici chirurghi e Odontoiatri del Veneto rispondono alle parole del governatore Luca Zaia che aveva detto: “Per fare una iniezione non serve una laurea”, durante il consueto punto stampa. Come sottolineano i presidenti dei sette Ordini provinciali del Veneto, fra cui il presidente dell’Ordine dei medici di Verona, Carlo Rugiu, la puntura è solo la parte temporale minimale di tutto il processo di vaccinazione, che si articola in cinque fasi e contempla anche l’osservazione del paziente per possibili eventi avversi e sintomatologia legata allo stato di ansia.

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Lettera alla redazione