La Polonia compie un passo significativo nella valorizzazione delle professioni sanitarie. Con l’entrata in vigore della nuova griglia retributiva – la cosiddetta “siatka wynagrodzen” – dal 1° luglio scattano aumenti salariali per infermieri e ostetriche, frutto della riforma introdotta con la legge del 2022.
Non si tratta soltanto di un adeguamento tecnico: il nuovo sistema retributivo riconosce in modo strutturale il livello di formazione universitaria e la specializzazione, aggiornando i coefficienti legati al costo della vita e ridefinendo il posizionamento professionale dell’infermieristica nel sistema sanitario polacco.
Le nuove retribuzioni minime lorde
Le soglie minime stabilite sono le seguenti:
Laurea magistrale + specializzazione: 2.473,60 euro lordi (circa 1.772,20 euro netti)
Laurea triennale + specializzazione: 1.957,30 euro lordi (circa 1.412,50 euro netti)
Laurea triennale senza specializzazione: 1.803 euro lordi (circa 1.315,30 euro netti)
Gli importi rappresentano la base contrattuale minima e possono essere incrementati attraverso indennità, maggiorazioni e progressioni di anzianità.
Formazione avanzata e status professionale
L’aspetto più rilevante non è solo economico. Per la prima volta il sistema polacco attribuisce un peso determinante alla formazione avanzata, riconoscendo gli infermieri con laurea magistrale e specializzazione come professionisti ad alta responsabilità, con un inquadramento che riduce significativamente le distanze retributive rispetto ad altre professioni sanitarie.
È un segnale culturale prima ancora che finanziario: l’infermieristica viene collocata stabilmente nell’area delle professioni intellettuali ad alta qualificazione.
Effetti sul mercato del lavoro europeo
Le ricadute sono già visibili. La Polonia sta progressivamente diventando più attrattiva per i professionisti dell’Europa centro-orientale, contribuendo a ridurre il flusso migratorio verso l’Ovest.
Nel 2025 si è registrata, per la prima volta, una diminuzione del numero di infermieri polacchi attivi in Italia, mentre l’Ordine professionale polacco ha visto crescere gli iscritti, avvicinandosi alle 300.000 unità.
Un dato che merita attenzione anche nel dibattito italiano sulla carenza infermieristica: quando la leva salariale si accompagna al riconoscimento professionale, la mobilità internazionale cambia direzione.
La vera sfida: stabilità nel tempo
Resta ora il nodo della sostenibilità. Gli aumenti dovranno essere consolidati e aggiornati nel tempo, evitando che l’adeguamento venga eroso dall’inflazione o da future restrizioni di bilancio.
Se la riforma manterrà la propria tenuta, la scelta del percorso universitario in Infermieristica in Polonia potrà consolidarsi come opzione prestigiosa e competitiva, contribuendo al rafforzamento strutturale del sistema sanitario nazionale.
Redazione NurseNews
