Riportiamo per intero un intervento del Presidente Nazionale degli Infermieri Barbara Mangiacavalli:
Ora basta!
In questo weekend abbiamo assistito sui social a uno spettacolo che nulla ha a che fare con la professione e ancor meno con l’etica e la deontologia che dovrebbe caratterizzare gli infermieri.

Il condizionale è d’obbligo visto che si sono raggiunti livelli tali di aggressività e odio che davvero non trovano riscontro in ciò che poi si vuol far credere sia la nostra professione.
È davvero sconfortante e inimmaginabile che professionisti seri non trovino di meglio che insultarsi, insultare e utilizzare proditoriamente strumenti e principi che dovrebbero caratterizzare una professione nobile per ridurre tutto a una rissa, sia pure verbale, anzi social, da strada.
E quel che fa più male e che colpisce in modo davvero incredibile la professione è che invece di essere aghi positivi della bilancia, alcuni presidenti di collegio partecipino morbosamente a questo circo social che fa vergognare anche chi non ne è una pedina.
Voglio augurarmi che dietro tutto ciò non ci siano strategie occulte che davvero getterebbero la professione in un medioevo profondo a cui non posso e non voglio nemmeno credere. Altro che competenze avanzate, altro che sviluppo manageriale, clinico e professionale! Una vera vergogna!
Purtroppo certi modi, certe frasi e alcune conclusioni a cui si giunge in questa rassegna vergognosa di insulti, cattiverie e oscenità etiche e deontologiche, fanno pensare che non si voglia semplicemente rispondere a provocazioni di per sé assurde dell’uno all’altro, ma si utilizzi questo metodo becero e vergognoso per destabilizzare, per colpire in modo più profondo, per creare parti e partigiani che davvero non sono un bell’esempio di professionalità per nessuno.
Si invoca la Federazione e chi ne fa parte come se fosse normale insultare ed insultarsi e l’organo deontologico della professione fosse in realtà un semaforo per stabilire quale cattiveria ha la precedenza su altre e per scegliere quasi quale di esse sia la migliore/peggiore.
Ora basta!
Rendiamoci conto che in questo modo penalizziamo la professione e noi stessi, che in questo modo non prendiamo le parti di nessuno se non di quanto di più deteriore c’è nell’essere umano quando non sa ragionare, ma solo alzare la voce per insultare.
Ora basta!
Fermiamo tutto questo che se fosse visto da estranei davvero getterebbe il lavoro di tanti anni e di tanti presidenti nel fango, dando la peggiore immagine possibile di professionisti che vogliono far credere, che sono, anzi, visti i presupposti, che dovrebbero essere ben altro.
Ora basta!
Finiamo qui questa guerra-social e riprendiamo le fila e la ragionevolezza di una professione che si può discutere nei contenuti, dibattere, con cui si può più o meno essere d’accordo, ma mai, dico mai, si può insultare come si sta facendo. Vergogniamoci!!!

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Alfio Alfredo Stiro nasce in Sicilia a Catania il 22/01/1970, consegue la laurea in infermieristica presso la facoltà di Medicina e Chirurgia di Catania e successivamente il Master in Management delle Professioni Sanitarie. Master in osteopatia posturale presso l'universita di Pisa dipartimento di endocrinologia e metabolismo,ortopedia e traumatologia,medicina del lavoro. E scuola di osteopatia belga, Belso.ha frequentato numerosi corsi sull'emergenza, in servizio presso l’U.O. di Pronto soccorso e Ps pediatrico. Azienda Cannizzaro per l'emergenza di catania.

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