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L’annuncio del sottosegretario nel convegno della Fials a Bari: “Sarà specificata la quantità per i fondi per i rinnovi dei contratti e delle convenzioni del personale del SSN e per l’avvio del superamento del precariato nonché per le assunzioni di nuovi infermieri e medici, come più volte preannunciato dallo stesso premier Renzi”

14 NOV – “Il Governo è pronto a fare un emendamento alla legge di Bilancio dove saranno specificate le somme da destinare al contratto della sanità e per l’assunzione di personale sanitario”, l’annuncio del sottosegretario alla Salute Vito De Filippo arriva alla platea della Fials riunita a a Bari proprio per affrontare la prossima tornata contrattuale (in allegato vedi la piattaforma Fials).

Un convegno cui hanno partecipato circa 500 operatori della sanità cui, oltre al sottosegretario e ai vertici regionali e nazionali della Fials, Massimo Mincuzzi (Puglia) e Giuseppe Carbone (segretario generale), ha partecipato anche il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e Renzo Alessi per il Comitato di Settore Regioni Sanità.

Ecco cosa hanno detto.

Massimo Mincuzzi, Segretario Generale Regionale FIALS Puglia.
Ha ricordato come la FIALS stia spingendo l’acceleratore per il rinnovo contrattuale dei dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale bloccato da oltre sei anni. “La riuscita manifestazione a Roma dello scorso 9 novembre, unitamente all’UNSA Confsal, per sollecitare il Governo Renzi a riconoscere maggiori risorse economiche con la legge di stabilità 2017 per i rinnovi contrattuali dei dipendenti pubblici e ad investire in sanità, è la dimostrazione, ha detto Mincuzzi, come la FIALS non mollerà mai fino al rinnovo di un contratto dignitoso per tutti i dipendenti.

Renzo Alessi, tecnico del Comitato di Settore Regioni – Sanità.
Ha subito precisato che dopo il varo del ddl di Bilancio, dovranno riaprirsi, dopo troppi anni di moratoria, le trattative per i rinnovi contrattuali nel pubblico impiego compreso quello relativo al personale del SSN, che potrebbe essere il primo in quanto il Comitato di Settore Regioni e Sanità ha da tempo approvato gli Atti di indirizzo per le direttive all’ARAN per il rinnovo dei contratti collettivi nazionale del comparto sanità sia della dirigenza medica e sanitaria che di quello del personale dei livelli.

“E’ vero che gli Atti, ha proseguito Alessi, hanno avuto, come è tradizione ahimè consolidata, alcune osservazioni da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze ma ad esse il Comitato di Settore ha dato esaurienti risposte; tuttavia le osservazioni del Ministero dell’Economia e delle Finanze non attengono alle questioni rilevanti riguardanti gli aspetti salienti della nuova organizzazione del lavoro che, su proposta delle Regioni e con il consenso del Ministero della Salute, sono stati introdotti e che quindi possono essere considerati acquisiti”.

“Questi Atti presentano, ha chiarito Alessi, una novità discontinua ed originale in quanto in questa tornata contrattuale le Regioni ed il Ministero della Salute hanno determinato che in tali documenti si individuino le scelte strategiche per avviare a soluzione alcune delle questioni più rilevanti riguardanti il personale sulle quali da tempo stavamo operando per risolverle”.

“Per quanto riguarda la dirigenza medica e sanitaria, spiega ancora Alessi, l’Atto di indirizzo prevede il potenziamento della figura “professionale”, prevedendo per essa una carriera al pari di quella gestionale, il ridisegno, con semplificazione, della busta paga in modo che sia chiaro il valore dell’incarico messo a selezione e la certezza delle regole con riferimento ai contratti individuali”.

“Per quanto attiene al comparto, ha continuato Alessi, si prevede per il personale sanitario in D ed in DS un unico contenitore all’interno del quale prevedere l’attuazione del sistema degli incarichi per chi svolge funzioni gestionali oltre che specialistiche”.

“Infatti, ha spiegato, la possibilità per infermieri e gli altri professionisti sanitari di avere anche una carriera professionale è la novità fondamentale avendo risolto la questione delle competenze avanzate e specialistiche con la previsione dell’incarico di professionista esperto e di quello specialista per gli infermieri e le altre professioni sanitarie si è affrontata la questione della suddivisione del personale del SSN “vintage” dei quattro ruoli (sanitario, professionale, tecnico ed amministrativo) previsto dal DPR761/79 che non corrisponde più all’evoluzione scientifica, tecnologica, normativa e formativa, un sistema nel quale ora prevale la mission di salute più che di sanità in senso stretto”.

“Nella strategia per la promozione della salute, per tutti il Patto per la Salute 2014/2016, costituisce, allo stato attuale, ha ripreso Alessi, il momento più alto con il quale il Governo Nazionale ed i Governi Regionali sono impegnati alla sua attuazione; in questa articolata e complessa iniziativa l’integrazione sociosanitaria costituisce uno degli assi portanti ed infatti, all’articolo 6 del Patto è stata riaffermato con forte convinzione la scelta strategica dell’integrazione sociosanitaria indispensabile per costruire un vero sistema avanzato di tutela della salute”.

Per questo il Comitato di Settore propone di articolare il personale del SSN nelle seguenti aree: sanitaria, dell’integrazione sociosanitaria, dei fattori produttivi e della ricerca.
Questa scelta dell’area delle professioni e degli operatori sociosanitari è una nuova configurazione professionale tutta da riempire di profili da ricollocare o da istituire ex novo; ad oggi l’unico profilo professionale istituito con una metodologia propria di quest’area è l’operatore socio sanitario.

L’OSS collocato in questa nuova area avrebbe, finalmente, la giusta collocazione risolvendo alla radice le questioni controverse legate al suo attuale inquadramento nel ruolo tecnico da una parte e dall’altra porrebbe nella giusta dimensione, il rapporto di collaborazione con le professioni sanitarie ad iniziare da quella infermieristica.

Se questa tornata contrattuale può essere funzionale e strumentale a contribuire ad attuare il Patto per la Salute ne consegue, ha esplicitato Alessi, che il ruolo del sindacato non può che essere relegato alla sola informazione bensì è quanto mai opportuno riattivare modalità di relazioni sindacali che vedano partecipare le rappresentanze sindacale alle varie fasi di riorganizzazione del SSN per favorire la loro condivisione e consenso e il loro contributi di idee e di sapere.

Del resto su questo versante Regioni e Ministero hanno già tracciato il percorso come gli articoli 5 e 22 del Patto per la Salute, nonché l’’Accordo ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.281, tra il Governo le Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano, recante istituzione di una Cabina di regia per il coordinamento nazionale sulla regolazione della vita professionale ed organizzativa degli operatori del sistema sanitario, prevede come centrale il ruolo del sindacato come coprotagonista del processo di nuova organizzazione del SSN.

Quanto sopra prefigura, ha concluso Alessi, un nuovo soggettivismo positivo e costruttivo del sindacato che si potrà estrinsecare dando corso nei rinnovi contrattuali a nuove modalità di relazioni sindacali che prevedano forme di concertazione delle rappresentanze dei professionisti e degli operatori del SSN nelle fasi di ristrutturazione e di riorganizzazione del SSN e su questa idea forza si sono sviluppate le direttive in materia del Comitato di Settore.

Vito De Filippo, sottosegretario alla Salute
“IlGoverno presenterà un proprio emendamento in sede di approvazione della legge di Bilancio con il quale sarà specificata la quantità per i fondi per i rinnovi dei contratti e delle convenzioni del personale del SSN e per l’avvio del superamento del precariato nonché per le assunzioni di nuovi infermieri e medici, come più volte preannunciato dallo stesso premier Renzi”.

Il Sottosegretario ha, inoltre, ricordato come gli Atti di indirizzo, approvati dal Comitato di Settore Regioni-Sanità per fornire direttive all’Aran per l’ormai prossimo rinnovo contrattuale del personale del SSN, dirigenza medica compresa, presentano una positiva novità discontinua ed originale in quanto in questa tornata contrattuale il Ministero della Salute all’interno del su ricordato Comitato di Settore ha proposto, scritto e determinato l’indirizzo da dare al documento, individuando le scelte strategiche ed avviando a soluzione alcune delle questioni più rilevanti riguardanti il personale sulle quali da tempo stavamo operando per risolverle.

“Sono Atti di indirizzo, ha proseguito De Filippo, contestualizzati all’interno dei processi in corso di riorganizzazione delle Aziende Sanitarie per effetto delle scelte contenute nel Patto per la Salute che introducono un’innovazione nell’assetto lavorativo e professionale che non ha precedenti per intensità e vastità nella storia del SSN né ha paralleli analoghi in altri comparti pubblici”.

“Per questa motivazione si è proposto ed è stato accettato, ha ricordato De Filippo, che si innovasse il sistema delle relazioni sindacali promuovendo il massimo coinvolgimento del personale, anche attraverso le loro rappresentanze, in tutte le fasi di riorganizzazione delle aziende sanitarie facendoli partecipare alle scelte programmatorie ed alle conseguenti fasi di monitoraggio e verifica”.

“Si è lanciata la sfida finalizzata a far si che i rinnovi contrattuali siano funzionali e strumentali ai processi di riorganizzazione in atto nel SSN, iniziando dall’attuazione delle scelte strategiche dal nuovo assetto per intensità di cure degli ospedali ma soprattutto alla valorizzazione dei servizi e presidi sanitari e sociosanitari territoriali 24 ore al giorno e 7 giorni la settimana, favorendo la partecipazione, la condivisione, la compartecipazione ed il protagonismo soggettivo e propositivo dei professionisti della salute e l’insieme degli operatori”.

“La funzione primaria per dar vita a questa grande processo di innovazione e di discontinuità con il passato ma anche con il presente, ha continuato De Filippo, non potrà che avere come uno dei principali strumenti attuativi anche gli atti di indirizzo per il rinnovo di contratti e convenzioni varati dal Comitato di Settore Regioni-Sanità”.

“Gli Atti, ha sottolineato il sottosegretario, hanno avuto sì alcune osservazioni da parte del MEF, alle quali il Comitato di Settore ha dato esaurienti risposte e si è in attesa del suo varo definitivo, tuttavia le osservazioni del MEF non attengono alle questioni rilevanti riguardanti gli aspetti salienti della nuova organizzazione del lavoro che, su proposta del Ministero della Salute, sono stati introdotti e che quindi possono essere considerati acquisiti”.

Tra questi risalta la questione della “collocazione contrattuale delle competenze avanzate e specialistiche delle professioni sanitarie infermieristiche – ostetrica, tecniche, della riabilitazione e della prevenzione”.

“La questione debba essere ormai considerata risolta, ha chiarito De Filippo, in quanto contenuta ed avviata in attuazione integrale nell’Atto di indirizzo che detta direttive all’Aran per i rinnovi contrattuali del personale del SSN, recentemente approvato dal Comitato di Settore Regioni-Sanità”.

“Tra le non osservazioni del MEF agli atti di indirizzo e quindi la condivisione, sottolinea ancora il sottosegretario, emerge la questione delle competenze avanzate e specialistiche degli infermieri e delle altre professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione, della prevenzione nonché della professione di ostetrica.

Perdurando il blocco contrattuale era stata scelta in precedenza, ha ricordato De Filippo, la via di un Accordo Stato-Regioni che uniformasse a livello nazionale le modalità attuative di tale processo di condivisione di tali adempimenti tra medici ed altri professionisti sanitari che già si stavano realizzando in alcune Regioni”.

“Il MEF in proposito, spiega ancora De Filippo, ha avuto da osservare alla scelta adottata dal Comitato di Settore Regioni-Sanità di affrontare attraverso la via contrattuale, che è poi quella naturale, la questione aperta di come “inquadrare economicamente e normativamente le ulteriori competenze avanzate e specialistiche delle professioni sanitarie infermieristiche-ostetrica, tecniche, della prevenzione e della riabilitazione” già attivate nelle Regioni nelle quali il sistema sanitario è più avanzato e per le quali vi è la necessità che abbiano una omogenea ed uniforme dimensione nazionale di sistemazione delle loro nuove competenze, da descrivere come un allegato al contratto anche per incentivare le altre Regioni ad adottarle”.

“Questa scelta, dice il sottosegretario, va oltre il destino dell’ipotesi di Accordo Stato-Regioni sulle competenze avanzate e specialistiche degli infermieri e delle altre professioni sanitarie, che, comunque, anche se fosse ormai a posteriori approvato, sarebbe solo un atto propedeutico a questa scelta contrattuale già adottata”.

“Tale capitolo, ha concluso il Sottosegretario, è stato proposto dal rappresentante il Ministero della Salute nel Comitato, cioè lo stesso Sottosegretario di Stato, con la condivisione di tutte le Regioni e contiene in esso tutte le procedure attuative indicate dalle proposte di Atto Stato-Regioni per l’implementazione delle competenze della professione infermieristica nonché di quella di tecnico sanitario di radiologia medica”.

Michele Emiliano, presidente Regione Puglia
Sollecitato dal Segretario Generale Regionale FIALS Mincuzzi, anche sulla questione del riordino ospedaliero, come da DM 70/2015, e le stesse implicazioni relative all’assunzione del personale e alla stabilizzazione dei precari nella sanità pugliese, non si è tirato indietro. Emiliano ha dichiarato come sul piano di riordino ospedaliero per la Pugliadi aver trovato un alleato nella rappresentanza sindacale della FIALS, ribadendo anche che in Puglia non è possibile avere 40 ospedali per quattro milioni di abitanti e che il decreto ministeriale 70 “serve a razionalizzare la spesa” .

Un tweet al premier Renzi, da parte di Emiliano, (“sono d’accordo con il Dm 70”), anticipandogli una battaglia sulla quale non farà un passo indietro: “Chiederò una deroga per Taranto, dove la situazione epidemiologica è drammatica. Quello dell’Ilva è un inquinamento di Stato e quindi devo avere le armi per curare i feriti”. L’ultimo pensiero Emiliano lo riserva al futuro della Casa Divina Provvidenza di Bisceglie: “La Regione dà 40 milioni di euro all’anno. Se non la prende nessuno, la gestiamo noi. Ci sono 1.100 dipendenti da tutelare, anche se sono più dei pazienti”.

Giuseppe Carbone, segretario generale Fials
Riprendendo alcuni concetti espressi da Renzo Alessi, dal Sottosegretario De Filippo e dal Governatore Emiliano, ha subito esordito che le risorse economiche per i rinnovi contrattuali ci sono e si annidano tutte negli attuali sprechi della sanità.

“Serve un patto nuovo, ha proseguito Carbone, tra la rappresentanza delle Regioni – Comitato di Settore – e le OO.SS. con il rinnovo contrattuale e precondizione è la modifica del sistema delle relazioni sindacali. Rimane necessario porre nel contratto nazionale strumenti di confronto a livello regionale ed aziendale con le organizzazioni sin­dacali per ricercare insieme, e vi sono tantissime e reali possibilità, di perve­nire ad accordi sindacali tendenti a ta­gliare enormemente gli sprechi nella sanità, attualmente stimabili in oltre 10 miliardi annui”.

“Sono soldi che riguardano, secondo la Corte dei Conti, le fatture fraudolente, ha continuato Carbone, il mancato completamento di strut­ture e il mancato uso di macchinari, costruite e comprati per rendere favore a qualcuno, le spese per corsi di formazione mai tenuti, la gestione irregolare delle case di cura conven­zionate, le ingiustificate prescrizioni dei farmaci. Tanti soldi, poca traspa­renza, controlli scarsi, troppi interessi politici e clientelari”.
Ed ancora, “l’eliminazione di inappropriatezza dei ricoveri e delle numerose esternalizzazioni di servizi molto one­rosi per i bilanci aziendali, la riduzione delle numerose consulenze e delle spese legali esterne, la trasparenza nelle procedure di appalti ed acquisti, l’attivazione di procedure di accreditamento di nuove strutture sanitarie correlate all’integrazione delle reali necessità e bisogni delle realtà territoriali, sono alcune variabili, ha proseguito Carbone, che possono favo­rire il recupero di risorse economiche finalizzate a ridurre gli sprechi per razionalizzare e rivitalizzare, con risorse proprie, il servizio sanitario nazionale ed il sistema con­trattuale del comparto della sanità”.

“Noi riteniamo, ha continuato Carbone, come per coniugare l’esigenza dell’economi­cità nell’impiego delle risorse economiche e il principio della qualità e dell’appropriatezza delle prestazioni sani­tarie vadano improrogabilmente applicati i Costi Standard garantendo i livelli essenziali di prestazione. Il costo stan­dard rimane il presupposto fondamentale per garantire il diritto alla salute unitamente alla rivisitazione degli indicatori utilizzati per il riparto del Fondo Sanitario Nazionale”.

“Garantire una buona sanità evitando gli sprechi e quindi liberare risorse economiche per migliorare il sistema sanitario pubblico e le motivazioni del personale del Servizio Sanitario Nazionale rappresenta un obiettivo della FIALS con la prossima contrattazione”.

“Siamo convinti, ha osservato Carbone, della necessita di liberare risorse economiche anche con l’applicazione in sanità dell’ex art. 16 del D.L. 98/2011- art. 6 della Legge n.111/2011 – Piani Triennali di Processi di Ristrutturazione, Riorganizzazione ed Innovazione – come dell’utilizzo degli stessi fondi europei come anche di quelli rivenienti dall’attuazione dell’art. 43 della legge 449/97 (sponsorizzazioni ed altro)”.

“Riteniamo che sia necessario individuare le migliori pratiche che contribuiscano al coinvolgimento, alla responsabilizzazione delle OO.SS. come condizione per favorire e concretizzare istituti partecipativi, così aumentando la produttività con il coinvolgimento degli operatori nei risultati economici aziendali attraverso l’erogazione economica del controvalore del maggior impegno profuso, che si quantifichi come dividendo aziendale da ripartire, in una logica aziendalistica concertativa tra azienda e risorse umane e professionali”.

“In questo quadro è evidente che implementando la partecipazione e la responsabilizzazione dei professionisti e degli operatori all’organizzazione e all’andamento delle amministrazioni, alla lotta agli sprechi ed alla razionalizzazione della spesa, si potrà permettere il recupero di ingenti risorse, oggi disperse, e una più razionale programmazione finanziaria da finalizzare sia ai contratti integrativi, per incrementare la produttività collettiva da erogare agli operatori, che ad investimenti in tecnologia, il tutto nell’obiettivo di offrire servizi efficienti per i cittadini, con la previsione per la quale una quota dei risparmi derivanti da processi di ristrutturazione, riorganizzazione e innovazione possa essere utilizzata annualmente e destinata, secondo criteri definiti dalla contrattazione integrativa, al personale direttamente coinvolto e alla stessa contrattazione decentrata, nell’importo massimo del 50 per cento, per la contrattazione integrativa, di cui il 50 per cento destinato alla erogazione dei premi previsti dall’articolo 19 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150”.

“Ne consegue la necessità, ha concluso il convegno Carbone,di costruire un sistema e percorso che veda la obbligatorietà di definire tale materia negli istituti contrattuali da definire a livello di contrattazione integrativa aziendale e che consideri le modifiche dell’organizzazione del lavoro e l’evoluzione delle professionalitàcome patrimonio di valorizzazione del lavoro e di tutti i dipendenti, ciascuno con la sua professionalità, ruolo e responsabilità, con un connotato meritocratico che sia supportato da un modello di valutazione oggettiva, trasparente e permanente, che potrebbe prevedere, anche, forme di un qualche coinvolgimento degli utenti. E su questi aspetti ci attendiamo un contratto dignitoso e che valorizzi tutte le professionalità”.

14 novembre 2016
© Riproduzione riservata
Allegati:

spacer La piattaforma contrattuale della Fials

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Contratto. De Filippo alla Fials: “In settimana emendamento del Governo con fondi ad hoc per contratto e assunzioni in sanità”

L’annuncio del sottosegretario nel convegno della Fials a Bari: “Sarà specificata la quantità per i fondi per i rinnovi dei contratti e delle convenzioni del personale del SSN e per l’avvio del superamento del precariato nonché per le assunzioni di nuovi infermieri e medici, come più volte preannunciato dallo stesso premier Renzi”

14 NOV – “Il Governo è pronto a fare un emendamento alla legge di Bilancio dove saranno specificate le somme da destinare al contratto della sanità e per l’assunzione di personale sanitario”, l’annuncio del sottosegretario alla Salute Vito De Filippo arriva alla platea della Fials riunita a a Bari proprio per affrontare la prossima tornata contrattuale (in allegato vedi la piattaforma Fials).

Un convegno cui hanno partecipato circa 500 operatori della sanità cui, oltre al sottosegretario e ai vertici regionali e nazionali della Fials, Massimo Mincuzzi (Puglia) e Giuseppe Carbone (segretario generale), ha partecipato anche il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e Renzo Alessi per il Comitato di Settore Regioni Sanità.

Ecco cosa hanno detto.

Massimo Mincuzzi, Segretario Generale Regionale FIALS Puglia.
Ha ricordato come la FIALS stia spingendo l’acceleratore per il rinnovo contrattuale dei dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale bloccato da oltre sei anni. “La riuscita manifestazione a Roma dello scorso 9 novembre, unitamente all’UNSA Confsal, per sollecitare il Governo Renzi a riconoscere maggiori risorse economiche con la legge di stabilità 2017 per i rinnovi contrattuali dei dipendenti pubblici e ad investire in sanità, è la dimostrazione, ha detto Mincuzzi, come la FIALS non mollerà mai fino al rinnovo di un contratto dignitoso per tutti i dipendenti.

Renzo Alessi, tecnico del Comitato di Settore Regioni – Sanità.
Ha subito precisato che dopo il varo del ddl di Bilancio, dovranno riaprirsi, dopo troppi anni di moratoria, le trattative per i rinnovi contrattuali nel pubblico impiego compreso quello relativo al personale del SSN, che potrebbe essere il primo in quanto il Comitato di Settore Regioni e Sanità ha da tempo approvato gli Atti di indirizzo per le direttive all’ARAN per il rinnovo dei contratti collettivi nazionale del comparto sanità sia della dirigenza medica e sanitaria che di quello del personale dei livelli.

“E’ vero che gli Atti, ha proseguito Alessi, hanno avuto, come è tradizione ahimè consolidata, alcune osservazioni da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze ma ad esse il Comitato di Settore ha dato esaurienti risposte; tuttavia le osservazioni del Ministero dell’Economia e delle Finanze non attengono alle questioni rilevanti riguardanti gli aspetti salienti della nuova organizzazione del lavoro che, su proposta delle Regioni e con il consenso del Ministero della Salute, sono stati introdotti e che quindi possono essere considerati acquisiti”.

“Questi Atti presentano, ha chiarito Alessi, una novità discontinua ed originale in quanto in questa tornata contrattuale le Regioni ed il Ministero della Salute hanno determinato che in tali documenti si individuino le scelte strategiche per avviare a soluzione alcune delle questioni più rilevanti riguardanti il personale sulle quali da tempo stavamo operando per risolverle”.

“Per quanto riguarda la dirigenza medica e sanitaria, spiega ancora Alessi, l’Atto di indirizzo prevede il potenziamento della figura “professionale”, prevedendo per essa una carriera al pari di quella gestionale, il ridisegno, con semplificazione, della busta paga in modo che sia chiaro il valore dell’incarico messo a selezione e la certezza delle regole con riferimento ai contratti individuali”.

“Per quanto attiene al comparto, ha continuato Alessi, si prevede per il personale sanitario in D ed in DS un unico contenitore all’interno del quale prevedere l’attuazione del sistema degli incarichi per chi svolge funzioni gestionali oltre che specialistiche”.

“Infatti, ha spiegato, la possibilità per infermieri e gli altri professionisti sanitari di avere anche una carriera professionale è la novità fondamentale avendo risolto la questione delle competenze avanzate e specialistiche con la previsione dell’incarico di professionista esperto e di quello specialista per gli infermieri e le altre professioni sanitarie si è affrontata la questione della suddivisione del personale del SSN “vintage” dei quattro ruoli (sanitario, professionale, tecnico ed amministrativo) previsto dal DPR761/79 che non corrisponde più all’evoluzione scientifica, tecnologica, normativa e formativa, un sistema nel quale ora prevale la mission di salute più che di sanità in senso stretto”.

“Nella strategia per la promozione della salute, per tutti il Patto per la Salute 2014/2016, costituisce, allo stato attuale, ha ripreso Alessi, il momento più alto con il quale il Governo Nazionale ed i Governi Regionali sono impegnati alla sua attuazione; in questa articolata e complessa iniziativa l’integrazione sociosanitaria costituisce uno degli assi portanti ed infatti, all’articolo 6 del Patto è stata riaffermato con forte convinzione la scelta strategica dell’integrazione sociosanitaria indispensabile per costruire un vero sistema avanzato di tutela della salute”.

Per questo il Comitato di Settore propone di articolare il personale del SSN nelle seguenti aree: sanitaria, dell’integrazione sociosanitaria, dei fattori produttivi e della ricerca.
Questa scelta dell’area delle professioni e degli operatori sociosanitari è una nuova configurazione professionale tutta da riempire di profili da ricollocare o da istituire ex novo; ad oggi l’unico profilo professionale istituito con una metodologia propria di quest’area è l’operatore socio sanitario.

L’OSS collocato in questa nuova area avrebbe, finalmente, la giusta collocazione risolvendo alla radice le questioni controverse legate al suo attuale inquadramento nel ruolo tecnico da una parte e dall’altra porrebbe nella giusta dimensione, il rapporto di collaborazione con le professioni sanitarie ad iniziare da quella infermieristica.

Se questa tornata contrattuale può essere funzionale e strumentale a contribuire ad attuare il Patto per la Salute ne consegue, ha esplicitato Alessi, che il ruolo del sindacato non può che essere relegato alla sola informazione bensì è quanto mai opportuno riattivare modalità di relazioni sindacali che vedano partecipare le rappresentanze sindacale alle varie fasi di riorganizzazione del SSN per favorire la loro condivisione e consenso e il loro contributi di idee e di sapere.

Del resto su questo versante Regioni e Ministero hanno già tracciato il percorso come gli articoli 5 e 22 del Patto per la Salute, nonché l’’Accordo ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.281, tra il Governo le Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano, recante istituzione di una Cabina di regia per il coordinamento nazionale sulla regolazione della vita professionale ed organizzativa degli operatori del sistema sanitario, prevede come centrale il ruolo del sindacato come coprotagonista del processo di nuova organizzazione del SSN.

Quanto sopra prefigura, ha concluso Alessi, un nuovo soggettivismo positivo e costruttivo del sindacato che si potrà estrinsecare dando corso nei rinnovi contrattuali a nuove modalità di relazioni sindacali che prevedano forme di concertazione delle rappresentanze dei professionisti e degli operatori del SSN nelle fasi di ristrutturazione e di riorganizzazione del SSN e su questa idea forza si sono sviluppate le direttive in materia del Comitato di Settore.

Vito De Filippo, sottosegretario alla Salute
“IlGoverno presenterà un proprio emendamento in sede di approvazione della legge di Bilancio con il quale sarà specificata la quantità per i fondi per i rinnovi dei contratti e delle convenzioni del personale del SSN e per l’avvio del superamento del precariato nonché per le assunzioni di nuovi infermieri e medici, come più volte preannunciato dallo stesso premier Renzi”.

Il Sottosegretario ha, inoltre, ricordato come gli Atti di indirizzo, approvati dal Comitato di Settore Regioni-Sanità per fornire direttive all’Aran per l’ormai prossimo rinnovo contrattuale del personale del SSN, dirigenza medica compresa, presentano una positiva novità discontinua ed originale in quanto in questa tornata contrattuale il Ministero della Salute all’interno del su ricordato Comitato di Settore ha proposto, scritto e determinato l’indirizzo da dare al documento, individuando le scelte strategiche ed avviando a soluzione alcune delle questioni più rilevanti riguardanti il personale sulle quali da tempo stavamo operando per risolverle.

“Sono Atti di indirizzo, ha proseguito De Filippo, contestualizzati all’interno dei processi in corso di riorganizzazione delle Aziende Sanitarie per effetto delle scelte contenute nel Patto per la Salute che introducono un’innovazione nell’assetto lavorativo e professionale che non ha precedenti per intensità e vastità nella storia del SSN né ha paralleli analoghi in altri comparti pubblici”.

“Per questa motivazione si è proposto ed è stato accettato, ha ricordato De Filippo, che si innovasse il sistema delle relazioni sindacali promuovendo il massimo coinvolgimento del personale, anche attraverso le loro rappresentanze, in tutte le fasi di riorganizzazione delle aziende sanitarie facendoli partecipare alle scelte programmatorie ed alle conseguenti fasi di monitoraggio e verifica”.

“Si è lanciata la sfida finalizzata a far si che i rinnovi contrattuali siano funzionali e strumentali ai processi di riorganizzazione in atto nel SSN, iniziando dall’attuazione delle scelte strategiche dal nuovo assetto per intensità di cure degli ospedali ma soprattutto alla valorizzazione dei servizi e presidi sanitari e sociosanitari territoriali 24 ore al giorno e 7 giorni la settimana, favorendo la partecipazione, la condivisione, la compartecipazione ed il protagonismo soggettivo e propositivo dei professionisti della salute e l’insieme degli operatori”.

“La funzione primaria per dar vita a questa grande processo di innovazione e di discontinuità con il passato ma anche con il presente, ha continuato De Filippo, non potrà che avere come uno dei principali strumenti attuativi anche gli atti di indirizzo per il rinnovo di contratti e convenzioni varati dal Comitato di Settore Regioni-Sanità”.

“Gli Atti, ha sottolineato il sottosegretario, hanno avuto sì alcune osservazioni da parte del MEF, alle quali il Comitato di Settore ha dato esaurienti risposte e si è in attesa del suo varo definitivo, tuttavia le osservazioni del MEF non attengono alle questioni rilevanti riguardanti gli aspetti salienti della nuova organizzazione del lavoro che, su proposta del Ministero della Salute, sono stati introdotti e che quindi possono essere considerati acquisiti”.

Tra questi risalta la questione della “collocazione contrattuale delle competenze avanzate e specialistiche delle professioni sanitarie infermieristiche – ostetrica, tecniche, della riabilitazione e della prevenzione”.

“La questione debba essere ormai considerata risolta, ha chiarito De Filippo, in quanto contenuta ed avviata in attuazione integrale nell’Atto di indirizzo che detta direttive all’Aran per i rinnovi contrattuali del personale del SSN, recentemente approvato dal Comitato di Settore Regioni-Sanità”.

“Tra le non osservazioni del MEF agli atti di indirizzo e quindi la condivisione, sottolinea ancora il sottosegretario, emerge la questione delle competenze avanzate e specialistiche degli infermieri e delle altre professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione, della prevenzione nonché della professione di ostetrica.

Perdurando il blocco contrattuale era stata scelta in precedenza, ha ricordato De Filippo, la via di un Accordo Stato-Regioni che uniformasse a livello nazionale le modalità attuative di tale processo di condivisione di tali adempimenti tra medici ed altri professionisti sanitari che già si stavano realizzando in alcune Regioni”.

“Il MEF in proposito, spiega ancora De Filippo, ha avuto da osservare alla scelta adottata dal Comitato di Settore Regioni-Sanità di affrontare attraverso la via contrattuale, che è poi quella naturale, la questione aperta di come “inquadrare economicamente e normativamente le ulteriori competenze avanzate e specialistiche delle professioni sanitarie infermieristiche-ostetrica, tecniche, della prevenzione e della riabilitazione” già attivate nelle Regioni nelle quali il sistema sanitario è più avanzato e per le quali vi è la necessità che abbiano una omogenea ed uniforme dimensione nazionale di sistemazione delle loro nuove competenze, da descrivere come un allegato al contratto anche per incentivare le altre Regioni ad adottarle”.

“Questa scelta, dice il sottosegretario, va oltre il destino dell’ipotesi di Accordo Stato-Regioni sulle competenze avanzate e specialistiche degli infermieri e delle altre professioni sanitarie, che, comunque, anche se fosse ormai a posteriori approvato, sarebbe solo un atto propedeutico a questa scelta contrattuale già adottata”.

“Tale capitolo, ha concluso il Sottosegretario, è stato proposto dal rappresentante il Ministero della Salute nel Comitato, cioè lo stesso Sottosegretario di Stato, con la condivisione di tutte le Regioni e contiene in esso tutte le procedure attuative indicate dalle proposte di Atto Stato-Regioni per l’implementazione delle competenze della professione infermieristica nonché di quella di tecnico sanitario di radiologia medica”.

Michele Emiliano, presidente Regione Puglia
Sollecitato dal Segretario Generale Regionale FIALS Mincuzzi, anche sulla questione del riordino ospedaliero, come da DM 70/2015, e le stesse implicazioni relative all’assunzione del personale e alla stabilizzazione dei precari nella sanità pugliese, non si è tirato indietro. Emiliano ha dichiarato come sul piano di riordino ospedaliero per la Pugliadi aver trovato un alleato nella rappresentanza sindacale della FIALS, ribadendo anche che in Puglia non è possibile avere 40 ospedali per quattro milioni di abitanti e che il decreto ministeriale 70 “serve a razionalizzare la spesa” .

Un tweet al premier Renzi, da parte di Emiliano, (“sono d’accordo con il Dm 70”), anticipandogli una battaglia sulla quale non farà un passo indietro: “Chiederò una deroga per Taranto, dove la situazione epidemiologica è drammatica. Quello dell’Ilva è un inquinamento di Stato e quindi devo avere le armi per curare i feriti”. L’ultimo pensiero Emiliano lo riserva al futuro della Casa Divina Provvidenza di Bisceglie: “La Regione dà 40 milioni di euro all’anno. Se non la prende nessuno, la gestiamo noi. Ci sono 1.100 dipendenti da tutelare, anche se sono più dei pazienti”.

Giuseppe Carbone, segretario generale Fials
Riprendendo alcuni concetti espressi da Renzo Alessi, dal Sottosegretario De Filippo e dal Governatore Emiliano, ha subito esordito che le risorse economiche per i rinnovi contrattuali ci sono e si annidano tutte negli attuali sprechi della sanità.

“Serve un patto nuovo, ha proseguito Carbone, tra la rappresentanza delle Regioni – Comitato di Settore – e le OO.SS. con il rinnovo contrattuale e precondizione è la modifica del sistema delle relazioni sindacali. Rimane necessario porre nel contratto nazionale strumenti di confronto a livello regionale ed aziendale con le organizzazioni sin­dacali per ricercare insieme, e vi sono tantissime e reali possibilità, di perve­nire ad accordi sindacali tendenti a ta­gliare enormemente gli sprechi nella sanità, attualmente stimabili in oltre 10 miliardi annui”.

“Sono soldi che riguardano, secondo la Corte dei Conti, le fatture fraudolente, ha continuato Carbone, il mancato completamento di strut­ture e il mancato uso di macchinari, costruite e comprati per rendere favore a qualcuno, le spese per corsi di formazione mai tenuti, la gestione irregolare delle case di cura conven­zionate, le ingiustificate prescrizioni dei farmaci. Tanti soldi, poca traspa­renza, controlli scarsi, troppi interessi politici e clientelari”.
Ed ancora, “l’eliminazione di inappropriatezza dei ricoveri e delle numerose esternalizzazioni di servizi molto one­rosi per i bilanci aziendali, la riduzione delle numerose consulenze e delle spese legali esterne, la trasparenza nelle procedure di appalti ed acquisti, l’attivazione di procedure di accreditamento di nuove strutture sanitarie correlate all’integrazione delle reali necessità e bisogni delle realtà territoriali, sono alcune variabili, ha proseguito Carbone, che possono favo­rire il recupero di risorse economiche finalizzate a ridurre gli sprechi per razionalizzare e rivitalizzare, con risorse proprie, il servizio sanitario nazionale ed il sistema con­trattuale del comparto della sanità”.

“Noi riteniamo, ha continuato Carbone, come per coniugare l’esigenza dell’economi­cità nell’impiego delle risorse economiche e il principio della qualità e dell’appropriatezza delle prestazioni sani­tarie vadano improrogabilmente applicati i Costi Standard garantendo i livelli essenziali di prestazione. Il costo stan­dard rimane il presupposto fondamentale per garantire il diritto alla salute unitamente alla rivisitazione degli indicatori utilizzati per il riparto del Fondo Sanitario Nazionale”.

“Garantire una buona sanità evitando gli sprechi e quindi liberare risorse economiche per migliorare il sistema sanitario pubblico e le motivazioni del personale del Servizio Sanitario Nazionale rappresenta un obiettivo della FIALS con la prossima contrattazione”.

“Siamo convinti, ha osservato Carbone, della necessita di liberare risorse economiche anche con l’applicazione in sanità dell’ex art. 16 del D.L. 98/2011- art. 6 della Legge n.111/2011 – Piani Triennali di Processi di Ristrutturazione, Riorganizzazione ed Innovazione – come dell’utilizzo degli stessi fondi europei come anche di quelli rivenienti dall’attuazione dell’art. 43 della legge 449/97 (sponsorizzazioni ed altro)”.

“Riteniamo che sia necessario individuare le migliori pratiche che contribuiscano al coinvolgimento, alla responsabilizzazione delle OO.SS. come condizione per favorire e concretizzare istituti partecipativi, così aumentando la produttività con il coinvolgimento degli operatori nei risultati economici aziendali attraverso l’erogazione economica del controvalore del maggior impegno profuso, che si quantifichi come dividendo aziendale da ripartire, in una logica aziendalistica concertativa tra azienda e risorse umane e professionali”.

“In questo quadro è evidente che implementando la partecipazione e la responsabilizzazione dei professionisti e degli operatori all’organizzazione e all’andamento delle amministrazioni, alla lotta agli sprechi ed alla razionalizzazione della spesa, si potrà permettere il recupero di ingenti risorse, oggi disperse, e una più razionale programmazione finanziaria da finalizzare sia ai contratti integrativi, per incrementare la produttività collettiva da erogare agli operatori, che ad investimenti in tecnologia, il tutto nell’obiettivo di offrire servizi efficienti per i cittadini, con la previsione per la quale una quota dei risparmi derivanti da processi di ristrutturazione, riorganizzazione e innovazione possa essere utilizzata annualmente e destinata, secondo criteri definiti dalla contrattazione integrativa, al personale direttamente coinvolto e alla stessa contrattazione decentrata, nell’importo massimo del 50 per cento, per la contrattazione integrativa, di cui il 50 per cento destinato alla erogazione dei premi previsti dall’articolo 19 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150”.

“Ne consegue la necessità, ha concluso il convegno Carbone,di costruire un sistema e percorso che veda la obbligatorietà di definire tale materia negli istituti contrattuali da definire a livello di contrattazione integrativa aziendale e che consideri le modifiche dell’organizzazione del lavoro e l’evoluzione delle professionalitàcome patrimonio di valorizzazione del lavoro e di tutti i dipendenti, ciascuno con la sua professionalità, ruolo e responsabilità, con un connotato meritocratico che sia supportato da un modello di valutazione oggettiva, trasparente e permanente, che potrebbe prevedere, anche, forme di un qualche coinvolgimento degli utenti. E su questi aspetti ci attendiamo un contratto dignitoso e che valorizzi tutte le professionalità”.

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Alfio Alfredo Stiro nasce in Sicilia a Catania il 22/01/1970, consegue la laurea in infermieristica presso la facoltà di Medicina e Chirurgia di Catania e successivamente il Master in Management delle Professioni Sanitarie. Master in osteopatia posturale presso l'universita di Pisa dipartimento di endocrinologia e metabolismo,ortopedia e traumatologia,medicina del lavoro. E scuola di osteopatia belga, Belso.ha frequentato numerosi corsi sull'emergenza, in servizio presso l’U.O. di Pronto soccorso e Ps pediatrico. Azienda Cannizzaro per l'emergenza di catania.

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