La metà dei medici e degli infermieri degli ospedali è assente. Da Nord a Sud ad agosto si perde un letto su tre per i ricoveri

Dal 2009 sono spariti 18 mila posti letto L’Italia ha il tasso di posti letto per mille abitanti più basso d’Europa: meno di 3,5 letti contro i sette della Germania e i sei della Francia

Sarà il caldo reso più insopportabile da quella cinquantina di corpi accatastati senza distinzione di sesso ed età, ma l’omone dà fuori di testa, aggredisce l’infermiere urlando: «Pago le tasse, qualcuno mi faccia almeno appoggiare da qualche parte».

L’arte di arrangiarsi
Pronto soccorso del San Camillo di Roma, una registrazione speditaci da un paziente racconta una delle tante storie di ordinaria follia della sanità che ad agosto va in vacanza. Ignorando che le malattie non prendono ferie. Perché in questo ospedalone romano si replica quel che si recita da Nord a Sud Italia: reparti e studi dei medici di famiglia che chiudono per ferie lasciando che a sbrigarsela siano i servizi d’emergenza. Già congestionati di loro, figuriamoci quando la metà dei camici bianchi e degli infermieri ad agosto si godono il meritato riposo e alle loro spalle si tagliano i di per sé scarsi posti letto. Perché ad agosto un letto su tre viene sforbiciato. Almeno a vedere le oltre trenta segnalazioni che abbiamo raccolto lungo lo Stivale. Che parlano di intere aree dove è vietato venire al mondo per la chiusura dei punti nascita, di donne dimesse da ginecologia per chiusura reparto nonostante fosse già stato programmato un intervento chirurgico, di sale operatorie che vanno ko.

L’Ats, l’Agenzia sanitaria milanese, ha rilevato che questo mese saranno messi in pausa e riaperti dopo le ferie il 34,6% dei letti, quasi tremila sugli 8.546 normalmente funzionanti. Ma le chiusure per letti e reparti scattano un po’ ovunque. All’ospedale di Battipaglia, in provincia di Salerno, le sale operatorie di chirurgia, ortopedia e chirurgia del rachide chiudono a cavallo di ferragosto e i relativi interventi vengono rinviati a data da destinarsi. Al Nord ma la musica non cambia. Al Santa Croce di Cuneo chiusure estive per i reparti di oculistica e ginecologia. Nel punto nascita di Vittorio Veneto addio vagiti fino a settembre. Chi aveva programmato il parto dovrà andare in trasferta.

Niente interventi chirurgici programmati all’Ospedale Sant’Anna di Como e chiusura dei servizi della week e day surgery, quelli che dovrebbero servire a ottimizzare i costi nella sanità, riducendo la permanenza in ospedale a sole 24 ore. A Cosenza poi si arriva al paradosso di non poter nemmeno pagare il ticket, perché l’unico dipendente dell’azienda sanitaria di Castrovillari è andato in ferie e tornerà il 25 agosto. Nessuno ha potuto o voluto sostituirlo, così chi ha bisogno di una visita o di un accertamento dovrà andare da un privato e pagare a tariffa piena, perché senza l’obolo il pubblico non eroga.

Proprio al San Camillo di Roma ginecologia è chiusa per ferie e chi aveva un intervento programmato deve attendere pazientemente la fine delle vacanze. Nel Barese è stato ridotto l’orario di apertura dei pronto soccorso più piccoli e le ambulanze fanno fatica a partire per carenza di medici.

Si dirà che ad agosto anche gli assistiti lasciano le città e che la domanda di cure si sposta nei luoghi di villeggiatura. E qualcuno, come in Puglia, si è attrezzato, potenziando i presidi sanitari estivi lungo la costa. Ma nell’ospedale di Loreto Mare, in Campania, le stanze sono vuote per carenza di sanitari in vacanza e i pazienti sono ammassati nei corridoi.

Scandali di mezza estate fomentati anche dalle ferie dei medici di famiglia. Che lasciano i sostituti a presidiare i loro studi.

La chimera
Peccato però che in buona parte d’Italia il fascicolo sanitario elettronico sia ancora una chimera e così, non fidandosi di chi non sa nulla dei nostri problemi pregressi di salute, molti finiscono per bussare alle porte del pronto soccorso.

Agosto dottore mio non ti conosco. Ma guai dirlo ai diretti interessati. Che puntano l’indice contro le spending review degli ultimi anni. E in effetti dal 2009 sono spariti 18mila posti letto, soprattutto nel Sud, dove a compensare lo svuotamento degli ospedali non c’è stato il rafforzamento dei servizi territoriali. «Ormai abbiamo il tasso di posti letto per mille abitanti più basso d’Europa: meno di 3,5 letti contro i 7 della Germania e i 6 della Francia», afferma Carlo Palermo, Vice Segretario Nazionale dell’Anaao, il più grande sindacato dei camici bianchi ospedalieri. Ma se i letti scarseggiano i sanitari che dovrebbero farsene carico non sono da meno. Negli ospedali mancano 10mila dottori, 20mila infermieri, più altri 30mila che servirebbero a far funzionare i servizi sul territorio. «Noi cerchiamo di scaglionare le ferie tra giugno e settembre ma il problema – denuncia Palermo – è che a causa dei ripetuti blocchi delle assunzioni abbiamo accumulato decine di migliaia di giornate di riposo non godute e 12milioni di ore di straordinario non retribuite». Come dire che senza gli stakanovisti della sanità le cose andrebbero ancora peggio.

Alfio Stiro

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Alfio Alfredo Stiro nasce in Sicilia a Catania il 22/01/1970, consegue la laurea in infermieristica presso la facoltà di Medicina e Chirurgia di Catania e successivamente il Master in Management delle Professioni Sanitarie. Master in osteopatia posturale presso l'universita di Pisa dipartimento di endocrinologia e metabolismo,ortopedia e traumatologia,medicina del lavoro. E scuola di osteopatia belga, Belso.ha frequentato numerosi corsi sull'emergenza, in servizio presso l’U.O. di Pronto soccorso e Ps pediatrico. Azienda Cannizzaro per l'emergenza di catania.

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