Una storia che unisce assistenza, fede e vocazione.
Per oltre trent’anni ha lavorato come infermiere, vivendo ogni giorno accanto ai pazienti, tra sofferenza, speranza e umanità. Poi, a 56 anni, ha deciso di seguire fino in fondo quella chiamata che sentiva da sempre: diventare sacerdote.
La sua vocazione, infatti, non è nata all’improvviso. Era presente fin da giovane, ma la vita lo aveva portato su un’altra strada: quella dell’assistenza.
L’ospedale è stato per lui una sorta di “seminario quotidiano”, un luogo in cui prendersi cura degli altri non solo dal punto di vista clinico, ma anche umano e spirituale.
Negli anni, il contatto costante con la fragilità e la sofferenza ha rafforzato sempre di più quella vocazione, fino alla decisione definitiva: lasciare la professione infermieristica per intraprendere il cammino verso il sacerdozio.
Una scelta che dimostra come prendersi cura degli altri possa assumere forme diverse, ma mantenere sempre lo stesso cuore: quello del servizio.
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