L’influenza stagionale entra nel vivo con la diffusione della variante K, una mutazione del ceppo A/H3N2, che nelle ultime settimane ha determinato un rapido aumento dei contagi in tutta Italia.
Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, in una sola settimana si sono registrati oltre 800.000 nuovi casi, confermando una crescita sostenuta dell’incidenza influenzale.
La variante K non sembra associata a forme cliniche più gravi rispetto ad altri ceppi stagionali, ma si sta dimostrando più contagiosa e con una durata dei sintomi più prolungata, soprattutto nelle persone fragili, negli anziani e in chi presenta patologie croniche.
Picco previsto a Natale
Il picco dei casi è atteso durante il periodo natalizio, quando aumentano gli incontri familiari e sociali, favorendo la trasmissione del virus. Un contesto che rende particolarmente importante l’attenzione alle misure di prevenzione, soprattutto nei confronti delle fasce più vulnerabili della popolazione.
Nonostante la disponibilità del vaccino antinfluenzale, la copertura resta insufficiente: circa il 50% degli over 65 non risulta vaccinato, un dato che desta preoccupazione considerando il maggior rischio di complicanze in questa fascia di età.
Aumento dei ricoveri ospedalieri
Gli ospedali stanno già registrando un incremento dei ricoveri legati a complicanze respiratorie, in particolare polmoniti e riacutizzazioni di patologie croniche.
Le regioni maggiormente colpite risultano Campania, Sardegna e Sicilia, dove la pressione sui servizi sanitari è in crescita.
Prevenzione e responsabilità
In questo scenario, la prevenzione resta lo strumento più efficace: vaccinazione, attenzione ai sintomi, riduzione dei contatti in caso di malattia e protezione delle persone fragili.
Un approccio responsabile è fondamentale per limitare l’impatto dell’influenza sul sistema sanitario e tutelare chi è più esposto alle complicanze.
