farmaci
VERONA Il primo problema di abuso di sostanze negli Stati Uniti? Quello che riguarda i cosiddetti painkillers, gli oppiodi da prescrizione come antidolorifici. Fino a pochi anni fa era la terza dipendenza: oggi è salita al primo posto. “In America la portata è devastante: gli effetti – perdita di posti di lavoro, riflessi sulla società – sono simili a quelli dell’Aids anni fa. E in Italia, si sta diffondendo a macchia d’olio”

A parlare è Fabio Lugoboni, direttore di Medicina delle dipendenze dell’Azienda ospedaliera integrata di Verona. Già nel 2002, erano 30 milioni le persone con più di 12 anni che negli Stati Uniti facevano uso di painkillers fuori dal contesto medico. Negli ultimi anni, i pronto soccorso hanno registrato un incremento esponenziale di accessi per overdose da oppiodi legali: proprio in questi giorni la Dea (agenzia federale antidroga statunitense) sta promuovendo una campagna di raccolta di tutti gli oppiodi scaduti dagli armadietti delle famiglie per toglierli dalla portata dei ragazzini. “Le norme sul dolore aumentano, le pressioni delle case farmaceutiche si fanno sempre più soffocanti, e la dipendenza dagli Stati Uniti è sbarcata nel nord Europa e anche in Italia”.

Agenzia giornalistica
La produzione farmaci è aumentata del 4,5%: raggiunti 28,7 miliardi
Farmaci, Italia seconda in Europa per produzione
Consegna di farmaci a domicilio per i malati gravi
AREA ABBONATI
Dal 2000, il reparto di Medicina delle dipendenze di Verona si occupa principalmente di detossificazione da sostanze psicoattive, sia assunte singolarmente sia in associazione: eroina, metadone, cocaina, crack, amfetamine, ecstasy, cannabinoidi, benzodiazepine, barbiturici, altri farmaci psicotropi o analgesici, e gravi forme di tabagismo non trattabili ambulatorialmente. “Non abbiamo mai visto un fenomeno così impressionante come quello delle dipendenze da analgesici oppiodi: ribalta tutte le dinamiche che avevamo imparato a conoscere sin qui”. In pratica, la persona comincia ad assumere ossicodone attraverso i farmaci legali che lo contengono che trova in casa. Quando le ‘scorte casalinghe’ si esauriscono, passa al reperimento online e quando il costo comincia a essere troppo elevato, si rifugia nella cocaina, molto più economica: “La cocaina, a questo punto, è un ripiego, non il punto il partenza. E pensare che noi all’inizio credevamo ci saremmo dedicati soprattutto a eroinomani e tabagisti”.

Quattro i letti a disposizione nel reparto (i ricoveri sono sempre volontari e programmati): “Siamo l’unica realtà in Europa che porta avanti programmi per dipendenze così gravi. In pratica, da noi vengono le persone che nessun altro si vuole prendere. Curiamo i casi difficili di poliabuso, i malati che hanno bisogno di numerose cure infermieristiche”. I pazienti arrivano da tutta Italia e anche dall’estero: dalla Svizzera, dal Messico per esempio. “Siamo una realtà pubblica e i nostri percorsi sono gratuiti. Attività simili sono portate avanti in Usa e Australia, ma i prezzi sono altissimi”. I percorsi di disintossicazione sono brevi, durano in media una settimana.

Sette pazienti su 10 sono ricoverati per abuso di farmaci, nella maggior parte dei casi sonniferi e calmanti (“C’è chi assume fino a 200, 300 tavor al giorno, chi l’equivalente di mille fiale di morfina: sviluppano tolleranza alle sostanze e vengono da noi”): “Le cause vanno ricercate nell’aumento della disponibilità degli oppiodi, nelle prescrizione di medici poco attenti e molto generosi nel dosaggio”. Il 10 per cento degli abusatori sono medici – soprattutto anestesisti – e infermieri, che sono abituati a maneggiare farmaci: “Le faccio un esempio”. Lugoboni racconta di una telefonata di un marito allarmato che chiedeva di ricoverare la moglie: “Eravamo sotto Natale: era una famiglia residente in un’altra regione, ma che per le feste si trovava a Bergamo. Accettammo”. La moglie, infermiera di 40 anni con due figli piccoli, aveva avuto delle crisi epilettiche, conseguenza dell’abuso di farmaci antidolorifici normalissimi. “La prima volta era stata per un mal di denti. Quel farmaco l’aveva fatta stare benissimo, le aveva cancellato anche tutte le altre ansie. Così, continuò ad assumerne, fino ad arrivare a iniettarselo in vena. La famiglia non sapeva nulla, e rimase scioccata”.

Secondo Lugoboni, ogni regione dovrebbe avere 2-3 letti per degenze di questo tipo: “Sarebbe un enorme risparmio: le persone affette da queste dipendenze, quando arrivano ai pronto soccorso, subiscono migliaia di interventi assolutamente inutili, ripetuti ciclicamente senza risultati. Sono situazioni penose: non sono quelli i percorsi adeguati, e non sono altro che soldi buttati”. (Ambra Notari)

 

fonte

The following two tabs change content below.
Alfio Alfredo Stiro nasce in Sicilia a Catania il 22/01/1970, consegue la laurea in infermieristica presso la facoltà di Medicina e Chirurgia di Catania e successivamente il Master in Management delle Professioni Sanitarie. Master in osteopatia posturale presso l'universita di Pisa dipartimento di endocrinologia e metabolismo,ortopedia e traumatologia,medicina del lavoro. E scuola di osteopatia belga, Belso.ha frequentato numerosi corsi sull'emergenza, in servizio presso l’U.O. di Pronto soccorso e Ps pediatrico. Azienda Cannizzaro per l'emergenza di catania.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 
Ultime notizie
NurseNews.eu

Convocazione alla prova d’esame orale per il concorso pubblico di 110 vice ispettori tecnici ruolo sanitari, infermieri della Polizia di Stato.

          OGGETTO: concorso pubblico, per titoli cd esami, per l’assunzione di 110 vice ispettori tecnici del ruolo degli ispettori tecnici della ...

Continua a leggere

Cena di Natale del sindacato FSI-USAE Agrigento-Caltanissetta.

Il sindacato FSI-USAE della provincia di Agrigento ha vissuto un momento di unione e divertimento prima dell'inizio delle festività natalizie ...

Continua a leggere

Ennesimo medico coraggioso e bizzarro ordina per iscritto il giro letto agli Infermieri.

                Dopo la Balanzoni anche un altro medico chirurgo detta regole  agli infermieri, senza nessuna remore e addirittura per iscritto (con ...

Continua a leggere

Durante le ferie la retribuzione non può essere inferiore alle giornate di lavoro in presenza

Durante le ferie la retribuzione non può essere inferiore alle giornate di lavoro in presenza

            Con la sentenza n. 20216 del 23.06.2022, la Cassazione dichiara la nullità della clausola del contratto collettivo del Trasporto aereo che ...

Continua a leggere

Martina si laurea e diventa mamma nello stesso giorno: Vi racconto com'è andata

            Mamma e dottoressa nello stesso giorno. I meravigliosi "scherzi" del destino di una vita che sembra aver subìto un'accelerazione improvvisa, ...

Continua a leggere

Ars e Precari Covid, Volo: «I contratti saranno prorogati»

              Il tema è stato tra quelli trattati anche nella seduta della Sesta Commissione. PALERMO. «Daremo una proroga al personale sanitario precario. ...

Continua a leggere

Suona il Campanello del reparto ma non arriva nessuno.

                Ha suonato il campanello del suo compagno di stanza all’ospedale, sabato notte intorno alle 3.30, nel reparto di medicina Interna ...

Continua a leggere

l’infermiere che ometta di prendere in carico un paziente poi deceduto in seguito a intervento chirurgico risponde di omicidio colposo.

l’infermiere che ometta di prendere in carico un paziente poi deceduto in seguito a intervento chirurgico risponde di omicidio colposo.

              E’ quanto stabilito dalla Cassazione con sentenza n. 21449 del 25 maggio 2022 Più nello specifico, due infermieri venivano imputati di ...

Continua a leggere

L’Azienda ospedaliera Cannizzaro stabilizza 31 infermieri.

L'Azienda ospedaliera Cannizzaro stabilizza 31 infermieri.

          L’ azienda Ospedaliera Cannizzaro nella persona del direttore Generale Salvatore Giuffrida prosegue, dopo quella già riconosciuta al personale medico nella ...

Continua a leggere

L’Anaao Assomed condivide con la Balanzoni l’odio verso gli infermieri

                Ritorniamo, nostro malgrado, a parlare di Barbara Balanzoni, non più medico perché radiata, autrice dell’ennesimo commento di basso profilo. Nulla ...

Continua a leggere

Lettera alla redazione