Un’infermiera del Michigan, con un video che è diventato virale, ha mostrato come è facile contrarre il virus anche se indossiamo i guanti: se tocchiamo superfici infette e poi maneggiamo un cellulare o ci tocchiamo il viso, i guanti diventano veicolo di diffusione del virus con la cross contaminazione

Pensavamo di aver risolto i problemi indossando i guanti per andare a fare la spesa o quando tocchiamo qualche superficie sporca e potenzialmente infetta. In realtà, però, non è proprio così, perché il Coronavirus può sorprenderci anche se le nostre mani sono protette.

La prova, con un video didattico che sta diventando virale, ce l’ha data Molly Lixey, infermiera del pronto soccorso di Saginaw, nel Michigan. ha notato come tantissima gente indossi i guanti ma senza pensare che, se dopo aver toccato qualche superficie infetta si maneggia, ad esempio, uno smartphone, il Covid si trasmetterà dai guanti al telefonino con pericolose conseguenze.

Ecco la cross contaminazione
“Voglio ricordarvi di questa cosa chiamata ‘cross contamination'”, esordisce la Lixey nel suo video-tutorial mostrato da Repubblica. Mentre racconta di infilare i guanti prima di fare la spesa, immerge le dita in un piatto di vernice per rappresentare il virus sulle sue mani dopo il contatto con alcuni oggetti contaminati.

Letteralmente “contaminazione incrociata”, sta a significare come qualsiasi germe o virus possa essere trasferito da una superficie ad un’altra. È così che l’ex infermiera continua il suo video-racconto dicendo di aver acquistato alcuni prodotti, messi dentro il carrello della spesa e, nel frattempo, continuato a messaggiare con suo marito tramite smartphone mentre nel frattempo toccava altri oggetti e si grattava il naso.

Il risultato, incredibile fino ad un certo punto, è che la vernice (quindi il virus) rimaneva su tutte le superfici da lei toccate: schermo del cellulare e, soprattutto, naso e guance del suo viso, parti del corpo che lei ha contaminato grattandosi il naso e parlando al cellulare poggiato sull’orecchio. In pratica, non ha senso toccarci il viso anche se indossiamo i guanti: il loro rivestimento esterno può diventare un pericoloso veicolo di diffusione.

“Lavarsi sempre le mani”
L’esempio, davvero calzante, lo conclude quando va in macchina: prima di salire getta i guanti nell’immondizia. “Quindi ora le vostre mani sono pulite e siete nella vostra auto al sicuro – afferma – però il vostro cellulare squilla di nuovo. Ecco, questa si chiama cross contaminazione: non c’è motivo di usare i guanti se non lavate le mani ogni volta. Altrimenti non ha senso”. Oltre alla mani, aggiungeremmo, bisogna pulire accuratamente le superfici che tocchiamo, come quelle dei telefonini, anche se indossiamo i guanti: il virus può trasferirsi facilmente e velocemente.

L’idea della vernice
“Stavo dipingendo in giro per casa e mi ha colpito il fatto ho pensato che la vernice sarebbe stata un mezzo perfetto da usare per spiegare questa contaminazione incrociata”, ha detto l’infermiera. “Mi terrorizza pensare che le persone credano di essere al sicuro solo perché indossano guanti e non sono consapevoli del fatto che potrebbero ancora fare del male a se stessi o agli altri”.

Sappiamo che il Coronavirus può diffondersi attraverso starnuti e tosse o toccandosi il naso, la bocca e gli occhi, il che rende molto più facile il passaggio dei germi da un oggetto, o da un soggetto, all’altro. Il risultato finale dimostra quanto velocemente si possa diffondere il virus anche se si indossano dei guanti.

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Alfio Alfredo Stiro nasce in Sicilia a Catania il 22/01/1970, consegue la laurea in infermieristica presso la facoltà di Medicina e Chirurgia di Catania e successivamente il Master in Management delle Professioni Sanitarie. Master in osteopatia posturale presso l'universita di Pisa dipartimento di endocrinologia e metabolismo,ortopedia e traumatologia,medicina del lavoro. E scuola di osteopatia belga, Belso.ha frequentato numerosi corsi sull'emergenza, in servizio presso l’U.O. di Pronto soccorso e Ps pediatrico. Azienda Cannizzaro per l'emergenza di catania.

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