La mobilitazione dei lavoratori della sanità privata e delle RSA prosegue. FP CGIL, CISL FP e UIL FP hanno annunciato un nuovo presidio nazionale davanti al Ministero della Salute, in programma il 24 luglio, per chiedere lo sblocco di una vertenza che coinvolge circa 300.000 professionisti ancora in attesa del rinnovo del contratto collettivo.
Secondo le organizzazioni sindacali, il rinnovo del contratto della sanità privata è fermo da otto anni, mentre quello delle RSA addirittura da quattordici. Una situazione definita non più sostenibile, soprattutto alla luce delle nuove risorse pubbliche destinate al settore.
Al centro della protesta c’è il recente decreto sulle nuove tariffe ospedaliere e della riabilitazione, che mette a disposizione circa un miliardo di euro, di cui 350 milioni immediatamente disponibili. Per i sindacati, però, il provvedimento non prevede alcun vincolo che obblighi le strutture private accreditate a destinare parte di queste risorse al rinnovo dei contratti o al miglioramento delle retribuzioni del personale.
Le sigle sindacali denunciano inoltre che le aziende del settore operano in un sistema sostenuto da importanti finanziamenti pubblici e chiedono che tali risorse siano accompagnate da precise garanzie per i lavoratori, a partire dal rinnovo dei contratti nazionali.
Tra le contestazioni figura anche la recente esclusione del personale della sanità privata dall’indennità di vacanza contrattuale prevista dal Decreto Lavoro, una scelta che i sindacati giudicano fortemente penalizzante rispetto ai dipendenti del Servizio sanitario pubblico.
Per queste ragioni FP CGIL, CISL FP e UIL FP hanno confermato la prosecuzione della mobilitazione, annunciando il presidio del 24 luglio davanti al Ministero della Salute. L’obiettivo dichiarato è ottenere l’apertura di un confronto che porti finalmente al rinnovo dei contratti e a condizioni economiche e normative in linea con il ruolo svolto quotidianamente dagli operatori della sanità privata e delle RSA.
