Prosegue il perco di sviluppo della sanità territoriale nella provincia di Catania. La Cisl esprime apprezzamento per i risultati raggiunti dall’Asp di Catania sul fronte delle infrastrutture previste dal D.M. 77/2022, ma avverte: senza nuove assunzioni di personale sanitario, l’attivazione del Punto Unico di Accesso (PUA) e una reale integrazione con i Comuni, il nuovo modello rischia di non raggiungere i risultati attesi.
Il segretario generale della Cisl di Catania, Maurizio Attanasio, insieme a Giacomo Giuliano (FNP Cisl Catania), Massimo De Natale (Cisl Medici Sicilia) e Danilo Sottile (Cisl FP Catania), ha partecipato all’incontro organizzato dall’Asp di Catania presso la Sala Convegni “Rino Nicolosi” dell’Ospedale S. Venera e S. Marta di Acireale.
Durante l’iniziativa il direttore generale dell’Asp di Catania, Giuseppe La Ganga Senzio, ha illustrato lo stato di avanzamento delle Case di Comunità e degli Ospedali di Comunità della provincia, soffermandosi sulle modalità applicative del D.M. 77/2022, che rappresenta il pilastro della riorganizzazione dell’assistenza territoriale.
Nel suo intervento, Attanasio ha espresso un cauto ottimismo per il percorso intrapreso dall’azienda sanitaria.
«I risultati conseguiti confermano l’impegno della Direzione generale, dei dirigenti e di tutti gli operatori dell’Asp di Catania. Tuttavia ha sottolineato per rendere realmente operativo il nuovo modello della medicina territoriale è indispensabile accelerare il reclutamento di infermieri e di tutto il personale del comparto sanitario».
Secondo la Cisl, la sola realizzazione delle strutture non basta. È necessario completare il processo con l’attivazione del Punto Unico di Accesso (PUA) e con la definizione degli accordi di programma tra l’Asp e le amministrazioni comunali, strumenti ritenuti fondamentali per garantire la presa in carico dei cittadini e l’integrazione tra servizi sanitari e sociali.
Il sindacato evidenzia inoltre come la collaborazione tra Azienda sanitaria e Distretti socio-sanitari sia decisiva per affrontare criticità ormai strutturali, quali la gestione della non autosufficienza, delle fragilità e delle liste d’attesa.
La Cisl ha infine ribadito la propria disponibilità a collaborare nel percorso di riforma della sanità territoriale, richiamando il Protocollo su Partecipazione, Salute e Sicurezza già sottoscritto e attuato sul territorio provinciale insieme alla Federazione dei Pensionati e alle altre federazioni della confederazione.
