Scoppia la polemica nella sanità abruzzese dopo la segnalazione della UIL FPL, che accusa la ASL Lanciano Vasto Chieti di aver attribuito agli infermieri attività non coerenti con il loro profilo professionale.
Al centro della contestazione una direttiva firmata dal responsabile delle professioni sanitarie, che prevede il coinvolgimento del personale infermieristico nella distribuzione e somministrazione dei pasti ai pazienti.
Secondo il Coordinamento territoriale UIL FPL di Chieti, si tratta di una scelta “gravemente lesiva della dignità professionale”, in quanto altera le competenze degli infermieri e rischia di compromettere la qualità dell’assistenza.
Il sindacato ha già inviato una diffida formale all’azienda, chiedendo l’immediata revoca del provvedimento, ritenuto in contrasto con la normativa vigente, il profilo professionale e il codice deontologico.
Tra le criticità evidenziate: la riduzione del tempo dedicato all’assistenza diretta, l’attribuzione di compiti legati alla manipolazione degli alimenti e l’esposizione a responsabilità igienico-sanitarie non pertinenti. Secondo la UIL FPL, inoltre, si configurerebbe un uso improprio delle risorse professionali.
“Ancora più grave – sottolinea il sindacato – è che tale misura provenga da chi dovrebbe tutelare autonomia e dignità della professione infermieristica”.
La questione è stata segnalata anche all’Ordine delle professioni infermieristiche e alla Federazione nazionale, chiamati a esprimersi sulla legittimità della disposizione.
In assenza di un intervento immediato, la UIL FPL non esclude azioni legali a tutela degli infermieri.
La nota è firmata dal coordinatore territoriale Alessandro Mobilia.

