Napoli – Continua a far discutere il caso della morte del piccolo Domenico Caliendo, il bambino di due anni deceduto dopo un trapianto di cuore eseguito all’ospedale Monaldi di Napoli. Nelle ultime ore è esplosa una nuova polemica dopo il sit-in organizzato davanti alla struttura sanitaria in sostegno del cardiochirurgo Guido Oppido, tra i medici indagati nell’inchiesta sulla vicenda.
Alla manifestazione hanno partecipato numerose famiglie di bambini trapiantati o seguiti dal reparto di cardiochirurgia pediatrica. I presenti hanno esposto striscioni e indossato magliette con un cuore rosso, esprimendo solidarietà al medico e chiedendo di fermare quella che definiscono una “gogna mediatica” nei confronti dell’équipe sanitaria e dell’ospedale.
Parole molto dure sono arrivate però dall’avvocato della famiglia del piccolo Domenico, Francesco Petruzzi, che ha definito il presidio «una pagliacciata». Secondo il legale, per i genitori del bambino è stato particolarmente doloroso vedere alcune madri manifestare a sostegno di un medico indagato per omicidio colposo, mentre – sostiene – nessuno avrebbe organizzato iniziative di solidarietà per la morte del piccolo.
Il legale ha inoltre sottolineato come la famiglia abbia sempre mantenuto un atteggiamento di rispetto verso la sanità e le istituzioni, evitando proteste o manifestazioni davanti all’ospedale. «Essere un grande cardiochirurgo non significa necessariamente essere un buon trapiantologo», ha aggiunto.
Dal canto loro, le famiglie dei pazienti difendono l’operato del primario e del reparto, sostenendo che il medico abbia salvato la vita a molti bambini. I manifestanti hanno ribadito di chiedere comunque piena verità su quanto accaduto al piccolo Domenico, ma invitano a lasciare che la giustizia faccia il suo corso senza processi mediatici.
L’inchiesta giudiziaria sulla morte del bambino è ancora in corso e vede al momento sette operatori sanitari iscritti nel registro degli indagati.