La lettera del Presidente FNOMCeO Filippo Anelli alla Presidente FNOPI Barbara Mangiacavalli rappresenta un passaggio istituzionale importante.
Il riconoscimento di “rispetto e stima per la professione infermieristica” è un segnale che va accolto.
Tuttavia, come infermieri e come comunità professionale, riteniamo necessario andare oltre la forma e affrontare la sostanza.
Le dichiarazioni che hanno originato la polemica non sono state percepite come un semplice fraintendimento comunicativo, ma come una narrazione che rischia di mettere in discussione l’evoluzione delle competenze infermieristiche, già normate da leggi, formazione universitaria e responsabilità professionale autonome.
Se davvero esiste stima, allora è necessario riconoscere pubblicamente che:
L’infermieristica italiana non è una “derivazione” della medicina, ma una professione sanitaria autonoma.
L’ampliamento delle competenze infermieristiche non è una sottrazione, ma una risposta organizzativa e scientifica ai bisogni di salute.
L’appropriatezza assistenziale non si difende mantenendo gerarchie culturali, ma costruendo integrazione tra competenze diverse.
Rivolgersi alla Presidente FNOPI è corretto sul piano istituzionale. Ma il confronto non può restare confinato ai vertici. Gli infermieri sono 450.000 professionisti che ogni giorno assumono decisioni cliniche, gestiscono percorsi assistenziali complessi e garantiscono continuità di cura.
Il rispetto non può essere solo dichiarato. Deve tradursi in un riconoscimento concreto del ruolo, delle responsabilità e dell’autonomia professionale infermieristica.
Come NurseNews crediamo che il dialogo tra professioni sia indispensabile. Ma il dialogo autentico richiede chiarezza, non solo diplomazia.
La collaborazione tra medici e infermieri è un valore.
La subordinazione culturale non lo è.
E su questo continueremo a vigilare.
Redazione NurseNews.eu
