Il Ministro della Salute ha sottolineato con forza l’importanza del via libera alle lauree infermieristiche magistrali ad indirizzo clinico, definendole un impulso decisivo per accrescere il valore del sistema sanitario in risposta ai bisogni dei cittadini e per rafforzare in modo strutturale la professione infermieristica.
“La professione infermieristica italiana si prepara a una trasformazione strutturale che può segnare una svolta epocale nell’assetto del Servizio Sanitario Nazionale. Il Ministero dell’Università e della Ricerca ha trasmesso al Parlamento lo schema di decreto che introduce tre nuove lauree magistrali ad indirizzo clinico per gli infermieri, superando definitivamente l’impostazione esclusivamente gestionale delle attuali lauree magistrali in Scienze Infermieristiche. L’obiettivo è formare infermieri specialisti clinici ad alta competenza, capaci di operare direttamente nei contesti assistenziali più complessi con un livello di autonomia professionale mai riconosciuto prima nel nostro ordinamento.”
Il Ministro ha evidenziato come questa riforma rappresenti un passaggio fondamentale non solo per l’evoluzione delle competenze cliniche, ma anche per la costruzione di una vera stratificazione delle carriere infermieristiche, capace di valorizzare merito, responsabilità e competenze avanzate. “Investire sulla specializzazione clinica significa rafforzare la qualità delle cure, migliorare la presa in carico dei pazienti e rendere più attrattiva la professione.”
Il provvedimento si inserisce in una più ampia strategia di rilancio del personale infermieristico, che comprende nuove assunzioni, l’aumento dell’indennità infermieristica, la detassazione degli straordinari e la possibilità di esercitare attività libero-professionale fino al 31 dicembre 2026. Misure che, ha spiegato il Ministro, “nascono da un dialogo costruttivo e costante con la FNOPI, finalizzato a riconoscere concretamente il ruolo strategico degli infermieri nel sistema sanitario.”
La riforma giunge in un momento particolarmente critico: secondo FNOPI, in Italia mancano oltre 60.000 infermieri e il rapporto è di circa 6,5 infermieri ogni 1.000 abitanti, contro una media europea di 8,8, con ricadute soprattutto sulla sanità territoriale e sulle aree ad alta complessità assistenziale.
“Con queste scelte, ha concluso il Ministro, rafforziamo il sistema sanitario pubblico, valorizziamo la professionalità infermieristica e garantiamo ai cittadini risposte assistenziali più qualificate, tempestive e vicine ai loro bisogni reali.”
