La carenza di infermieri continua a rappresentare una delle principali criticità del Servizio sanitario nazionale. Sul tema interviene ENPAPI, l’Ente nazionale di previdenza e assistenza della professione infermieristica, che esprime forte perplessità sulle politiche di reclutamento internazionale adottate per far fronte alla mancanza di personale.
Secondo l’Ente, puntare in modo strutturale sull’arrivo di infermieri dall’estero rischia di diventare una soluzione tampone, incapace di affrontare le cause profonde della crisi del personale sanitario in Italia.
Il nodo strutturale della professione infermieristica
ENPAPI sottolinea come il problema non possa essere risolto solo attraverso l’ingresso di professionisti stranieri. Alla base della carenza, infatti, restano fattori ormai noti:
retribuzioni ritenute poco competitive rispetto ad altri Paesi europei;
condizioni di lavoro gravose;
scarse prospettive di crescita professionale;
fuga di infermieri italiani verso l’estero.
In questo contesto, il reclutamento internazionale rischia di diventare una misura emergenziale che non affronta il vero nodo della questione: rendere attrattiva la professione infermieristica in Italia.
Il rischio di una soluzione temporanea
L’Ente loevidenzia che il ricorso massiccio a personale straniero potrebbe non garantire stabilità nel lungo periodo. Senza interventi strutturali su stipendi, carriera e riconoscimento professionale, il sistema sanitario continuerà a perdere infermieri formati in Italia, mentre il fabbisogno resterà elevato.
Secondo ENPAPI, è necessario avviare politiche capaci di:
trattenere i professionisti già presenti nel Paese;
incentivare il rientro degli infermieri emigrati;
rendere più attrattivi i percorsi formativi e lavorativi;
investire sulla libera professione infermieristica.
“Prima valorizzare gli infermieri italiani”
Il messaggio dell’Ente è chiaro: il reclutamento internazionale non può sostituire una strategia nazionale sul personale sanitario.
Per ENPAPI, la priorità deve essere la valorizzazione degli infermieri italiani, attraverso investimenti concreti e politiche di lungo periodo che rendano la professione sostenibile, riconosciuta e competitiva.
La crisi del personale infermieristico, conclude l’Ente, non si risolve con scorciatoie ma con riforme strutturali capaci di rafforzare davvero il sistema sanitario.
