Un dipendente dell’IRCCS San Raffaele di Milano ha denunciato una situazione di crescente criticità legata alla carenza di personale infermieristico e ausiliario, evidenziando ricadute dirette sull’organizzazione del lavoro e sulla qualità dell’assistenza erogata ai pazienti.
Secondo quanto riportato, la struttura ospedaliera sarebbe alle prese con una persistente insufficienza di organico, in particolare per quanto riguarda infermieri e operatori di supporto. Una condizione che comporterebbe carichi di lavoro elevati, turni gravosi e difficoltà nel garantire standard assistenziali adeguati.
La situazione ha portato all’apertura di un confronto tra la direzione amministrativa e diverse sigle sindacali, tra cui Fials, Cgil, Cisl, Uil, Usi Sanità, Cub e Nursind, con l’obiettivo di individuare soluzioni in grado di tutelare il personale e migliorare le condizioni di lavoro.
Nel corso della trattativa, la direzione avrebbe avanzato una proposta di adeguamento economico che prevede un aumento del 7% per infermieri, ostetriche e professioni sanitarie equiparate, del 6% per OTA e OSS e del 4,5% per le restanti categorie del contratto Aiop non medico.
Tuttavia, alcune organizzazioni sindacali hanno espresso forti perplessità su tali proposte, sottolineando come gli aumenti ipotizzati rischino di essere assorbiti dai futuri scatti contrattuali, senza produrre un reale e stabile miglioramento delle retribuzioni in busta paga. Secondo queste sigle, la misura non rappresenterebbe una vera valorizzazione del lavoro svolto dal personale sanitario e sociosanitario.
Oltre alla questione degli organici, il dipendente segnala anche problematiche di natura strutturale e organizzativa, come la necessità di sostituire arredi e dotazioni ormai inadeguate. Elementi che, a suo avviso, rifletterebbero una gestione orientata prevalentemente a logiche economiche, a scapito degli investimenti sul personale e sulla qualità dell’assistenza.
Il clima resta teso e non si escludono iniziative di mobilitazione qualora il confronto non dovesse tradursi in interventi concreti e strutturali. La vicenda riporta al centro del dibattito il tema del rapporto tra sanità privata accreditata, sostenibilità economica e tutela delle condizioni di lavoro dei professionisti sanitari.
